Clima più estremo? IV — Heatwaves, conseguenze globali e letali


Mentre anche il Regno Unito è toccato dalla canicola rovente di questo rovente mese di giugno (nell'Inghilterra meridionale questa settimana sono state raggiunte temperature attorno a 35 °C dopo che il paese sta già subendo il suo più lungo periodo continuo di temperature elevate da decenni e le temperature estreme hanno portato ad una parziale liquefazione del manto stradale di alcune vie di comunicazione), esce uno studio importante sulle conseguenze future delle heatwaves (noi ne avevamo già parlato, a livello locale, qui). Sembra "telefonato" in particolare per quelli delle "analisi costi-benefici" che partono sempre dalle conclusioni che "tanto comunque ne uccide di più il freddo".



Nello studio si giunge (non si parte!) alla conclusione che i 3/4 della popolazione mondiale saranno esposti a ondate di calore mortale entro il 2100 se le emissioni di gas serra continueranno ad aumentare ai tassi correnti. Persino se le emissioni venissero ridotte in modo aggressivo, circa la metà della popolazione mondiale sarebbe comunque toccata da questo tipo di eventi estremi.
Stiamo esaurendo le scelte per il futuro. Per eventi estremi come le ondate di calore, le nostre opzioni attuali, purtroppo, sono già tra la variante cattiva o quella terribile. Molte persone in tutto il mondo stanno già pagando il prezzo finale delle heatwaves e, mentre i modelli suggeriscono che questa tipologia di evento estremo è probabile che continui, potrebbe anche essere molto peggio se le emissioni non saranno notevolmente ridotte. Il corpo umano può funzionare solo all'interno di una stretta gamma di temperature corporee intorno a 37 °C. Le ondate di calore rappresentano un notevole rischio per la vita umana, perché il clima caldo, aggravato dall'alta umidità, può aumentare la temperatura corporea, portando a condizioni molto pericolose per la sopravvivenza.
ha dichiarato Camilo Mora, professore associato di Geografia al College of Social Sciences presso l'Università delle Hawaii a Manoa e autore principale dello studio.
Un team di ricercatori guidati da Mora ha condotto una lunga analisi e ha trovato oltre 1'900 casi di località in tutto il mondo dove le temperature ambientali elevate hanno mietuto vittime fra il 1980 e il 2014 (dunque non rientra nel campione per es. l'estrema canicola dell'estate europea del 2015, vedi anche qui). Analizzando le condizioni climatiche di 783 episodi di caldo letali per i quali erano disponibili dei dati, i ricercatori hanno identificato una soglia oltre la quale le temperature e l'umidità diventano mortali. L'area del pianeta in cui tale soglia è superata per 20 o più giorni all'anno è in aumento e si prevede che cresca anche con tagli molto incisivi alle emissioni di gas serra. Attualmente, circa il 30% della popolazione mondiale è esposto a tali condizioni mortali ogni anno.


Numerosi esempi, come la canicola europea del 2003 che ha ucciso circa 70'000 persone, quella di Mosca del 2010 che ha ucciso 10'000 persone e quella di Chicago del 1995 che ha mietuto 700 vittime, sono esempi sconcertanti del rischio che questi eventi estremi pongono alla vita delle persone. Ma al di là di questi esempi molto citati, finora ben poco si sapeva su quanto comuni siano tali ondate di calore killer. Il gruppo internazionale di ricercatori e studenti coordinati dall'Università delle Hawaii ha deciso di rispondere proprio a questa domanda. Da oltre 30'000 pubblicazioni rilevanti, i ricercatori hanno identificato 911 documenti con dati su 1'949 studi di casi di città o regioni, dove le morti umane sono state associate a temperature molto elevate. Da questi casi sono stati ottenuti dati di 783 ondate di calore letali in 164 città di 36 nazioni, con la maggior parte dei casi registrati nei paesi sviluppati a media latitudine. Alcune delle città che hanno sperimentato questi eventi estremi letali includono New York, Washington, Los Angeles, Chicago, Toronto, Londra, Parigi, Pechino, Tokyo, Sydney e Sao Paulo.



