giovedì 23 maggio 2013

Once Moore

Prima, senza parole (video a fine post).


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Dopo, qualche considerazione in merito alle possibili implicazioni con i cambiamenti climatici.

1'200 tornado in media all'anno, quasi tutti nella fascia degli stati centro-meridionali degli USA, un mix di ingredienti quasi perfetto per l'innesco di grossi fenomeni convettivi temporaleschi di cui una piccola parte sfocia in questi fenomeni estremi e distruttivi: la zona molto piatta favorisce l'incontro ottimale e fatale fra aria caldo-umida proveniente da sud, dal Golfo del Messico, con quella fredda che discende dalle ampie ed estese pianure canadesi.

In che modo il GW può influire su dei fenomeni che già di per sé rappresentano l'estremo degli eventi estremi (per dirla con Riccardo Reitano)? Qui e qui qualche opinione a riguardo.

Sulla connessione fra GW ed eventi estremi, qualcosa ho già segnalato e ci tornerò di sicuro. Anche su tornado (per es. qui, qui o qui), ma vediamo in generale.

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☂ la prima cosa da dire è che non esistono ancora robuste statistiche che possano permettere di ricavare un trend significativo su un eventuale aumento della frequenza, tantomeno – se non vado errato – sulla loro intensità, vuoi per la “densità” della serie temporale, vuoi per gli evidenti e inevitabili biases che accompagnano qualsiasi ricostruzione che parte dagli effetti e dai danni causati (che andrebbero scorporati dalle analisi), dovuti al progressivo uso sempre più massiccio del suolo, con l’urbanizzazione e l’accumulo di beni e infrastrutture (di ogni tipologia e vulnerabilità) in luoghi anche a forte rischio.

☂ la seconda cosa è quello che già ha detto Pasini sul suo blog e che condivido: non esistono stime quantitative e modellistiche dell’evoluzione futura di questi fenomeni, in termini di frequenza e intensità. Ci sono però elementi qualitativi che portano a fare alcune considerazioni di rischio futuro, ma non senza difficoltà di interpretazione.

☂ la terza cosa da dire è sempre la solita: lo sbilancio radiativo e l’aumento delle T atmosferiche e oceaniche portano ad avere maggior energia a disposizione in atmosfera (più caldo, più umidità) e nel caso specifico la cosa è appunto riscontrabile (e verificabile) nell’andamento del CAPE. Questo può cambiare il modo in cui qualsiasi evento meteorologico estremo si manifesta.

 ☂ la quarta cosa da dire è che per i tornado così come per i cicloni tropicali determinante risulta essere il wind shear verticale (WSV). Ma mentre un aumento del WSV tende a favorire la formazione dei tornado, inibisce però quella dei cicloni tropicali.
Aumenterà o diminuirà con i cambiamenti climatici previsti? Ci sono divergenze e qui l’incertezza regna un po’ più sovrana che altrove. Non è che si navighi a vista, ma l’idea è che mentre alcune simulazioni (che tengono conto di alcuni aspetti fisici ma meno di altri), come detto, prevedono una diminuzione del WSV –  per es. in ragione di gradienti latitudinali ridotti a causa dell'amplificazione artica  – , altre simulazioni vedono un irrobustimento relativo del WSV.
Soprattutto, in questo secondo caso, dipende anche dalla localizzazione geografica. Su alcune porzioni di oceano tropicale (Atlantico, Pacifico orientale) il WSV, in queste simulazioni (che tengono conto di un previsto indebolimento della circolazione di Walker del Pacifico, ma anche in questo caso non mancano incertezze, a riguardo), è visto rafforzarsi. Da notare che molti di questi modelli (per es. la media d’ensemble multi-model contenute nell’AR4 per lo scenario A1B) vedono un rafforzamento del WSV nelle regioni boreali subtropicali fra dicembre e giugno, quindi anche nel periodo primaverile, quello più soggetto ai tornado sulle pianure meridionali degli USA. Vedi immagini sotto.



☂ la quinta cosa che si può dire è che l’eventuale rallentamento di creste e avallamenti delle onde di Rossby andrebbe (in teoria) a favorire – se ci si trova dalla parte “giusta” – la penetrazione di un ingrediente importante, il jetstream, in zone più soggette a mix deleteri fra aria caldo-umida e aria fredda, come appunto quelle tipiche della formazione di tornado.

 Insomma: hard work in progress.






3 commenti:

  1. Steph, pare che Jeff Masters dovrà aggiornare il bilancio dei danni:

    (ANSA) - Il tornado che ha devastato la periferia sud di Oklahoma City ha causato danni per almeno almeno 3 miliardi di dollari, secondo le prime stime. Potrebbe trattarsi, secondo gli esperti, del tornado più costoso della storia Usa, più di quello che nel 1999 colpì la stessa area.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/05/20/Tornado-Oklahoma-City-temono-morti_8738488.html

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