venerdì 21 ottobre 2011

Trees of life - Foreste 2011 V


Vitalità, dinamismo ma anche vulnerabilità nel mondo silvano del futuro più caldo dei prossimi decenni.



Alle nostre latitudini e anche un po' più a nord, un mondo con circa 2 gradi in più e con aumentati eventi estremi implicherà maggior vulnerabilità di alcune specie, maggior diffusione di altre e invasione di specie esotiche. Nelle specie arboree più indebolite, vi sarà un incremento della vulnerabilità a parassiti come il bostrico, alle tempeste invernali e alla neve e anche il legno di questi alberi sarà meno redditizio. Nei boschi della regione nordoccidentale della Svizzera, una specie arborea destinata a sparire potrebbe essere l'abete bianco (in altre anche l'abete rosso). Al contrario, la quercia potrebbe trovare condizioni climatiche più congeniali e diffondersi a quote più elevate, così come il castagno si diffonderà in maniera più ampia e omogenea anche a nord delle Alpi. Continuerà pure la diffusione invasiva di robinie a nord delle Alpi e di piante subtropicali già presenti nel sottobosco a sud (come palma giapponese, canfora, alloro e altre laurifoglie...). Nuove specie importate da lontano potrebbero trovarsi benone: per es. la thuja o il "natalizio" abete di Douglas dal Nordamerica (già piantato un secolo fa in alcune zone della Svizzera nordalpina).

● Nelle regioni tropicali, la probabile crescita arborea potrebbe anche fornire qualche sorpresa circa il futuro bilancio del carbonio sul breve termine. Infatti, in questo recente studio viene mostrato come il probabile aumento della crescita degli alberi in un contesto climatico mutato, provocherebbe un incremento della lettiera il cui carbonio fresco di rifiuti vegetali supplementari fornirebbe la necessaria energia ai microrganismi del suolo per stimolare la susseguente decomposizione del carbonio immagazzinato nel suolo e favorire così il suo rilascio. La ricerca è stata condotta da scienziati britannici ed è frutto di un esperimento di sei anni effettuato in una foresta pluviale presso il Smithsonian Tropical Research Institute di Panama. Un aumento del 30% di lettiera, potrebbe liberare circa 0.6 tonnellate di carbonio per ettaro di terreni forestali di pianura tropicale ogni anno, quantità che è superiore alle stime dell'aumento - indotto dai cambiamenti climatici - del carbonio da biomassa forestale in Amazzonia negli ultimi decenni.
La crescita degli alberi nelle foreste tropicali ha finora implicato assunzioni come un maggior sequestro di carbonio, ma questa nuova scoperta sulle interazioni e i feedback fra piante e terreno potrebbe rivalutare flussi e stock futuri di carbonio.

1 commento:

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