Analizzando le condizioni climatiche di quelle città, i ricercatori hanno scoperto una soglia comune oltre la quale temperature e umidità sono diventate letali. In accordo con la fisiologia termica umana, la soglia è tale che aumentando l'umidità relativa, anche le temperature più basse diventano letali.
Trovare un limite al di là del quale le condizioni climatiche diventano mortali è scientificamente importante ma spaventoso. Questa soglia ci permette ora di individuare le condizioni che sono dannose per le persone e siccome si basa su casi documentati di persone reali in tutto il mondo, lo rende più credibile e pertinente. La cosa spaventosa è quanto siano già comuni quelle condizioni mortali
 ha dichiarato Farrah Powell, studente universitario dell'Università delle Hawaii e uno dei co-autori dello studio.


Un'applicazione web che accompagna la carta consente di contare, per qualsiasi posto sulla Terra, il numero di giorni in un anno in cui la temperatura e l'umidità superano questa soglia mortale. Ad esempio, entro il 2100 a New York sono previsti circa 50 giorni con temperature e umidità superiori alla fatidica soglia in cui le persone, nelle analisi dei dati del periodo di riferimento, sono decedute. Per lo stesso orizzonte temporale, il numero di giorni mortali per Sydney sarà 20, 30 per Los Angeles e l'intera estate (circa 90 giorni) per Orlando e Houston!


Lo studio ha anche scoperto che il maggior rischio di salute è previsto per le aree tropicali. Questo perché i tropici sono caldi e umidi durante tutto l'anno, mentre per le latitudini più elevate il rischio di calore mortale è limitato all'estate (anche se le canicole sono in aumento e previste in crescita pure nei mesi limitrofi di transizione, per es. maggio e settembre alle medie latitudini boreali, risp. novembre e marzo a quelle australi).


Il riscaldamento nelle zone polari è stato, finora, una delle icone dei cambiamenti climatici associati alle emissioni in corso di gas a effetto serra. Il nostro studio dimostra tuttavia che è il riscaldamento nei tropici il fattore che porterà il maggior rischio per le persone associato a eventi estremi di caldo mortale. Con temperature e umidità già elevate, ci vuole ben poco riscaldamento in più per trasformare le caratteristiche ambientali delle zone tropicali in condizioni con elevato rischio mortale.
ha dichiarato il coautore Iain Caldwell, un ricercatore post-doc all'Università delle Hawaii.
Il cambiamento climatico ha messo l'umanità su un cammino che diventerà sempre più pericoloso e difficile da invertire se le emissioni di gas serra non vengono prese molto di più sul serio. Azioni come il ritiro dall'accordo di Parigi sono un passo nella direzione sbagliata che inevitabilmente ritarderà la risoluzione di un problema per il quale molto semplicemente non c'è più tempo da sprecare
conclude Mora. 

Commenti

  1. @climatocatastrofista maximus

    "Numerosi esempi, come la canicola europea del 2003 che ha ucciso circa 70'000 persone, quella di Mosca del 2010 che ha ucciso 10'000 persone e quella di Chicago del 1995 che ha mietuto 700 vittime, sono esempi sconcertanti del rischio che questi eventi estremi pongono alla vita delle persone."

