∼3 m/h

NASA's Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio

Circa 3 metri all'ora, una settantina al giorno, più di 2000 al mese, più di 25 km all'anno, quasi 800 km in 30 anni. L'equivalente di circa 7 gradi di latitudine.
Questo è lo spostamento medio subito dalla crescita della vegetazione nelle regioni artiche che in tre decenni ha guadagnato fra i 6 e i 7 gradi di latitudine verso nord a causa dell'enorme impennata termica subita in questa regione. E lo spostamento non è lineare.

Il rafforzamento dell'effetto serra e il potente feedback innescato che genera l'amplificazione artica sta letteralmente riconfigurando ambienti, ecosistemi, equilibri dinamici e clima di queste zone. Gli abitanti di queste terre artiche sono allucinati: non hanno mai visto niente di simile, soprattutto la velocità con cui sta mutando il mondo artico è qualcosa che si fa fatica a cogliere appieno, a meno di non esserne partecipi diretti o indiretti. In uno dei prossimi post metto il testo integrale di una recensione di un bel libro che ho letto sul tema pubblicata su una rivista svizzera.
Intanto, ecco il dispaccio d'agenzia fornito dalla NASA che ha collaborato con il team di scienziati:


Dal dispaccio:
Higher northern latitudes are getting warmer, Arctic sea ice and the duration of snow cover are diminishing, the growing season is getting longer and plants are growing more (...) In the north's Arctic and boreal areas, the characteristics of the seasons are changing, leading to great disruptions for plants and related ecosystems. 
E in particolare:
Questo riscaldamento amplificato nell'area circumpolare posta sopra il confine tra Canada e Stati Uniti sta riducendo la variabilità stagionale delle temperature, perché le stagioni fredde stanno sperimentando un ri­scaldamento più rapido rispetto all'estate
spiega uno degli autori dello studio, Liang Xu dell'Università di Boston, mentre Compton Tucker della NASA aggiunge:
Negli ultimi 30 anni questo ha creato vaste aree ricoperte da una vegetazione molto produttiva, per un totale di oltre nove milioni di chi­lometri quadrati
e Terry Chapin dell'Università dell'Alaska:
Agli inizi degli anni Ottanta nell'Ar­tico si aveva una vegetazione simile a quella delle terre poste al di sopra della latitudine 64 gradi Nord. Oggi, 30 anni dopo, assomi­glia a quella delle terre oltre i 57 gradi nord. Ciò equivale a uno sposta­mento verso sud di quasi 800 chilo­metri. 

Secondo le previsioni degli esperti, questo trend potrebbe portare entro la fine del secolo ad un ulteriore shift pari a 20 gradi di latitudine (più di 2000 km!), condizionando non so­lo gli ecosistemi locali - impattando sulla produzione di cibo e legna - ma l'intero pianeta.

Qui il paper originale apparso ieri su Nature Climate Change, il cui l'abstract recita:
Global temperature is increasing, especially over northern lands (>50° N), owing to positive feedbacks. As this increase is most pronounced in winter, temperature seasonality (ST)—conventionally defined as the difference between summer and winter temperatures—is diminishing over time, a phenomenon that is analogous to its equatorward decline at an annual scale. The initiation, termination and performance of vegetation photosynthetic activity are tied to threshold temperatures. Trends in the timing of these thresholds and cumulative temperatures above them may alter vegetation productivity, or modify vegetation seasonality (SV), over time. The relationship between ST and SV is critically examined here with newly improved ground and satellite data sets. The observed diminishment of ST and SV is equivalent to 4° and 7° (5° and 6°) latitudinal shift equatorward during the past 30 years in the Arctic (boreal) region. Analysis of simulations from 17 state-of-the-art climate models indicates an additional Sdiminishment equivalent to a 20° equatorward shift could occur this century. How SV will change in response to such large projected ST declines and the impact this will have on ecosystem services are not well understood. Hence the need for continued monitoring of northern lands as their seasonal temperature profiles evolve to resemble those further south.
fonte

Ecco, a titolo di esempio comparativo, un paragone satellitare fra il 1966 e il 2009 che mostra come è cambiato il bioma della tundra siberiana (vicino al fiume Yenisey):



Da qui. Vedi per es. anche qui, qui, qui e qui.


Commenti

  1. Nella estrema gravità della situazione, chiedo se questo rapido aumento della vegetazione alle latitudini più alte non possa essere visto anche positivamente, visto che le foreste e vegetazione in generale sequestrano CO2 dall'atmosfera.

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    Risposte
    1. Si, positivo a condizione che mantengano la capacità di sottrarre CO2 dall'atmosfera e soprattutto il confronto andrebbe fatto con la continua deforestazione delle aree tropicali.
      Vedi anche qui:
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2011/12/foreste-2011-vi-flussi.html
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2011/10/trees-of-life-foreste-2011-v.html
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2010/03/foreste-di-cristallo_22.html

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