Doping climatico


We are living with climate change.

It is happening now.

Debating the extent to which Frankenstorm Sandy was put on steroids by climate change is a distraction.

Nearly all weather events now have a contribution from climate change and it is up to us to manage and reduce that risk with mitigative action.



È come il doping per prestazioni sportive di punta.
Senza preparazione, allenamento e talento, il doping può ben poco: chiedersi se un evento meteorologico sia causato dal GW ha poco senso.
Con il doping, una performance sportiva di punta può essere amplificata e diventare estrema e unica: con il GW un evento meteorologico viene amplificato e può più facilmente divenire estremo e unico.

● lo stato dell’atmosfera e degli oceani è mutato, a causa degli squilibri nel bilancio dei flussi di energia;
● gli eventi meteorologici sono influenzati da un clima mutato perché le condizioni ambientali al contorno nei quali si manifestano sono diverse rispetto a prima, per es. più calde (atmosfera, oceani), più umide (atmosfera), con meno massa glaciale (zone artiche)...
● un singolo evento ovviamente non è una conseguenza del cambiamento climatico, ma condizioni climatiche mutate sono in grado di influenzare il modo in cui gli eventi estremi si manifestano. 
● i singoli eventi estremi, ognuno di essi, ogni evento che sia al limite delle distribuzioni di probabilità di una variabile climatica. E che quindi si verifica raramente, sia nella frequenza, sia nell’intensità, sia nell’estensione geografica, sia nella durata e sia nei tempi in cui si manifesta.
● il GW cambia ognuno di questi aspetti, perché l'ambiente nel quale si manifestano è mutato e perché è nella natura stessa del GW condizionare questi eventi, nel modo in cui si manifestano;
● in qualsiasi sistema con presenza di più energia, le escursioni dalla media si amplificano;
● il bilancio radiativo superficiale mutato controlla e modifica le sorgenti di evaporazione e precipitazione che cambiano modo, frequenza, quantità, durata, intensità dei flussi di acqua in atmosfera, il ciclo dell'acqua cambia;
● aria più calda in estate significa maggior evaporazione dai suoli e quindi maggior rischio di siccità e aria ancora più calda;
● aria più calda contiene più vapore e può quindi fornire maggior "carburante" atmosferico per tempeste e cicloni tropicali;
● mari più caldi significa maggior "carburante" oceanico per cicloni tropicali;
● ma significa pure un livello delle acque più alto;
● meno ghiaccio continentale significa pure un livello delle acque più alto;
● acque più alte significa maggior probabilità di inondazioni in caso di tempeste e uragani;
● meno ghiaccio marino nell'Artico in estate e autunno significa mutamento nei flussi di energia e nei gradienti termici e quindi un cambiamento nel modo in cui le correnti atmosferiche fluiscono anche a latitudini più basse;
● mutamento che contribuisce dinamicamente ad estremizzare le condizioni climatiche;
● ......
● ......
● ......








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Homogeneous record of Atlantic hurricane surge threat since 1923 (paper)
Papers on hurricanes and global warming
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DOPING THE ATMOSPHERE?
It's Global Warming, Stupid (trad. it. qui)
fonte
fonte
Ecco perché il prossimo rapporto dell'IPCC spaventerà a morte.
Direi: era ora. Qualcuno comincia ad essere un po' stufo sia della lobotomizzazione politico/economica generale (nonostante vasti progetti innovativi nella direzione della mitigazione e pure dell'adattamento)  e sia dell'atteggiamento fin troppo conservativo che il Panel ha fin qui tenuto. Direi giustamente, visto che è nella natura stessa della scienza e della sua comunicazione.
Ma oggi certe condizioni al contorno stanno cambiando più velocemente del previsto. E gli scenari peggiori sembrano sempre più quelli con le maggiori probabilità di avverarsi (h/t Paolo C, vedi anche qui).
E quindi occorre adattare anche la comunicazione scientifica, di necessità virtù.

Commenti

  1. "Ecco perché il prossimo rapporto dell'IPCC spaventerà a morte"
    Are you sure ?

    Eppoi quale progetto di mitigazione climatica potrebbe realmente impedire che nuove super tempeste colpiscano la costa est degli stati uniti nei prox anni visto che le forzanti in campo non se ne andranno nemmeno se decidessimo di bloccare completamente l'immissione in atmos di CO2 ?

    Gli scienziati del panel (e consulenti Kpmg vari) sono sicuri di valutare correttamente l'atteggiamento apparentemente attendista dei politici ?
    Fin dove ci si puo' spingere - in termini di richiesta di sacrifici economici, di modifica degli stili di vita e di cambiamento delle aspettative - invocando la solidarieta' verso altre comunità residenti nello stesso paese o adducendo il principio della sana prudenza ?