    Resta il fatto che gli eventi estremi di caldo sono responsabili di meno morti degli eventi estremi di freddo... e che gli eventi estremi caldi e freddi assieme sono responsabili di una piccolissima frazione dei morti causati dall'escursione delle temperature al di la dei valori 'ottimali' per la specie umana... dove 'ottimale' dipende dal luogo e dall'abitudine delle popolazioni che abitano in un certo luogo a sopportare temperature estremamente calde o estremamente fredde.
    Per esempio, temperature anormalmente alte nel sud-ovest USA, tipo Arizona, Nevada, parti della California, etc... sono sopportate e mietono meno vittime di analoghi eventi in regioni dello stesso paese, gli USA, meno abituate a temperature estreme, come per esempio il New England, l'angolo opposto degli USA, in alto a destra.
    E' un fenomeno logico: si chiama 'adattamento'. Infatti studi recenti, probabilmente anche qualcuno noto al climatocatastrofista maximus, mostrano come gli eventi di alte temperature abbiano prodotto meno morti in Francia dopo il 2003, anno in cui questo paese al centro della famosa canicola mortifera, e idem per l'Italia... ma non per paesi del nord Europa, come la Svezia.
    Ammesso e concesso che in futuro ci saranno piu' eventi estremi caldi di adesso... che... ricordiamolo, dato che il catastrofista maximus steph non lo dice... sono SOLO i modellini farlocchi che lo prevedono... nulla di tutto cio' e' evidente dai dati... ammesso e concesso che succedera' questo, dicevo, i vari paesi si adatteranno. Si metteranno in atto misure preventive per proteggere le fascie di popolazione piu' esposte, in particolare le persone anziane cardiopatiche e con deficienze respiratorie, e si minimizzeranno le perdite umane (ed economiche associate, en passant).
    Gli "studi" come quelli portati a prova schiacciante delle pericolosita' del globbbal uormin' assassino omettono praticamente sempre di tenere in conto queste forme di adattamento e mitigazione delle conseguenze... come mai steph? :-)

    Rilassati, in vacanza, che ne hai bisogno.

    Cheers/a+/ciao,

    R.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. «Resta il fatto che gli eventi estremi di caldo sono responsabili di meno morti degli eventi estremi di freddo... »

      Da dove lo deduci? Lo studio che linki di Gasparrini et al. non dice questo, bensì che - come dici te dopo - gli eventi estremi caldi e freddi assieme sono responsabili di una piccolissima frazione dei morti causati dall'escursione delle temperature al di la dei valori 'ottimali' per la specie umana.
      Perché questi valori ottimali sono spesso nei percentili medio-alti o alti delle temperature (io ne avevo parlato già qui http://climafluttuante.blogspot.ch/2015/08/ondate-di-calore-in-svizzera.html, vedi ad es. i due grafici ad inizio paragrafo "variazione di frequenza").
      Ma non è quello che volevo evidenziare nel post, che come sempre tu travisi. Se - come sembra che i dati dello studio mostrano - il freddo estremo è relativamente poco importante nella frequenza delle mortalità, anche pochi gradi di riscaldamento in più non riusciranno a produrre una grande riduzione della mortalità correlata al freddo (a differenza di quel che dicevi qui https://climafluttuante.blogspot.ch/2017/06/clima-piu-estremo-ii-heatwaves.html?showComment=1497459025710#c1941587777645652081) e soprattutto gli stessi pochi gradi aggiuntivi potrebbero causare un notevole aumento della mortalità correlata al calore estremo.

      «Ammesso e concesso che in futuro ci saranno piu' eventi estremi caldi di adesso...»

      http://climafluttuante.blogspot.ch/2017/05/clima-piu-estremo-i-temperature.html

      « che... ricordiamolo, dato che il catastrofista maximus steph non lo dice... sono SOLO i modellini farlocchi che lo prevedono... nulla di tutto cio' e' evidente dai dati... »

      Sì, da quelli taroccati che legge zio robertino o da quelli veri che non riesce a digerire...

      Non c'è bisogno di dire nulla, è l'evidenza delle cose che parla per sé ed è sostenuta da fisica e statistica. Sveglia, zio.

      «Gli "studi" come quelli portati a prova schiacciante delle pericolosita' del globbbal uormin' assassino omettono praticamente sempre di tenere in conto queste forme di adattamento e mitigazione delle conseguenze...»

