Impatto globale




Qualche immagine esplicita e info sintetica tratte direttamente o indirettamente (per es. da una rielaborazione di un articolo dedicato da parte della BBC da un corrispondente dal Giappone, dove si è tenuta la sessione plenaria finale) dall'appena pubblicato rapporto di sintesi dell'AR5 dell'IPCC dedicato a impatti, adattamenti e vulnerabilità dei cambiamenti climatici.
Qui le bozze finali del vol. 2 del Rapporto, Climate Change 2014: Impacts, Adaptation, and Vulnerability, a cura del WGII.




Il rapporto, pubblicato oggi dal Gruppo di lavoro II dell’IPCC, sottolinea che gli effetti del cambiamento climatico sono già presenti in tutti i continenti e negli oceani.
Gli eventi meteorologici estremi potrebbero compromettere la biodiversità di piante e animali, ridurre drasticamente i raccolti agricoli e aggravare i problemi sanitari, indica il documento.
I rischi di inondazione aumenterebbero soprattutto in Europa e Asia, mentre uno degli aspetti più marcati del riscaldamento in Africa sarà l’accesso all’acqua.
Inondazioni delle zone costiere, siccità e ondate di calore condurranno a un’intensificazione degli spostamenti di popolazioni e, indirettamente, all’aumento del rischio di conflitti violenti, avvertono i ricercatori.
Il 95% dei cambiamenti climatici avvenuti - ovunque, su tutti i continenti e negli oceani -  è la conseguenza dell'influenza antropica.

Vedi anche il post dedicato di climalteranti(dot)it












I disastri naturali nel 2012 hanno costretto 32,4 milioni di persone ad abbandonare le proprie case.
 Il 98% di questi spostamenti è stato causato da eventi climatici e meteorologici quali inondazioni, tempeste e incendi. 
I paesi più colpiti sono stati Cina, India, Pakistan, Filippine e Nigeria. 
Soltanto nel nord-est dell’India, le ripetute inondazioni nella stagione dei monsoni hanno causato 6,9 milioni di sfollati (quasi quanto la popolazione della Svizzera). 
Negli Stati Uniti, quasi 800.000 persone sono dovute fuggire dall’uragano Sandy.
(Fonte).




“L’adattamento deve essere visto come una politica per uno sviluppo territoriale sicuro, sostenibile” conferma Sergio Castellari, nel video preparato dal CMCC, visibile qui sotto, in cui gli autori italiani del rapporto ragionano su rischi e opportunità (h/t Wired)

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