mercoledì 19 aprile 2017

(S)botta e risposta


Un esempio di pregiudizio sul ruolo climalterante della CO2 dai quotidiani della Svizzera italiana degli scorsi giorni. Sul Corriere del Ticino (CdT) dello scorso 8 aprile (vedi prima immagine sotto) e su quello dell'altro ieri (vedi seconda) due lettori sbottano sul tema infarcendo le loro lettere con le solite trite e ritrite argomentazioni farlocche non prive delle ben note fallacie logiche che si incontrano in questi casi. Ho evidenziato in rosso i fulcri dell'argomentazione e ho proposto qui sotto una succinta risposta per puntualizzazione sistematica. È una versione leggermente ampliata della lettera di risposta inviata al CdT.




  1. La produzione e il consumo di energia sono attività fondamentali della società moderna. Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) più dell'80% dell'energia finale nel mondo deriva dall'uso dei combustibili fossili (carburanti per i trasporti, riscaldamenti degli edifici, produzione di elettricità): circa 1/3 da petrolio, 1/4 da carbone e il rimanente 1/4 da gas naturale. Questo ce lo dice una semplice constatazione della situazione energetica mondiale.
  2. Qualsiasi combustione di materiale di origine fossile libera carbonio che in atmosfera è presente soprattutto combinato con l'ossigeno sottoforma di CO2. Questo ce lo dice la chimica di base che si impara nella scuola secondaria.
  3. Il CO2 in atmosfera è parte di uno dei più importanti cicli biogeochimici: quello del carbonio. Respirazione, decomposizione e combustione immettono carbonio in atmosfera; fotosintesi e discioglimento nei mari sequestrano carbonio dall'atmosfera, così come sulla più lunga scala geologica dei tempi è in grado di fare la degradazione meteorica. Rimuovere e bruciare il “tesoretto” sepolto da milioni di anni e costituito dal carbonio sequestrato che ha generato i combustibili fossili, immette un surplus di carbonio in atmosfera che sbilancia il ciclo. Un po' più della metà di questo surplus di carbonio è assorbito dalla vegetazione e dai mari, il resto rimane in atmosfera sottoforma di CO2 e si accumula aumentandone la concentrazione. Oggi l'aria che respiriamo contiene circa 2/5 in più di CO2 rispetto a due secoli fa, all'alba dell'era industriale. E questo surplus di CO2 ha evidenti origini antropiche come conseguenza di combustioni. Ciò viene corroborato anche dalle prove isotopiche (il rapporto fra gli isotopi del carbonio è un ottimo indicatore dell'origine dell'elemento). Questo ce lo dicono la biologia e la chimica di base che si imparano nella scuola secondaria.
  4. Il CO2, insieme a metano, vapore e protossido di azoto, è uno dei principali gas serra. Rispetto ad altri gas che compongono l'aria, come i molto più stabili azoto o ossigeno, le loro molecole sono formate da atomi di elementi differenti legati fra loro in modo covalente e in grado di generare momento di dipolo elettrico. Mentre risultano essere neutri alla radiazione solare incidente, hanno quindi la capacità di intercettare la radiazione infrarossa: se colpiti, questi gas vengono "eccitati" e muovono i legami atomici della loro struttura molecolare in diverse modalità emettendo così, a loro volta, radiazione infrarossa e riscaldando la parte superficiale del pianeta. Negli effetti, un po' come fanno i vetri per una serra. Un fenomeno fondamentale per l'ideale temperatura che ha permesso la presenza di abbondante acqua liquida e la vita sul pianeta, altrimenti la Terra sarebbe un pianeta gelido con una temperatura superficiale media di una trentina di gradi in meno rispetto a quella che ha. La Luna, per es., alla stessa distanza del Sole, non ha atmosfera con gas serra e la sua temperatura superficiale è nettamente più fredda rispetto a quella terrestre. Ma un eccesso di CO2 però porta il pianeta a surriscaldarsi, come per es. è il caso su Venere, pianeta con un'atmosfera formata quasi solo da CO2 e con una temperatura superficiale circa 500 gradi più alta rispetto a quella che avrebbe senza questo contributo. L'effetto riscaldante dei gas serra è conosciuto da almeno un secolo e mezzo e si fonda su evidenze che attingono da principi fisici fondamentali nel campo della termodinamica e dell'elettromagnetismo. Questo ce lo dicono la fisica e la chimica di base che, di nuovo, si imparano nella scuola secondaria. E non solo: l'effetto riscaldante di un gas serra come il COè verificabile sperimentalmente in laboratorio attraverso un comune spettrofotometro e questo non da ieri: il primo ad averlo fatto è stato il grande fisico irlandese John Tyndall nel lontano 1859. Ma è anche osservabile in atmosfera mediante satelliti che ricevono nella banda corrispondente alla lunghezza d'onda dell'infrarosso, la radiazione emessa dalla Terra. Naturalmente ci sono anche altri fattori che sono in grado di influenzare l'andamento di fondo della temperatura del pianeta. Ma sulla scala temporale antropocenica degli ultimi due secoli, il fattore che più di altri ha modificato il bilancio energetico globale del pianeta è quel 40% in più di CO2 presente in atmosfera con le associate retroazioni (per es. un'atmosfera più calda contiene più vapore che la riscalda ulteriormente). Nell'ultimo secolo, più dei 4/5 del riscaldamento globale osservato è imputabile alla forzatura radiativa determinata dall'aumento dei gas serra di origine antropica e solo meno di 1/5 alla variabilità interna e non forzata del sistema climatico. 
  5. A meno di voler rivoluzionare discipline scientifiche di base come chimica, fisica e biologia, o di mettere in dubbio dati forniti ufficilamente (come quelli dell'IEA), non vedo dunque come oggi si possa ancora dire che ”non esiste da nessuna parte uno studio scientifico comprovato e accertato che indichi che il fattore umano sia l’origine e che i veicoli provochino il surriscaldamento del pianeta”. Tantomeno non ha senso l'affermazione che “basarsi su una maggioranza di consensi non è scientifico, ma politico (prima di Galileo e Copernico tutti credevano che la Terra fosse al centro dell’Universo). A me paiono asserzioni antiquate, che denotano una scarsa conoscenza non solo della tematica ma anche di come lavora la scienza. Questa funziona invece proprio producendo consenso. Ma non ha niente a che fare con la politica: nella scienza il consenso implica una consilienza e una preponderanza di evidenze atte a dare la migliore spiegazione possibile di ciò che è sempre ritenuto provvisoriamente non falso. Ovviamente, per raggiungere questo livello di concordanza, la scienza si serve di strumenti di controllo molto rigorosi e questo metodo è ciò che la rende aperta e che ne permette l'evoluzione attraverso il basilare principio della falsificabilità. Con buona pace di Galileo e dello stratagemma usato in suo nome (www.climalteranti.it/2017/04/18/la-fallacia-dello-stratagemma-galileo).