      Diciamo piuttosto che i catastrofisti come te omettono sempre di leggere quello che non fa comodo perché ovviamente farebbe cadere tutta la petizione di principio che sostanzia il modus operandi.

      Ciao e rinfrescati le meningi, zio.

      Elimina
    2. @steph

      " «Resta il fatto che gli eventi estremi di caldo sono responsabili di meno morti degli eventi estremi di freddo... »

      Da dove lo deduci? Lo studio che linki di Gasparrini et al. non dice questo"...

      No? Non lo dicono? Sono io che lo deduco con la fantasia?
      Cos'e'? Non riesci a capire la figura 2?

      http://www.thelancet.com/pdfs/journals/lancet/PIIS0140-6736(14)62114-0.pdf

      Come sono le barre blu a sinistra, "extreme cold", rispetto quelle rosse a destra, "extreme heat"?... piu' corte o piu' lunghe?
      E la tabella S3, supplementary material?... Confronto percentuali prima colonna (estremo freddo) con l'ultima (estremo caldo)? Quali valori sono piu' alti?
      Dai!

      E questo?

      " Hajat and colleagues reported that the all-cause mortality attributable to heat was between 0·37% and 1·45% in three European cities,14 and Carson and colleagues15 estimated that 5·4% of deaths were attributable to cold but none to heat in London"

      Devi leggerlo tutto l'articolo, steph... non solo le parti che ti fanno comodo, lo capisci questo o no?

      E saresti tu quello che si annoia? A-ri-YAAAWN!

      Ciao.

      Elimina
    3. «@steph

      " «Resta il fatto che gli eventi estremi di caldo sono responsabili di meno morti degli eventi estremi di freddo... »

      Da dove lo deduci? Lo studio che linki di Gasparrini et al. non dice questo"...

      No? Non lo dicono? Sono io che lo deduco con la fantasia?
      Cos'e'? Non riesci a capire la figura 2?

      http://www.thelancet.com/pdfs/journals/lancet/PIIS0140-6736(14)62114-0.pdf

      Come sono le barre blu a sinistra, "extreme cold", rispetto quelle rosse a destra, "extreme heat"?... piu' corte o piu' lunghe? »
      U pochino più lunghe in diversi paesi, quasi uguali in altri e più corte in pochi altri.

      «E la tabella S3, supplementary material?... Confronto percentuali prima colonna (estremo freddo) con l'ultima (estremo caldo)? Quali valori sono piu' alti?
      Dai!»

      Sì, non avevo letto il supplementary material. Ma non cambia la sostanza di quello che asserivo. Se - come sembra che i dati dello studio mostrano - il freddo estremo è relativamente poco importante nella frequenza delle mortalità, anche pochi gradi di riscaldamento in più non riusciranno a produrre una grande riduzione della mortalità correlata al freddo e soprattutto gli stessi pochi gradi aggiuntivi potrebbero causare un notevole aumento della mortalità correlata al calore estremo.

      Elimina
  2. @climatocatastrofista maximus steph

    Classico esempio di cherry-picking de voartri climatocatastrofisti:

    "Numerosi esempi, come la canicola europea del 2003 che ha ucciso circa 70'000 persone, "

    ... che linka uno studio del 2008... ma "stranamente" fa finta di non sapere (omette, perche' lo sa!) che la conclusione finale di detto studio, e cioe'...

    "Global warming constitutes a new health threat in an aged Europe that may be difficult to detect at the country level, depending on its size. Centralizing the count of daily deaths on an operational geographical scale constitutes a priority for Public Health in Europe"

    ... esiste, in un certo modo, dato che c'e' questo molto piu' recente studio su The Lancet...

