10 anni fa, il forno I - Accensione a pieno regime


Dica 2003...

...e ti vengono i brividi caldi.

Per molti anni, ogni fine primavera l'incubo di molti europei (a seconda dei gusti e dei punti di vista) era sempre quello: il paragone con l'imparagonabile (per ora) stagione estiva, quella dei record stracciati, quella dei vini marsalati, quella dei gelati abbuffati, quella dei lidi inflazionati, quella dei condizionatori assaltati ma anche quella dei morti in eccesso contati e forse dimenticati.



Per chi non l'ha vissuta (perché magari troppo giovane, perché lontano, perché con poca memoria,...) è difficile capire cosa sia stata quella stagione. Come trovarsi in un forno per più di tre mesi.
Giusto per capirci: lo scarto dell'estate 2003 dalla media, per le zone dell'Europa centro-occidentale, esce ampiamente fuori dalla campana gaussiana; lo scarto dalla deviazione standard di quel periodo  non ha eguali con nessun'altro fenomeno a scadenza stagionale, esistito da quando è stato inventato il termometro.
Per es. per la Svizzera: prima figura, media delle località di pianura Zurigo, Berna, Basilea, Ginevra (di quest'ultime ci sono serie di temperature risalenti al 1753 risp. 1755!), seconda figura Lugano:

 


Propongo un rapido revival con mappe, dati (inerenti la regione dove risiedo) e spunti. Ad intermittenza, ci accompagneranno durante questa estate del decennale che parte con condizioni al contorno assai diverse.

Oggi il superbo incipit di quella imperiale estate.

Dopo un mese di maggio decisamente già sopra le righe, con condizioni generali che ricordavano più un mese di giugno già caldo - e dopo la prima ondata di calore nella prima decade dell'ultimo mese primaverile con, dalle mie parti, scarti di oltre 5-7 gradi sopra le temperature medie pluriennali del periodo - si arrivava ad inizio estate in condizioni già di caldo diffuso e soprattutto di estrema siccità, cosa che peraltro ha favorito il take-off delle temperature, soprattutto delle massime giornaliere.
In primavera / inizio estate la presenza di suoli umidi causati da forti e persistenti precipitazioni implica un elevato consumo di calore latente dovuto al forte quantitativo di acqua liquida che evapora e la conseguenza è che il riscaldamento primaverile / estivo dell’aria è inibito e ritardato. Al contrario, in assenza di piogge e in presenza di suoli secchi ci vuol poco a riscaldare l’atmosfera, perché suoli secchi emettono maggior calore sensibile, inibendo la formazione di nuvole e aumentando ulteriormente le temperature diurne. In caso di eccessiva secchezza dei suoli a tarda primavera (risultato di persistente siccità), ben il 90% del calore netto diurno emesso dal terreno si presenta in forma di calore sensibile, mentre nella norma, su un terreno coperto da vegetazione bassa (ad es. prati), il trasferimento di calore sensibile dal suolo all’atmosfera raggiunge a malapena il 30% della radiazione netta giornaliera, con il rimanente 70% impiegato nell’evaporazione. Come la disponibilità di umidità nel suolo è un fattore di innesco di forti precipitazioni (soprattutto nelle regioni più secche dell’Europa), allo stesso modo suoli secchi inibiscono la formazione di nuvolosità convettiva aumentando così la radiazione diurna ad onda corta, quindi aumentando l’ evapo-traspirazione e da ultimo portando dunque ad ulteriore deficit di umidità. Se, in aggiunta a quanto detto sulla siccità, a fine primavera e inizio estate si forma un robusto anticiclone sull’Europa centro-occidentale, le elevate temperature che ne conseguono possono riuscire, in questo specifico caso, a mantenere anche l’area più occidentale del continente (quella più vicina all’oceano) nella parte calda della principale zona baroclina e a spostare così i sistemi frontali delle depressioni mobili più lontano verso nord (vedi schema sotto, tratto da questo lavoro). L’umidità del suolo varia lentamente, su scale temporali che vanno da settimane a mesi e perciò conserva una sorta di "memoria" delle condizioni climatiche dei precedenti mesi fino all’estate. Per es. le heatwaves sulle pianure centrali statunitensi sono spesso precedute da persistente siccità.
L'estrema particolarità dell'estate del 2003 fu senz'altro favorita da questa condizione, anche se non fu certamente l'unica.