11 commenti:

  1. Source: http://climafluttuante.blogspot.ch/2017/04/sbotta-e-risposta.html

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    Al punto 4 leggo che...

    "Nell'ultimo secolo, più dei 4/5 del riscaldamento globale osservato è imputabile alla forzatura radiativa determinata dall'aumento dei gas serra di origine antropica e solo meno di 1/5 alla variabilità interna e non forzata del sistema climatico. "

    ... con link sulla parola "imputabile" all'articolo di Huber e Knutti...

    https://www.ethz.ch/content/dam/ethz/special-interest/usys/iac/iac-dam/documents/group/climphys/knutti/publications/huber11natgeo.pdf

    ... che ottiene i suoi risultati tramite i soliti modellini farlocchi:

    "Based on a massive ensemble of simulations with an intermediate complexity climate model we demonstrate that known changes in the global energy balance and in radiative forcing tightly constrain the magnitude of anthropogenic warming"

    ... tutto questo facendo finta che i modellini farlocchi siano precisi, mentre la realta' e' che sono estremamente imprecisi, come spiegato (uno dei tanti esempi possibili) qui:

    http://www.nature.com/ngeo/journal/v9/n2/full/ngeo2608.html

    http://www.nature.com/ngeo/journal/v9/n2/full/ngeo2608.html#supplementary-information

    ... dove dicono, dopo aver studiato decine di modellini come quello utilizzato da Huber&Knutti, che...

    "We compare the reconstructed ENSO variance and seasonal cycle with that simulated by nine climate models that include orbital forcing, and find that the models do not capture the timing or amplitude of ENSO variability, nor the mid-Holocene increase in seasonality seen in the observations;"

    ... THE MODELS DO --NOT-- CAPTURE THE TIMING OR --AMPLITUDE-- OF ENSO VARIABILITY...