    "Mortality risk attributable to high and low ambient temperature: a multicountry observational study", The Lancet Volume 386, No. 9991, p369–375, 25 July 2015

    goo.gl/EoQ9Wn


    ... che ha raccolto DATI... non risultati di modellini farlocchi elaborati da STUDENTI di dottorato o neo-dottorati... come riportato qui sopra nel testo.... e tali DATI, si parla di osservazione di morti di piu' di 70 milioni di abitanti del pianeta, in decine di nazioni... non il risultato di una farlocca "applicazione web" (della serie "you've got to be kidding me, pal... right?")...

    Il suddetto studio basato su DATI mostra che... copio e incollo dal testo dello studio...

    "More temperature-attributable deaths were caused by cold (7·29%, 7·02–7·49) than by heat (0·42%, 0·39–0·44). Extreme cold and hot temperatures were responsible for 0·86% (0·84–0·87) of total mortality."

    IL tutto riassunto qui:

    https://www.sciencedaily.com/releases/2015/05/150520193831.htm

    "Cold weather kills 20 times as many people as hot weather, according to an international study analyzing over 74 million deaths in 384 locations across 13 countries."

    Riprovare di-cor-sa, steph!...

    Buona continuazione di crociata... un giorno forse riusciro' a capire, dato che non sei mai esplicito su questo, cosa ti venga in tasca (non necessariamente danaro, sia chiaro) a propalare tesi catastrofistiche basate nel 99% dei casi su modellini farlocchi inattendibili e disattesi praticamente ogni giorno... nel frattempo vedi di leggere lo studio di Gasparrini et al (e gli altri dello stesso autore... per esempio quello referenziato qui...

    https://www.nature.com/articles/srep00830

    ... che dice cose come questa:

    "Gasparrini and Armstrong (2011) decomposed the effects of heat into two parts: a “main effect” related to the independent effects of high temperatures, and an “added effect” due to heat waves. Results showed that the “main effect” contributed the most to the excess risk of mortality, while a smaller added effect appeared during heat waves."

    ... e sforzati per una volta di pervenire a LOGICHE e RAZIONALI conclusioni.

    Ciao bello, e cerca di abbronzarti un po', che ne avrai bisogno col clima della svizzera tedesca che ti ritrovi tutto l'anno! :-)

    R.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. «@climatocatastrofista maximus steph

      Classico esempio di cherry-picking de voartri climatocatastrofisti:

      "Numerosi esempi, come la canicola europea del 2003 che ha ucciso circa 70'000 persone, "

      ... che linka uno studio del 2008... ma "stranamente" fa finta di non sapere (omette, perche' lo sa!) che la conclusione finale di detto studio, e cioe'...»


      1) climacatastrofista te lo tieni per te, mi pare corrisponda bene al tuo profilo, meglio del mio non c'e dubbio;
      2) linko lo studio del 2008 per chi volesse approfondire il fatto che la canicola europea del 2003 ha mietuto circa 70'000 vittime, perché nel post dico che la canicola europea del 2003 ha mietuto circa 70'000 vittime; il resto è contorno;
      3) la tattica del cherry-picking è quella di chi, per es. di fronte ad un relativo rallentamento del rateo di crescita delle T globali, strombazza che il GW è morto e sepolto. E non sono certo io a impreziosire la rete di queste perle di saggezza aritmetica da asilo nido...


      «... esiste, in un certo modo, dato che c'e' questo molto piu' recente studio su The Lancet...

      "Mortality risk attributable to high and low ambient temperature: a multicountry observational study", The Lancet Volume 386, No. 9991, p369–375, 25 July 2015

      goo.gl/EoQ9Wn


      ... che ha raccolto DATI... non risultati di modellini farlocchi elaborati da STUDENTI di dottorato o neo-dottorati... come riportato qui sopra nel testo.... e tali DATI, si parla di osservazione di morti di piu' di 70 milioni di abitanti del pianeta, in decine di nazioni... non il risultato di una farlocca "applicazione web" (della serie "you've got to be kidding me, pal... right?")...

      Il suddetto studio basato su DATI mostra che... bla bla bla....»

