domenica 11 ottobre 2015

Il buono & il comico

● Lagarde (Fmi): «Il momento per una carbon tax mondiale è ora»
● Lord Nicholas Stern: «Agire per non rinchiuderci da soli in modelli di sviluppo insostenibili»
● I governi spendono 5,3 trilioni di dollari all’anno in sussidi ai combustibili fossili.

Da qui.



Ne avevamo già parlato anche noi. Non è che siamo stati facili profeti; semplicemente, una constatazione realistica, oggettiva e priva di ideologia dello stato della situazione.
Buono che ne convenga anche l'FMI.
Buono che ne convenga Obama.
Buono che ci sia maggior consapevolezza della dimensione sistemica del problema.
Buono che ne convenga - con la sua splendida e "rivoluzionaria" enciclica - il papa.
Buono che adesso già 148 paesi sui 196 che hanno firmato la Convenzione dell'Onu sul clima abbiano comunicato di quanto intendono limitare le proprie emissioni di gas serra da qui al 2030 per cercare di contenere il riscaldamento globale entro i 2°C: 3 su 4, cioè più dei firmatari dell'(ormai ex) Protocollo di Kyoto. Basterà per Parigi?

E intanto e infine: comico - as usual -  che ci sia ancora qualche diversamente esperto (accanto a qualche giornalaio "figo deoantri" che scrive su qualche rotolo igienico) che vada su una televisione pubblica, pagata con i soldi dei contribuenti (clip delle comiche), a sentenziare dogmi sulla nuova era glaciale iniziata nel 1999 2005 2013 2014 2015 (inserire data a piacere..) e spacciare per scienza fantasmagoriche minchiate lunari...



2 commenti:

  1. Certo che se il buono sta nelle chiacchiere della Lagarde o di Obama e nelle "buone intenzioni" in vista di Parigi
    i nostri figli e nipoti avranno ben poco da ridere nel pianeta dissestato che erediteranno.

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    1. Sono d'accordo con te. Qui parlo di buono, non di migliore o del meglio. Eppure, il fatto che se ne parli e che ci sia l'intenzione è già qualcosa. Poco, mi dirai; ma è sempre meglio del nulla.
      Anyhow: ho idea che i nostri figli e nipoti avranno ben poco da ridere a prescindere dal buono e/o dal meglio. Perché pendere provvedimenti (comunque indispensabili) non serve a far regredire il GW, ma serve a impedire che possa crescere in maniera incontrollata.
      Corollario 1: il GW, qualunque cosa si faccia, è destinato a salire per almeno un paio di generazioni. Ergo, per un paio di generazioni si starà comunque peggio. Se ci diamo da fare, nella seconda metà/fine del secolo si potrà avere una regressione. Ma non rispetto all'oggi, bensì rispetto a quei valori che avrà toccato dopo una serie di decenni nei quali è comunque destinato a crescere.
      Corollario 2: stando così le cose, qualora vengano effettivamente implementate politiche serie e dovessero generarsi aspettative di regressione non confermate, il rischio è che qualcuno si chiederà se non sia perfettamente inutile andare avanti con tali restrizioni e mandi all'aria tutto, con tanti saluti ai nipoti del XXII secolo.

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