    ... ed aggiungono, nella conclusione, che (maiuscole mie)...

    "In that context, the fact that ENSO seemed relatively impervious to A LARGE EXTERNAL FORCING suggests that processes internal to the climate system could dominate external influences."

    ... che ridimensiona, di molto, i possibili effetti dei 4/5 di radiative forcing attribuibili alla terribile (e ve-le-no-sis-si-ma!) CO2 assassina.

    Riprovare SENZA modellini farlocchi, bitte!

    Saluti, e alla prossima.

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    1. 1) http://climafluttuante.blogspot.ch/2014/03/tutti-i-modelli-sono-sbagliati-ma.html
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      2) "Tutto questo facendo finta che i modellini farlocchi siano precisi..."

      È lei che afferma di far finta che i modellini farlocchi siano precisi, non Huber e Knutti (H&K). Un conto è la la forzatura radiativa, un altro la variabilità interna. Pensa che H&K non conoscano i lavori citati sotto?
      *
      3) "...mentre la realta' e' che sono estremamente imprecisi, come spiegato (uno dei tanti esempi possibili) qui"

      Ma va?
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2013/02/millennium-iii-confronti.html
      Zebiak and Cane 1987, Clement et al. 1995, Cane et al. 1997, Knutson and Manabe 1995, Vecchi et al. 2006, etc etc etc.
      3.1) Btw: gran parte delle fluttuazioni dal valore medio atteso delle T globali sono imputabili all'ENSO, non gran parte del trend di fondo. Scale temporali differenti per differenti sistemi (clima vs rumore). Stochasic climate models (Hasselmann 1976), do you remember? Do you know? Comprende¿
      *
      4) "...ed aggiungono, nella conclusione, che ..."

      «Whereas precessional and greenhouse gas forcing are fundamentally different in character, our work demonstrates the ability of high-resolution palaeoclimate records to provide fundamental constraints on tropical climate dynamics, as represented in models used to project twenty-first-century climate trends. In that context, the fact that ENSO seemed relatively impervious to a large external forcing suggests that processes internal to the climate system could dominate external influences. Understanding internal processes of low-frequency ENSO modulation, and the extent to which they are captured by climate models, is therefore of utmost importance to improving climate projections.»
      ⇒ Lo aggiungono nella conclusione del paragrafo intitolato «Implications for ENSO dynamics». Se riportasse/leggesse anche quel che precede, capirebbe che si riferiscono alle dinamiche dell'ENSO e alla sua predicibilità.
      «Processes internal to the climate system could dominate external influences» significa che, nonostante tutto, a dominare le dinamiche dell'ENSO potrebbero ancora essere processi interni al sistema climatico (vedi 3.1). Lo dicono loro stessi persino all'inizio dell'abstract: «However, it is unclear how ENSO has responded to external forcing, particularly orbitally induced changes in the amplitude of the seasonal cycle during the Holocene».
      *
      5) "che ridimensiona, di molto, i possibili effetti dei 4/5 di radiative forcing attribuibili alla terribile (e ve-le-no-sis-si-ma!) CO2 assassina"

      Non lo ridimensiona per niente, visto che si parla di uno span temporale (un secolo) nel corso del quale il maggior elemento distintivo per quel che concerne il bilancio energetico globale è da imputare al forcing radiativo dei gas serra.
      *
      6) "...che ottiene i suoi risultati tramite i soliti modellini farlocchi"

      Without models, no data, babe. Comprende¿
      E in ogni caso: se il clima non desidera essere simulato mediante i calcoli prodotti da modellini farlocchi come questi (e altri)
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2017/03/vendicati-i-modellini-farlocchi.html
      o come quello speciale del 50esimo (post in progress, ripassare da qui settimana prossima, pf), il clima dovrebbe smetterla di comportarsi come fa.
      *
      7) "Riprovare SENZA modellini farlocchi, bitte!"

      Chiedere direttamente a Reto Knutti, bitte!
      Trova l'indirizzo email sulla sua homepage dello IACETH. Sarà senz'altro contento di risponderle e darle ulteriori spiegazioni.

      À la prochaine.

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  2. "Without models, no data, babe. Comprende¿"

    Ma va? E questo dove?... a casa di Gavino il Modellista? O il psicologo cognitivo e "climatologo" John Cook, deus ex machina di SkepticalFantaScience che ti piace tanto?

