2k

Media trentennale delle temperature relative delle sette regioni su scala continentale del network PAGES 2k allineati in verticale da nord a sud
Update a fine post!

Appena salta l'embargo (stanotte o domattina?, in ogni caso da oggi online su Nature Geoscience), escono più news sui risultati del progetto del consorzio PAGES 2k, network dedicato alla ricostruzione climatica bi-millenaria e pluri-continentale a grana temporale un po' più fine, con risoluzione spaziale decisamente più ponderata, differenziata ed eterogenea e con set di dati delle serie temporali a più ampio raggio.

Per ora penso che possa valer la pena di gettare un'occhiata, preventiva e provvisoria, alla figura in apertura di post e alla citazione sotto dedicati alla ricostruzione termica, prima di decidere se sia il caso di pagare il prezzo dell'attesa. Ne varrà altrettanto la pena, se non di più. Ne sono certo. Anche se il campionato di hockey su ghiaccio, qui in Svizzera, è appena finito con il 13esimo titolo del Berna (ma la NHL è ancora lunga).

Ci torneremo, inserendo anche queste nuove evidenze in un post a più ampio respiro olocenico. Perché ultimamente è uscita parecchia roba interessante e io mi sono tenuto alla larga da polemiche ermeneutiche e non (leggi Marcott et al.), un po' volutamente e un po' anche per la solita cronica mancanza di tempo.


The most coherent feature in nearly all of the regional temperature reconstructions is a long-term cooling trend, which ended late in the 19th century.
- The regional rate of cooling varied between about 0.1 and 0.3°C per 1000 years.
- A preliminary analysis using a climate model indicates that the overall cooling was caused by a combination of decreased solar irradiance and increased volcanic activity, as well as changes in land cover and slow changes in the Earth’s orbit. The simulations show that the relative importance of each factor differs between regions. 
 Temperatures did not fluctuate uniformly among all regions at multi-decadal to centennial scales. For example, there were no globally synchronous multi-decadal warm or cold intervals that define a worldwide Medieval Warm Period or Little Ice Age. 
- The period from around 830 to 1100 CE generally encompassed a sustained warm interval in all four Northern Hemisphere regions. In contrast, in South America and Australasia, a sustained warm period occurred later, from around 1160 to 1370 CE.
- The transition to colder regional climates between 1200 and 1500 CE is evident earlier in the Arctic, Europe and Asia than in North America or the Southern Hemisphere.
- By around 1580 CE all regions except Antarctica entered a protracted, multi-centennial cold period, which prevailed until late in the 19th century.
- Cooler 30-year periods between the years 830 and 1910 CE were particularly pronounced during times of weak solar activity and strong tropical volcanic eruptions. Both phenomena often occurred simultaneously. This demonstrates how temperature changes over large regions are related to changes in climate-forcing mechanisms. Future climate can be expected to respond to such forcings in similar ways. 
The 20th century ranked as the warmest or nearly the warmest century in all regions except Antarctica. During the last 30-year period in the reconstructions (1971-2000 CE), the average reconstructed temperature among all of the regions was likely higher than anytime in nearly 1400 years. However, some regions experienced 30-year intervals that were warmer than 1971-2000. In Europe, for example, the average temperature between 21 and 80 CE was warmer than during 1971-2000.


h/t the team, PAGES, UniBern



Update 2/5: info aggiuntive qui, qui un sunto in italiano:
Gli ultimi cambiamenti climatici globali hanno avuto una forte espressione regionale. Per chiarire il loro modello spazio-temporale, abbiamo ricostruito le temperature del passato negli ultimi 1 - 2 millenni per sette regioni su scala continentale. La caratteristica più coerente, in quasi tutte le ricostruzioni delle temperature regionali è una tendenza al raffreddamento a lungo termine, che si è concluso alla fine del XIX secolo. A scale multi-decadali e centenarie, la variabilità della temperatura mostra nettamente diversi patterns regionali, con più somiglianze all'interno di ciascun emisfero che tra di loro. Globalmente, non ci sono stati intervalli multi-decadali caldi o freddi sincroni che definiscono un "Medieval Warm Period" o una "Little Ice Age", ma tutte le ricostruzioni mostrano condizioni generalmente fredde tra il 1580 e il 1880, scandite in alcune regioni da decenni caldi durante il XVIII secolo. Il passaggio a queste condizioni di freddo si era verificato in precedenza nella regione artica, in Europa e Asia che in Nord America o nelle regioni dell'emisfero meridionale. Il riscaldamento recente ha invertito il raffreddamento a lungo termine, durante il periodo di 1971 - 2000, l'area media della temperatura ponderata ricostruita è stato superiore rispetto a qualsiasi altro tempo in quasi 1.400 anni.
E' anche interessante notare che secondo l'instrumental temperature record, le temperature superficiali medie per il 1982 - 2012 sono state circa 0,2° C più calde rispetto alla media 1970 - 2000. Questo riscaldamento supplementare porterebbe le attuali temperature superficiali ben al di sopra qualsiasi altro momento nel corso degli ultimi 2.000 anni. Il global warming che si è verificato a partire dalla fine del XIX secolo ha invertito la persistente tendenza ad un raffreddamento globale a lungo termine. L'aumento della temperatura media tra i secoli XIX e XX ha superato la differenza di temperatura tra tutti gli altri secoli consecutivi, in ogni regione , tranne l'Antartide e il Sud America.

 Uno dei co-autori - l'italiano Mirko Severi, del dipartimento di chimica "Ugo Schiff" dell'università di Firenze -  aggiunge:
Vi è stato un generale trend di raffreddamento, durato fino alla fine del IX secolo. Ha fatto eccezione il continente antartico, dove il fenomeno è stato più attenuato. In seguito il riscaldamento ha toccato tutto il pianeta. Abbiamo scoperto che i periodi più freddi corrispondo ad una diminuzione dell'attività solare e ad un aumento dell'attività vulcanica, che con l'emissione di aerosol nell'atmosfera blocca la radiazione solare. Entrambi questi fattori hanno un ruolo più importante di quanto si ritenesse.

The seven Continental-scale regions and the proxies used for global temperature reconstruction.
Source: PAGES, 2013

Global Temperature for last 2000 years from PAGES (a) compared to earlier reconstructions (b). Running count of the number of regional reconstructions (c). For each 30-year interval: Proportion of individual proxy records within each Continental-scaled region indicating highest temperature during that 30-year period (d). For each century: Proportion of individual proxy-records indicating highest temperature during that century (e). Volcanic (black) and solar (red) climate forcing (f). All climate forcings together (g). Change in summer Insolation (July, January) at 65°N/S (both hemispheres) over last 2000 years.
Source: PAGES, 2013

Continental-scale temperature reconstructions depicted as curves for anomalies of a standard-period from 1190-1970. Instrumental data (in cyan) always for comparison.
Source: PAGES, 2013


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