Fukushima mon amour

Courtesy of J. Churnside, NOAA; created using Google

A tre anni dalla "tripleta" (la triplice catastrofe natural-tecnologica: terremoto+tsunami+nucleare), come sta il Giappone? Come sta il Pacifico? Da che parte tira il vento del nucleare, delle politiche energetiche nel paese asiatico?


Di questo e d'altro se è palato alla trasmissione mattutina di approfondimento informativo della RSI Modem. Per i lettori di MS, la possibilità di riascoltarla qui.

La scheda di presentazione:

Era l'11 marzo del 2011 quando un terremoto del nono grado della scala Richter, e la successiva onda di tsunami, devastarono il Giappone causando il più grave incidente nucleare dopo Chernobyl. A 36 mesi di distanza, a Fukushima, l'emergenza continua tra una ricostruzione che procede a singhiozzo e la bonifica che non parte.
Il Giappone si prepara così a ricordare i 15 mila 884 morti e i 2 mila 636 dispersi che il terremoto conosciuto col nome di “3.11” ha fatto sulle coste settentrionali dello stato del Sol Levante. E lo fa tra le polemiche generate da una ricostruzione che procede a passo di lumaca e una bonifica della zona di Fukushima che, di fatto, non è mai partita a causa del rimpallo di responsabilità tra società proprietaria della centrale nucleare devastata dallo tsunami e il governo di Tokyo. E polemiche che seguono anche la scelta della capitale nipponica di ospitare le Olimpiadi del 2020. Una decisione che incarna la voglia di rinascita del Giappone secondo alcuni, ma una decisione che toglierà lavoratori e materiali alla ricostruzione per altri.
A Fukushima, dove il disastro della centrale nucleare ha costretto più di 200.000 persone a lasciare le loro case a causa delle radiazioni rilasciate dai reattori danneggiati, la pianificazione di reinsediamento rimane in un limbo senza certezze alcune per gli ex residenti. La centrale danneggiata, in una situazione ancora precaria visti i tre reattori con il nucleo parzialmente fuso, continua infatti a rilasciare radiazioni in aria e acqua. Se ne parla a modem con Pio d’Emilia corrispondente in Giappone di Sky TG24, Carlo Filippini docente di economia all’università Bocconi di Milano ed Ezio Puppin ing. Nucleare e professore di fisica al politecnico di Milano.

QUI la trasmissione radio.

Intanto, lo stato delle acque del Pacifico preoccupa, perché l'immissione di radioattività continua e quest'anno raggiungerà le coste nordamericane, la contaminazione è inquietante. E per fortuna che la corrente di Kuroshio ci sta mettendo del suo disperdendo quel che è possibile disperdere, altrimenti...



Qualche informazione a tal proposito:

informazioni generaliste
La radioattività di Fukushima colpisce un oceano già stremato
❍ In acqua radioattività nove volte Chernobyl. E non è finita
❍ L’acqua radioattiva di Fukushima raggiungerà la costa Usa nel 2014

Commenti

  1. CI sono due ordini di problemi in questa simulazione. Uno e' stato ben chiarito nella presentazione stessa, e sarebbe che non vengono modellizzati gli effetti di concentrazione della radioattivita' a causa dell'attivita' biologica, lungo le catene alimentari.
    Il secondo problema e' che non c'e' stato un solo impulso di emissione radioattiva.
    Tuttora nel sottosoulo delle centrali vengono disperse circa 300 tonnellate al giorno di acque estremamente radioattive, e queste acque finiscono ovviamente in mare. Altre 300 vengono invece confinate nelle famose vasche ( che ogni tanto pedono).
    Per inciso, la vita media delle vasche di stoccagio utilizzate e' di circa 3 anni, quindi da adesso in poi le notizie di incidenti e perditeda questi ( a parte la presenza di ordini di silenziamento) dovrebbero iniziare a scalare all'insu'.

    Mi piacerebbe rivedere la stessa simulazione tenedo un input costante di tracer radioattivo alla soregente dell'entita' summenzionata. Probabilmente non avremmo un pattern molto differente, ma sicuramente livelli di concentrazione sicuramente superiori.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio delle tue interessanti considerazioni.

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Il clima scatena la guerra

Vendicati i "modellini farlocchi"

Clima più estremo? III — Heatwaves, feedbacks