    Ma per favore!.... ma senti questo? CEPU o Squola Radio Elettra?

    Ahahaha...

    Ciao bello, ascolta le parole di zio Gavino, va!

    https://www.ted.com/talks/gavin_schmidt_the_emergent_patterns_of_climate_change

    ... 7-8 ordini di grandezza in meno per quel che riguarda la velocita' di calcolo necessaria ad assicurare le risoluzioni spaziali e temporali che sarebbero richieste da veri modelli di simulazione climatica.
    Questi sono i transcripts...

    https://www.ted.com/talks/gavin_schmidt_the_emergent_patterns_of_climate_change/transcript?language=en

    "1:02
    The different scales that give you these kinds of patterns range over an enormous range of magnitude, roughly 14 orders of magnitude, from the small microscopic particles that seed clouds to the size of the planet itself, from 10 to the minus six to 10 to the eight, 14 orders of spatial magnitude. In time, from milliseconds to millennia, again around 14 orders of magnitude.
    1:31
    What does that mean? Okay, well if you think about how you can calculate these things, you can take what you can see, okay, I'm going to chop it up into lots of little boxes, and that's the result of physics, right? And if I think about a weather model, that spans about five orders of magnitude, from the planet to a few kilometers, and the time scale from a few minutes to 10 days, maybe a month. We're interested in more than that. We're interested in the climate. That's years, that's millennia, and we need to go to even smaller scales. The stuff that we can't resolve, the sub-scale processes, we need to approximate in some way. That is a huge challenge. Climate models in the 1990s took an even smaller chunk of that, only about three orders of magnitude. Climate models in the 2010s, kind of what we're working with now, four orders of magnitude. We have 14 to go, and we're increasing our capability of simulating those at about one extra order of magnitude every decade. One extra order of magnitude in space is 10,000 times more calculations. And we keep adding more things, more questions to these different models."

    ... e tu sopra mi citi un articolo sui modelli stocastici del 1976????... che girava su quale computer, Atari o Spectrum ZX?... sei forte, non c'e' dubbio.. stoffa da vendere.

    Buona lettura, Stefano! :-)

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  3. ... ancora una cosina, troppo forte... il tuo riferimento all'articolo del 1976 ai stochastic climate models...

    http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.2153-3490.1976.tb00696.x/abstract

    ... copio e incollo:

    "However, the maximal predicitive skill for a statistically stationary climate system is generally no larger than 0.5 and is always
    significantly less than unity."

    Ma come????... la predictive skill dei modelli stocastici e' bassa???
    E tutti i "virtual certain" e "high likelihood" e "high confidence" etc... etc... riportati con sicumera nei rapporti IPCC come sono giustificati alla luce di questo?
    Occhio che lo specchio sta diventando verticale, stefano!... controlla bene le ventose prima di cominciare l'arrampicata e replicare/commentare!

    Over.

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    1. https://en.wikipedia.org/wiki/Klaus_Hasselmann

      Ricopio, magari le è sfuggito: gran parte delle fluttuazioni dal valore medio atteso delle T globali sono imputabili all'ENSO, non gran parte del trend di fondo. Scale temporali differenti per differenti sistemi (clima vs rumore).

      Serve un disegnino?

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    2. "Ma va? E questo dove?"
      Da ovunque. :-D

      https://mitpress.mit.edu/books/vast-machine

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    3. ""Ma va? E questo dove?"
      Da ovunque. :-D"

      Cerrrrrrto!... ovunque nella galassia della fuffa CAGW.
      La pagina web dell'autore dice che...

      "My research explores the history, politics, and cultural aspects of computers, information infrastructures, and global climate science"

      ... insomma, uno "storico" che si occupa di climatologia, l'argomento che fa vendere libri... lo mettiamo accanto alla "climatologa" Noemi Oreskes e al "climatologo" con PhD in psicologia cognitiva John Cook, di SkepticalFantaScience, OK?
      Ne hai di tempo da perdere, eh climatologo steph?... anche a leggere tomi inutili come questo?... ma non sei preso da mane a sera a studiare come salvare il pianeta della teribbbile CO2 assassina?

      Se clicco su "Here is my curriculum vitae" scopro che il tuo fantastico testimonial della accuratezza dei modellini farlocchi ha nientepopodimenoche' queste referenze...

