Piove sul...gelato?


È appena stato pubblicato un interessante studio nel quale un nutrito pool di quasi una trentina di ricercatori (coordinati da Myles Allen da Oxford e affiliati perlopiù a centri di ricerca britannici - ad es. Nati Schaller da Oxford o Pete Stott dal MetOffice HadCenter - ma pure francesi - riconosco il brillante "duo sinottico" Vautard et Yiou, e che piacere ritrovare pure Geert da De Bilt) calcolano con notevoli margini d'incertezza di quanto il riscaldamento abbia aumentato il rischio delle alluvioni nell'inverno 2013/14 in Inghilterra.
È un lavoro da duri e mi ricorda qualcosa di duro che avevo già segnalato.
Siamo ancora ai box di partenza con questo tipo di attribuzioni, non solo perché, come evidenzia (dal com. stampa) e apprezza ocasapiens

The research made use of the weather@home citizen-science project, part of Oxford’s climateprediction.net climate modelling experiment

Ma lo siamo (ai box), anche e soprattutto perché le isole britanniche sono proprio nel bel mezzo della tempesta stocastica del tempo che fluttua (vedi grafici sotto: in verde le incertezze dello scenario di emissioni, in blu quelle dovute alle differenze fra i vari modelli, in arancione quelle che fanno al nostro caso cioè causate dalla variabilità interna):



fonte dei grafici: IPCC, AR5, WGI, cap. 11

E separare la variabilità interna del tempo che oscilla da qualsiasi "spinta" esterna (naturale o antropogenica che sia) che lo forza in una direzione è impresa ardua che consuma tempo e energie fin dai tempi belli in cui ai Max Planck innovava il papà della stocastica applicata al sistema climatico.
Tuttavia è tempo investito e energia ben spesa.

Negli ultimi tempi, mi sono occupato spesso di questo tema e nella fattispecie del collocamento di una delle ipotesi più intriganti e trendy (quella del possibile legame fra il feedback positivo dell'albedo nell'Artico e gli eventi estremi alle medie latitudini) nel mosaico della variabilità interna del sistema climatico. E, casualmente, mi sono imbattuto pure io nell'anomalo inverno del 2013/14, connotato da perdurante siccità sull'ovest del Nordamerica, dal gelo sull'est e dalle ben note condizioni molto miti ed estremamente piovose sull'ovest europeo.

Posto 20 slides di una mia presentazione (rielaborata e tradotta per l'occasione) che ho presentato in un paio di occasioni nel corso dell'ultimo anno. Così si capisce anche il...curioso titolo del post :-D












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