All'inizio di giugno la situazione era ancora abbastanza "normale", ma con l'inizio della seconda decade la seconda potente ondata di calore (dopo quella del mese prima) portò aria calda di origine subtropicale direttamente dal Marocco verso le Alpi, in una condizione generale di alta pressione e quindi di subsidenza (con ulteriore essiccamento e riscaldamento per compressione adiabatica) e in presenza di suoli secchi (come detto prima) e da lì non se ne andò più per alcune settimane.
Quello che ne uscì, in tutta Europa centro-occidentale (regione alpina compresa), fu l'inizio di una delle più potenti, roventi e durature ondate di calore estivo che si ricordi a memoria di termometro (e non solo). Dalle mie parti, fece letteralmente schizzare i termometri verso valori oscillanti, in pianura, fra i 22/24 notturni e i 33/35 gradi C diurni (valori di 8-9 gradi sopra le temperature medie pluriennali del periodo!), temperature paragonabili a quelle tipiche delle regioni nordafricane o di altre regioni subtropicali (Miami era più vicina, quell'anno :-D E li mantenne più o meno sui quei livelli per più di 20 lunghi e interminabili giorni.

Queste alcune carte di quell'accensione a pieno regime del forno; non imprevista ma comunque improvvisa. In quel primo periodo, ci cucinammo pane arabo per il kebab.










Commenti

  1. Be', dalle mie parti l'estate dello scorso anno è andata molto vicina a quella del 2003, e non c'è da stupirsi visto che è stata la seconda più calda per l'Italia:

    http://www.nimbus.it/clima/2012/120905Estate.htm

    Ma ormai ogni estate del nuovo millennio è dura da sopportare...

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    1. Indeed! 2012, 2010 per la Russia, 2009, 2007 per i Balcani. 2006,......

      Preparati per la 2015... :-D

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    2. Riccardo Reitano11 giugno 2013 21:21

      L'anomalia estiva in Italia è aumentata di circa due gradi in trent'anni. Ci siamo così abituadi al caldo da gridare al gelo di maggio quando è stato solo un po' più freddo al nord e un po' più caldo al sud. Secondo i dati ISAC, maggio è stato nella media riferita al periodo 1971-2000.

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    3. No, io non mi sono abituato al caldo, Riccardo: ricordo ancora - e rimpiango - le estati anni '70 col buon vecchio anticiclone delle Azzorre, poi sempre più scalzato dal torrido anticiclone nordafricano...

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  2. bel reportage, complimenti :).
    di quel forno ricordo la T costantemente sopra i 35°c (Firenze, con il mix conca+più tutti in auto allegramente è difficilmente battibile) e i 30° abbandonati a fatica -per moltissimi giorni- solo a mezzanotte.
    Un vero e proprio inferno che poi ha tentato di ripetersi almeno un paio di volte..
    ciao!

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    1. 2006 a luglio. 2009 ad agosto, 2012 un po' tutta l'estate ma soprattutto ad agosto. Pronto per il 2015?
      Ti confesso che, nonostante tutto, un evento come il 2003 non mi dispiacerebbe riviverlo, almeno solo in parte. L'ho spiegato ai miei figli, nati nel 2006 e 2008. Non s rendono conto di cosa fu, ma vedo che sono curiosi. Certo che oggi i bimbi sono molto meno a rischio rispetto alle heatwaves del passato. Chissà che infanticidio fece l'estate del 1540 in Europa...
      Oggi rischiano di più gli anziani, nonostante la "sicurezza" dei centri commerciali...

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  3. @steph
    la scorsa estate australiana ci somiglia parecchio, no? Alpi a parte che in Svizzera almeno di notte vi faceva star freschi.

    Le previsioni sull'estate 2015 da dove vengono?

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    1. Obv. Io ho solo selezionato quelle europee e nemmeno tutte. Potremmo inserire la primavera 2007 e quella 2011 o l'autunno 2006 o 2011..o l'estate americana 2012.
      "Star freschi": see, ma bisognava salire parecchio e fra fine luglio e prima metà di agosto nemmeno a quote collinari bastava.

      2015: è solo un pour parler, per ora. La butto lì, ma aspetta la prossima congiunzione astrale e poi vedrai che roba ;-)

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  4. mi accodo a Sylvie per il 2015..di sicuro nei prossimi anni il trend dei tentativi di emulare il 2003 sarà in crescita..

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    1. Trend in crescita: c'è già e dovrebbe aumentare, anche se la variabilità interna a volte si diverte a scompaginare le carte (ma un po' meno d'estate).

      2015: vedi risposta a Sylvie. Diciamo che attendo al varco il prossimo Nino e il possibile relativo massimo solare (anche se forse solo relegato alla sola metà sud della stella, ma questa è tutta un'altra storia). E sto anche monitorando la possibile risposta continentale alla variabilità interna delle temperature superficiali marine del Nordatlantico, un'ipotesi speculativa che contempla lag temporali differenziati a seconda dell'intensità dei picchi annui e che va valutata nel tempo.

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