sabato 21 aprile 2012

Milestones

Primo di una serie di post dedicata alle pietre miliari della scienza del clima. Oggi due esempi relativamente poco conosciuti.



Di tanto in tanto fa bene tornare ad abbeverarsi alla fonte. Torniamo, quindi, alla fonte che fa scaturire acqua pura fra un primo paio di pietre miliari.

Di tanto in tanto, ne proporrò qualcuna, lasciando solo qualche traccia in forma di citazione, di modo che l'acqua possa sgorgare più pura possibile. Non hanno bisogno di orpelli aggiuntivi, queste citazioni: altronde non sono pietre miliari per niente.

In questo primo post due pietre non così conosciute, eppure fondamentali.


Per la prima, debbo l'ispirazione a Riccardo Reitano che in questo post recente su climalteranti ricorda una delle prime descrizioni esplicite e corrette del meccanismo fisico dell’effetto serra: quella del meteorologo svedese (amico di Arrhenius) Nils Gustaf Ekholm. Ecco cosa scriveva nel lungo lavoro sulle variazioni climatiche del passato (letto davanti alla Royal Meteorological Society nel 1900):
Da ciò segue che la radiazione dalla Terra verso lo spazio non arriva direttamente dalla superficie ma in media da uno strato dell’atmosfera ad un’altezza considerevole sul livello del mare. La quota di questo strato dipende dalle propietà termiche dell’atmosfera e varierà con questa propietà. Maggiore è il potere assorbente dell’aria al calore radiante per i raggi emessi dalla superficie, più in alto si troverà questo livello. Ma più alto è lo strato, più bassa è la sua temperatura relativamente a quella della superficie; e poiché la radiazione da questo strato verso lo spazio è minore tanto più bassa è la sua temperatura, ne segue che la superficie sarà tanto più calda quanto più alto è il livello radiante.

Per la seconda, debbo l'ispirazione a Raymond Pierrehumbert e David Archer che nel loro bel compendio recente che raccoglie i classici e fondamentali papers (con tanto di descrizione e commento) alla base della tematica del GW, ripercorrono temi e nomi che hanno fatto la storia di questa relativamente giovane ed affascinante scienza. In esso si ricorda anche una delle prime descrizioni di come funziona questo meccanismo fisico sulla Terra e su altri pianeti con brillanti disquisizioni (per l’epoca) sul trasferimento radiativo: quella dell’astronomo, astrofisico e meteorologo statunitense Frank Washington Very, 1908 (qui l'intero volume da 80MB (!) del Phil. Mag. su cui pubblicò il lavoro, h/t Riccardo):




2 commenti:

  1. Riccardo Reitano24 aprile 2012 12:33

    Ottima iniziativa, dare una visione storica della scienza aggiunge una prospettiva importante. In particolare, smonta i complottisti, gli anti-IPCC per principio e tutti coloro che credono in una recente deriva scientifica dei climatologi. I fondamenti della climatologia moderna sono stati assestati mezzo secolo fa.
    Apprezzo molto anche la tua fonte di ispirazione, The Warming Papers è un libro imperdibile.

    RispondiElimina
  2. Grazie. Il libro è davvero come dici. Fonte preziosissima e memoria storica di una scienza giovane ma neanche così tanto come sembra.

    RispondiElimina