      And so what, my "friend"? Mio caro "amico" pseudo-datofilo:

      1) il paper linkato del 2008 dice che "To carry out this study, we collected daily numbers of deaths by gender and age at regional level, in all countries concerned by the summer 2003 heat‐wave...". Per i pochi come Roberto che non sanno l'inglese: collected numbers significa che hanno raccolto ***DATI*** , non risultati dei tanto amati modellini farlocchi che ossessionano il nostro robertino.
      2) Fra gli autori del paper ci sono Jean-Marie Robine (primo autore) e François R Herrmann.
      Per i pochi come lo zio robertino che usano google come lo si usava 15 anni fa, qui tutti possono vedere le ennesime balle che racconta quando parla di studenti di dottorato e neo-dottorati:
      http://www.cermes3.cnrs.fr/fr/membres/154-robine-jean-marie
      http://www.unige.ch/presse/nominations/fiche.php?id=475

      «Buona continuazione di crociata... un giorno forse riusciro' a capire, dato che non sei mai esplicito su questo, cosa ti venga in tasca (non necessariamente danaro, sia chiaro) a propalare tesi catastrofistiche basate nel 99% dei casi su modellini farlocchi inattendibili e disattesi praticamente ogni giorno... »
      Semplicemente, copio il mio maestro iper-catastrofista zio robertino k.

      «nel frattempo vedi di leggere lo studio di Gasparrini et al (e gli altri dello stesso autore... »

      Già fatto un paio di anni fa, tranqui'. Tu, invece, piuttosto: che ne dici di questo bel libro?

      http://mimesisedizioni.it/catastrofi-e-cambiamenti-climatici.html

      Te lo consiglio caldamente, acculturati un po' , dai...

      http://climafluttuante.blogspot.ch/2017/06/letture-al-caldo.html

      Mi raccomando, fammi sapere che ne pensi, eh!

      «Ciao bello, e cerca di abbronzarti un po', che ne avrai bisogno col clima della svizzera tedesca che ti ritrovi tutto l'anno! :-)»

      Tsk tsk, una battuta, immagino:
      http://www.meteosvizzera.admin.ch/product/output/climate-data/climate-indicators-processing/SUND/1961-today/YEAR/SUND_1961-today_YEAR_SMA_i.pdf

      Anyhow: se vuoi andare avanti a discutere con me, devi sforzarti di più, my "friend". Continuando così - a parte le continue digressioni OT - rischi fortemente di annoiare me e i pochi altri lettori del blog.

      Elimina
  3. @climatocatastrofista maximus

    "Già fatto un paio di anni fa, tranqui'. Tu, invece, piuttosto: che ne dici di questo bel libro?"

    Certo!... un bel libro che ha la parola "catastrofe" nel titolo?

    Un libro il cui autore...

    "Raffaele Scolari si occupa di paesaggio e di mutamenti nella realtà spaziale del presente. Con Mimesis ha pubblicato: Paesaggi senza spettatori (2006), Filosofia del mastodontico (2010) e Filosofia di una performance (2012)."
    Scientifico no?

    Chi e'? Il cugggino dello psicologo cognitivo John Cook, sodale di SkepticalPseudoScience? Ma dai!

    Piuttosto indegno direi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. «@climatocatastrofista maximus

      "Già fatto un paio di anni fa, tranqui'. Tu, invece, piuttosto: che ne dici di questo bel libro?"

      Certo!... un bel libro che ha la parola "catastrofe" nel titolo?»

      And so what? Per un iper-catastrofista come te, dovrebbe piacere.

      «Un libro il cui autore...

      "Raffaele Scolari si occupa di paesaggio e di mutamenti nella realtà spaziale del presente. Con Mimesis ha pubblicato: Paesaggi senza spettatori (2006), Filosofia del mastodontico (2010) e Filosofia di una performance (2012)."
      Scientifico no?

      Chi e'? Il cugggino dello psicologo cognitivo John Cook, sodale di SkepticalPseudoScience? Ma dai!

