lunedì 24 febbraio 2014

El Niño all'orizzonte?


Prima di trarre inferenze definitive già dal titolo del post (che per l'appunto presenta anche un bel ?) andrei ancora con i piedi di piombo. Prevedere lo stato dell'ENSO (vedi anche qui) a più di 6 mesi di distanza è ancora oggi impresa abbastanza ardua, nel 2012 l'ultimo esempio di previsione (di un El Niño) non andata in porto.

Nella primavera/inizio estate 2012 parecchi parametri lasciavano supporre la nascita di un Niño quell’anno. Invece nel corso della tarda estate/dell’autunno qualcosa ne fece abortire l’insorgenza. Bisogna prestare attenzione - mirata e intensa nelle prossime settimane, la primavera boreale funge spesso da spartiacque per l’ENSO ed è da quel periodo che emerge il nuovo corso, se emerge - al quadro d’insieme, sia all'oceano (anche e soprattutto in profondità) che all'atmosfera, al sistema delle celle di circolazione del Pacifico (la Walker in primis), alla forza e persistenza degli alisei e al rally stocastico dell'oscillazione dei venti globali. Nel 2012 l’atmosfera fu parecchio resiliente all’insorgenza della componente oceanica del Niño (o la componente oceanica non fu sufficientemente forte e persistente), smorzandone l’ardore e tenendo il sistema in una situazione di dinamica stabilità che persiste da allora.

Quest'anno è però possibile che la cosa cambi. Ci sono alcuni segnali in tal senso: alcuni precursori atmosferici si trovano riassunti in questo recente paper che presenta l'applicazione pratica di alcuni studi innovativi e sperimentali circa la possibilità di intuire l'emergenza dello stato dell'ENSO con parecchi mesi di anticipo (fino ad un anno) mediante la sola osservazione di parametri atmosferici.
The most important driver of climate variability is the El Niño Southern Oscillation, which can trigger disasters in various parts of the globe. Despite its importance, conventional forecasting is still limited to 6 mo ahead. Recently, we developed an approach based on network analysis, which allows projection of an El Niño event about 1 y ahead. Here we show that our method correctly predicted the absence of El Niño events in 2012 and 2013 and now announce that our approach indicated (in September 2013 already) the return of El Niño in late 2014 with a 3-in-4 likelihood. We also discuss the relevance of the next El Niño to the question of global warming and the present hiatus in the global mean surface temperature.

Dal punto di vista atmosferico, l'intensificazione dei venti occidentali alle quote più basse del Pacifico centro-occidentale è un indizio abbastanza importante, perché favorisce la reiterazione dello spostamento in profondità delle acque più calde dalla parte occidentale verso quella più orientale del bacino.

We use the near real-time surface current (SC) output from the diagnostic model to monitor the evolution of the El Niño/Southern Oscillation (ENSO) signal in the tropical Pacific Ocean. The SC anomaly variations, with the seasonal climatology removed, have a very strong ENSO signal as seen in their principal empirical orthogonal function (EOF) and its comparison with the EOF of the sea surface temperature anomaly (SST). This figure portrays the first EOF mode of SC and SST anomalies for the past decade extending through the latest 10-day period. The amplitude time series (top panel) are computed by fitting the data sets to 10-year base period eigen vectors (1993-2002) The amplitudes are then normalized by their respective standard deviations. The bottom panel shows the corresponding EOF maps, scaled accordingly. The El Niño signal can be seen as periods of positive excursions (> 1 Std. Dev.) of the amplitude time series.

Dal dispaccio NOAA:
An increasing number of models suggest the possible onset of El Niño. Strong surface westerly winds in the western Pacific and the slight eastward shift of above-average temperatures in the subsurface western Pacific potentially portend warming in the coming months.

In questo senso, dal punto di vista oceanico, importante sembra essere la reiterazione delle Kelvin waves: in questi giorni si sta manifestando la terza onda negli ultimi mesi.

fonte

La riduzione delle SST nell'area Nino 3.4

anziché un'illusoria ripresa dello stato Niña-like del Pacifico, potrebbe invece essere un sintomo di quest'ultima onda, in un meccanismo che funziona ± in questo modo


Al di sotto della superficie si nota infatti la traslazione verso est della grossa anomalia di SSTA+ confinate da tempo nell'area più occidentale del bacino oceanico:

Un occhio anche all'OHC e alla sua variazione nel tempo, sia come segnale precursore

Trenberth 2011
sia come osservazione della dinamica negli ultimi 60 mesi (animazione qui, cliccare play).


Vediamo il prosieguo, ad oggi dò queste probabilità:

Niña 10% / Nada 40% / Niño 50%


E queste alcune proiezioni attuali, notare l'ancora grande spread:






In caso di insorgenza, apprestiamoci sin d'ora a mettere in conto la tutt'altro che remota possibilità che il 2015 possa diventare l’anno più caldo dell’era moderna e battere quindi il record stabilito dal 2010 (ultimo anno in cui il bambinello dispettoso ci fece partecipi della sua calda visita) che, a livello planetario, dal 1880 a oggi è quello con le temperature medie più elevate.

Per i possibili effetti su scala regionale, bisogna poi vedere se si tratterà, semmai,  di un evento intenso o più debole e soprattutto di un Niño "classico" (con core caldo centrato sul Pacifico orientale) o di un Niño Modoki (con core caldo centrato sul Pacifico centrale). Alcuni centri specializzati tenderebbero a propendere per questa seconda ipotesi.
We expect El Niño-Modoki (rather than El Niño) will start evolving in late boreal spring/early summer and reach its height in the latter half of 2014.

Vedremo.

Qui gli aggiornamenti sul thread apposito del forum di meteonetwork.

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