domenica 1 gennaio 2017

Pericolosa siccità

Adelboden, Oberland bernese, fine dicembre 2016


Ben presto la siccità verrà considerata un pericolo naturale in Svizzera.

Di fronte al surriscaldamento climatico, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) intende dotarsi di strumenti per meglio predire i periodi di siccità e migliorare la prevenzione degli incendi di boschi.
Finora, la Svizzera conosceva pochi periodi senza pioggia, ma l'aumento della temperatura globale rischia di rendere più frequente questo fenomeno (vedi anche qui).

Il mese di dicembre del 2016 è stato il più secco dall'inizio delle misurazioni, 150 anni fa. Su alcune regioni della Svizzera romanda non è piovuta neanche una goccia di acqua, mentre sull'Altopiano si sono registrate in media precipitazioni di 2 mm.



"Per quanto riguarda le catastrofi naturali, finora ci concentravamo sulle inondazioni", ha rilevato Massimiliano Zappa, dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL).

In futuro anche la siccità figurerà sul portale della Confederazione destinato ad allertare la popolazione, allo stesso titolo di valanghe, alluvioni, canicola e incendi di foreste, ha precisato Barbora Neversil, incaricata dell'informazione sui pericoli naturali presso l'UFAM. L'obiettivo del WSL è riuscire a predire un periodo di siccità sull'arco di un mese, contro gli attuali 5-10 giorni, in modo da consentire alle autorità di intervenire.

L'UFAM vuole anche migliorare il sistema di allerta incendi nelle foreste. "C'è un grosso potenziale a questo livello", ha sostenuto Neversil. In collaborazione con il WSL e i Cantoni, l'ufficio sta studiando diversi metodi per valutare il pericolo di incendi nei boschi, in particolare grazie a strumenti di misurazione dell'umidità al suolo.
È pure previsto l'allestimento di una banca dati degli incendi del passato, "per sostenere meglio i cantoni a livello di prevenzione", ha aggiunto Neversil, ricordando che è necessario informare meglio la popolazione: il 99% degli incendi nei boschi sono causati dall'uomo.



Nessun commento:

Posta un commento