      Piuttosto indegno direi. »

      1) A casa mia: prima si legge, poi si giudica. A casa tua, il contrario, vedo. Logico.
      2) Leggilo, leggilo, ne vale davvero la pena. Togliti le solite fette di mortadella piene di pregiudizi dagli occhi, per una volta.
      3) Definizione di “dignità” in questo contesto, pf?

      Elimina
  4. @steph

    "Per i pochi come lo zio robertino che usano google come lo si usava 15 anni fa, qui tutti possono vedere le ennesime balle che racconta quando parla di studenti di dottorato e neo-dottorati:
    http://www.cermes3.cnrs.fr/fr/membres/154-robine-jean-marie
    http://www.unige.ch/presse/nominations/fiche.php?id=475"

    Forte!... perche' parli di un articolo del 2008, e per provare l'autorevolezza di alcuni autori citi uno che e' diventato quello che e' ADESSO nel 2013.

    Difficolta' con la consecutio temporis? (calmo, ciccio, so cos'e', e' solo un gioco di parole).

    Riprova pure, con calma... 2008... 2009... 2010... 2011... 2012... 2013... toh!... il 2013 e' DOPO il 2008!... :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. «@steph
      "Per i pochi come lo zio robertino che usano google come lo si usava 15 anni fa, qui tutti possono vedere le ennesime balle che racconta quando parla di studenti di dottorato e neo-dottorati:
      http://www.cermes3.cnrs.fr/fr/membres/154-robine-jean-marie
      http://www.unige.ch/presse/nominations/fiche.php?id=475"

      Forte!... perche' parli di un articolo del 2008, e per provare l'autorevolezza di alcuni autori citi uno che e' diventato quello che e' ADESSO nel 2013.

      Difficolta' con la consecutio temporis? (calmo, ciccio, so cos'e', e' solo un gioco di parole).

      Riprova pure, con calma... 2008... 2009... 2010... 2011... 2012... 2013... toh!... il 2013 e' DOPO il 2008!... :-) »

      Monsieur François HERRMANN, entré en fonction le 01 mai 2013.
      François Herrmann a étudié la médecine à Genève, où il a obtenu son diplôme en 1985 et son doctorat en 1987.

      Dottorato nel 1987, 21 anni prima del lavoro pubblicato nel 2008.
      O non capisci il francese, o hai seri problemi di discalculia o ti diverti a predere i tuoi interlocutori per il culo. Per oggi, voglio essere ottimista: secondo me è la prima...

      Elimina
    2. "O non capisci il francese, o hai seri problemi di discalculia o ti diverti a predere i tuoi interlocutori per il culo. "


      ... un po' come fai tu poco sopra, insomma, steph?

      "il freddo estremo è relativamente poco importante nella frequenza delle mortalità, anche pochi gradi di riscaldamento in più non riusciranno a produrre una grande riduzione della mortalità correlata al freddo e soprattutto gli stessi pochi gradi aggiuntivi potrebbero causare un notevole aumento della mortalità correlata al calore estremo."

      1 a 1 e palla al centro, ben che ti vada.

      Elimina
    3. E no, caro. Il tuo gol è in palese fuorigioco.

      "However, if—as the data seem to show—extreme cold is relatively unimportant, then a few degrees of warming will not yield a large reduction in cold-related mortality. Moreover, if extreme heat is important, then the same few additional degrees might cause a substantial increase in heat-related mortality.8"

      http://thelancet.com/pdfs/journals/lancet/PIIS0140-6736(15)60897-2.pdf

      8: http://www.nature.com/nclimate/journal/v4/n3/full/nclimate2121.html

      Che dici, anche questi qua non capiscono lingua, numeri o prendono per i fondelli come zio roberto?

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Vendicati i "modellini farlocchi"

Clima più estremo? III — Heatwaves, feedbacks

Il 2016 in Svizzera