    Quanto valgono le stesse motivazioni nei confronti di guai che potrebbero colpire comunità residenti in paesi lontani ?

    A me pare che la comunità scientifica - abbattute le barriere di lingua, ampliate a dismisura le possibilità di incontro e comunicazione - si senta, giustamente, parte di una sola società umana e in tale ottica valuti i rischi e proponga soluzioni al problemi climatici.
    Molto bello ma molto lontano dal mondo attuale (reale?) dove spesso si sente nemica ed aliena persino la comunità di colore che abita nel palazzo di fianco al nostro.

    In effetti la società umana sembra attraversare una fase di estrema polarizzazione e pare - a volte - frazionarsi in innumerevoli minoranze tutte portatrici di istanze in gran parte giuste ma confliggenti; in quest'ottica la classe politica é solo lo specchio della società che rappresenta.

    La verità é, forse, difficile da comprendere per la colta e trasnazionale comunità scientifica ma la società umana, intesa nel suo complesso, ha ben inteso l'importanza dei cambiamenti climatici e sta facendo qualcosa.

    Pensiamo ad auto ibride, elettrodomestici più efficienti, edifici eco-compatibili, energie alternative, metodi di coltivazione agricola più rispettosi dell'ambiente.

    Ogni comunità, ogni gruppo umano sta realmente modificando i propri stili di vita per mitigare gli effetti del climate change.
    Con tempi diversi, capacità diverse, possibilità diverse, motivazioni diverse.

    Per cui, considerando gli interessi spesso confliggenti delle singole comunità (nazionali od anche locali), la velocità massima del cambiamento, probabilmente, é già stata raggiunta.

    Ecco perché una super tempesta puo' fare paura ma non credo possa modificare l'attuale assenza di decisioni politiche molto più incisive.

    In sintesi: abbiamo bisogno di tempo, di decenni, per fare una transizione pacifica ad un mondo decarbonizzato.

    Altrimenti occorrerebbe una "rivoluzione" ed a me, personalmente, la parola non piace, mi suscita sempre l'idea di qualcuno che vince e qualcuno che perde ... male ... e con rivoli di sangue. Rivoluzione francese ... Do you remember ?

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    1. Guarda, sono talmente d'accordo con il tuo commenti che penso di copiarlo paro paro in un post, naturalmente a tua firma.
      Quando scrivevo "spaventare" intendevo proprio quello che ho scritto, contestualizzandolo al post. È n politico che lo dice, e se lo dice un politico...
      Anyway: il mio era un riferimento ad un auspicio di cambiare metodo di comunicazione, di fronte sì a numerosissime e meritevoli azioni di mitigazione (non so se abbiamo già raggiunto la velocità massima del cambiamento, in tal senso: io non credo) ma pure all'affioramento in modo sempre più palese di numerose evidenze climatico/ambientali a velocità impensabile fino a un po' di tempo fa. Parlo naturalmente di equilibri nuovi, di dinamiche a bruschi cambiamenti, di "tipping point" probabilmente o più vicini del previsto a addirittura già superati. E questo non può non avere impatti o averne di minimi sulle società, sull'economia, forse anche sulla politica. E il modo in cui questa nuova "dittatura dei fatti" (per usare una bella metafora che ho colto in un blog amico) genera effetti su quello che ho detto non è lo stesso di prima. Come già asseriva il tanto vituperato Gore nel suo tanto bistrattato film (citando Churchill): occorre cambiare prospettiva, e occorre farlo celermente. Non possiamo permetterci di affrontare questa sfida con mentalità e strumenti che utilizzavamo prima.
      E "We have everything we need except political will, but political will is a renewable resource."
      E mi viene anche in mente il famoso speech di MLK: “We have also come to this hallowed spot to remind America of the fierce urgency of now. This is no time to engage in the luxury of cooling off or to take the tranquilizing drug of gradualism..."
       

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  2. Gli scenari peggiori sembrano quelli con le maggiori probabilità di avverarsi:

    http://www.washingtonpost.com/national/health-science/warmer-still-extreme-climate-predictions-appear-most-accurate-study-says/2012/11/08/ebd075c6-29c7-11e2-96b6-8e6a7524553f_story.html

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    1. Un link più attendibile (Joe Romm fa le pulci al W.Post).

      http://thinkprogress.org/climate/2012/11/09/1170701/science-stunner-observations-support-predictions-of-extreme-warming-worse-droughts-this-century/

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  3. Della serie: se pensavamo che la "dittatura dei fatti" fosse democratica negli effetti (negativi) Deser e Knutti ci impongono una seria riflessione http://dx.doi.org/10.1038/nclimate1562
    AGW chi vince e chi perde ?

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