      "Ph.D., History of Consciousness, University of California at Santa Cruz (1988)

      Université de Paris VIII, Paris, France (1980-81, no degree)

      B.A., Language and Mind, Wesleyan University (1980)"

      History of effingConsciousness???? "Language and Mind"?????
      Ma mi prendi per il culo o che, steph?

      Pascolare, alla grande, bitte!

      E ovviamente :-D

      Ciao bello, salutami la mente e il linguaggio, lo studio dei quali e' fondamentale per capirne di modelli al calcolatore.

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    4. "Se clicco su "Here is my curriculum vitae" scopro che il tuo fantastico testimonial della accuratezza dei modellini farlocchi"

      È lei a scrivere che questo sia il mio testimonial della accuratezza dei modellini farlocchi, non io. Io ho solo citato questo libro (uno fra i tanti) perché le fa capire (forse) la contraddizione di fondo in cui si imbatte quando discredita i modelli di simulazione climatica. Ma non certo come testo da usare per verificare la bontà di queste simulazioni.
      Ripeto e cito: "without models, there are no data. Today, no collection of signals or observations—even from satellites, which can “see” the whole planet with a single instrument—becomes global in time and space without passing through a series of data models. Everything we know about the world’s climate we know through models."
      Strano: non mi pareva così duro di comprendonio. Magari mi sbagliavo.

      "Ma mi prendi per il culo o che, steph?"
      Ecco, qui invece no, non mi sbagliavo e non mi sbaglio. E da mesi che lo sta facendo con chiunque abbia l'onore di interagire con lei e poi proietta su costoro questa sua...diciamo così...attitudine.

      "salutami la mente e il linguaggio, lo studio dei quali e' fondamentale per capirne di modelli al calcolatore."
      Di nuovo: è lei a dirlo, non io.

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  4. Oddio!... e questa perla?

    "Ma un eccesso di CO2 però porta il pianeta a surriscaldarsi, come per es. è il caso su Venere, pianeta con un'atmosfera formata quasi solo da CO2 e con una temperatura superficiale circa 500 gradi più alta rispetto a quella che avrebbe senza questo contributo."

    ???? e' 500 gradi piu' alta sulla superficie di Venere, dove la pressione e' di 90 atmosfere (vado a memoria), ma e' di poco piu' alta di quella sulla superficie terrestre all'altitudine di circa 50 km dove la pressione e' uguale a quella del suolo terrestre... nonostante l'atmosfera venusiana a quella quota sia quasi completamente composta da CO2, non poche centinaia di parti per milione, come sulla terra.
    Riprova ste'!...

    Anzi... cadeau... ecco qui i dati...

    http://www.datasync.com/~rsf1/vel/1918vpt.htm

    ... 66 C a 50 km di quota su venere, con 1 atmosfera di CO2, rispetto ai 15C della superficie della terra (o quel che e' la media, correggimi)... i 51 C di differenza si spiegano in gran parte con la minor distanza di venere dal sole, rispetto a quella della terra, 0.7 unita' astronomiche... e 1/0.7^2 fa circa 2. Legge del quadrato della distanza anyone?

    Anche questo avrebbe dovuto far parte del curriculum di studi della fantastica scuola secondaria che solo tu hai frequentato... che ne dici? :-)

    Later.

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    1. http://climafluttuante.blogspot.ch/2012/04/venere-senza-pelliccia.html

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    2. Toh...anche all'ESA collezionano perle e frequentano le fantastiche scuole secondarie che tanto la ossessionano. Si vede che sono in buona compagnia :-D
      http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Venus_Express/Greenhouse_effect_clouds_and_winds
      "On the global scale, Venus’s climate is strongly driven by the most powerful greenhouse effect found in the Solar System. "
      "About 80% of the incoming solar radiation is reflected back to space by the cloud layer, about 10% is absorbed by the atmosphere and only 10% manages to get through it and heat the surface. However, the thermal radiation emitted by the surface gets trapped by the same atmosphere. The result is an amazing 500 °C difference between the surface and cloud-top temperatures."

      E questo? Non mi dica che anche lui....
      http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/EO062i017p00182-01/abstract
      "Using Pioneer-Venus spacecraft data, a research team has virtually proved that the searing 482° C surface temperature of Venus is due to an atmospheric greenhouse effect."

      Und so weiter.

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