Terzo nuovo record per tre



Il 2016 sarà ricordato per il terzo – e straordinario – record consecutivo delle temperature globali di superficie, come titola giustamente  Claudio Cassardo l'ultimo post di climalteranti.



In aggiunta alla già esauriente analisi di Cassardo, merita una lettura anche questo contributo recente del MetOffice.
In sintesi: un altro anno record per le ricostruzioni che inglobano l’Artico (quelle con il maggior grado di interpolazione e soprattutto nelle regioni polari, vale a dire GISTEMP, Berkeley Earth e Cowtan&Way ) mentre è solo di poco più caldo del 2015 nelle altre ricostruzioni (HadCRUT4 e NOAAGlobalTemp). Nel 2016 l’Artico ha superato il precedente massimo (2012) di ben 1°C.



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Le temperature delle acque superficiali dei mari (SST) – molto influenzate dal Niño maturo che ha imperversato nella prima parte dell'anno – sono ovviamente pure al massimo livello, leggermente superiori a quelle del 2015 e di poco più di 1/5 di grado C sopra al picco del 1998.





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Nuovi record anche in troposfera, poco oltre il 1998 secondo la serie UAH, molto più secondo la serie RSS ed ancora più ampia la differenza secondo le radiosonde:






Radiosonde RATPAC per la media troposfera (850-300 hpa)






In ogni caso non si è osservata un' amplificazione dell'anomalia superficiale quanto quella verificatasi durante il Niño del 1997/98, probabilmente in conseguenza della diversa struttura del Niño 2015/16 e dei tropici molto caldi.


La convezione nel Pacifico tropicale infatti dipende dalla differenza tra l'anomalia in area ENSO e la media tropicale e nell'est del Pacifico è fortemente non lineare: mentre nell'ovest del Pacifico, dove le SST sono elevate da climatologia, la convezione aumenta in modo lineare con le SST, ad est la convezione profonda inizia quando le SST sono almeno 0,7° oltre la media tropicale per poi aumentare rapidamente.

Come suggeriscono le prime analisi (vedi figure sotto), anche senza l'effetto del Nino il 2016 sarebbe comunque stato al top. Il contributo del Nino è stimato essere stato fra 0,05-0,12°C (per Gavin Schmidt) e 0,13°C (per Chris Colose).




 
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Ora siamo a oltre 1°C in più dal periodo pre-industriale.




Commenti

  1. Buongiorno:

    forse varrebbe anche la pena, per completezza di informazione verso i lettori, di aggiungere che in questo anno record che ha seguito altri due anni record...

    1) La copertura di neve dell'emisfero boreale e' ai massimi livelli da quando viene misurata (secondo valore, se non ricordo male);

    2) La copertura di ghiaccio della Groenlandia e' assolutamente sopra la media, a valori record mai misurati prima... anche qui vado a memoria, non riesco a trovare il link adesso;

    3) Il numero di uragani e' nella norma... non si vede alcun trend in salita, come prevedono i modelli climatologici;

    4) La maggior parte dei valori record (piu' caldi) attribuiti dalle estrapolazioni dei modelli, si trovano al circolo polare artico... dove, guardacaso, NON ci sono misure, ma solo zone in grigio (senza dati)... vedasi i due grafici sul "prima" e "dopo" riempimento dei dati mancanti da parte della NASA (o NOAA, o parificati).

    Direi che dopo queste 4 precisazioni il concetto di "record, mai visto prima" di caldo si ridimensiona parecchio... almeno agli occhi miei lo fa...

    Saluti.

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    Risposte
    1. Buongiorno Roberto e ben arrivato sul mio blog

      in ordine alle sue aggiunte, la premessa da fare è che questo è un post dedicato ai record termici globali, sia delle t2m, sia delle sst sia delle t in troposfera (TTT). Non ho voluto, al momento e in questo post, parlare d'altro, ci sarà spazio più avanti.

      Comunque, nel merito:

      1) vedi i dati Rutgers University. Cosa intende con secondo valore? Che lasso di tempo usa? Stagione? Mese? Settimana dell'anno? Nel primo caso (inverno) dobbiamo vedere i dati alla fine, in ogni caso è vero che c'è un leggero trend lineare positivo, un guadagno di circa 1 mio di km^2 in 50 anni (ma è maggiore in autunno: circa +1,5 mio di km^2 in 50 anni), compensato con gli interessi da forti trend negativi primaverili (quasi -3,5 km^2 in 50 anni).
      Mese: dicembre 2016 ha chiuso all'ottavo posto, un valore sì alto ma dietro ad altri anni (2012, 2010, 2009, 1985, 1970. 2002, 1992). Avevo parlato del trend dell'innevamento invernale dell'emisfero boreale nei seguenti post:
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2013/02/variabilita-interna-e-forcing.html
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2016/02/piove-sulgelato_4.html

      2) Le dò una mano: lo si trova al sito del DMI. Per la precisione: siamo al momento con forti accumuli. Il bilancio di massa superficiale, dal primo settembre ad oggi, mostra come sia nettamente positivo, principalmente grazie ai contributi nel sudest dell'isola (siamo attualmente sopra la media pluriennale del periodo e sopra anche il range superiore delle 2 std). Ma per tirare le somme, occorre attendere la fine della stagione. E in ogni caso, nel corso dell'anno ci sono in genere più accumuli che fusione, ma per chiudere il bilancio di massa glaciale totale occorre aggiungere il ghiaccio che si stacca dalla calotta e che finisce in mare e le osservazioni satellitari negli ultimi dieci anni mostrano che la calotta di ghiaccio non è in equilibrio. La perdita a causa dei distacchi è maggiore del guadagno derivante dal bilancio di massa superficiale, e la Groenlandia sta perdendo massa pari a circa 200 Gt / anno.

      3) certo, non rientra anche questo nel tema del post. Se interessa, vedi qui:
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2014/01/indizi-vorticanti-dai-mari-del-sud.html

      4) come ho specificato in sintesi. Vedi anche qui, sui dataset:
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2013/11/plateau-iii-apparently-not-so-much.html
      http://climafluttuante.blogspot.ch/search/label/dataset

      Saluti

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