Mer_de...glace II

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12 km di "mare glaciale" sul versante nord del Monte Bianco, fra i 4200 e i 1500 mslm, la più vasta estensione in questa porzione delle Alpi. Attrattiva turistica sin dall'epoca del Grand Tour con i suoi seracchi e il suo vasto sistema di tunnel sottostanti, quel che rimane oggi del mare di ghiaccio è ormai un ricordo lontano ed è lontano parente di quello spettacolo che fu all'origine della ricerca di una parte del sublime (la Stimmung romantica) in ambito alpino. Durante la piccola era glaciale, la lingua del mare giungeva fino sul fondovalle di Chamonix, circa 500 m più in basso rispetto all'attuale fronte: i 2300 m di ritiro da allora sono stati documentati in dipinti e fotografie raccolte, per es., in questo lavoro di Zumbühl et al. dell'Uni di Berna nel 2008.



Alla stazione di Montenvers (luogo privilegiato di accesso ai cunicoli sottostanti il mare di ghiaccio), il ghiacciaio si è assottigliato di circa 150 m in 190 anni, in maniera tutt'altro che lineare e recentemente il rateo di assottigliamento è persino arrivato a superare i 4 metri annui (per confronto, il piccolo ghiacciaio del Basodino, nel bacino imbrifero del Lago Maggiore, in territorio elvetico, perde circa 2 m di spessore all'anno).

Pure il ritiro in lunghezza non è stato lineare e costante: gli anni 70 e 80 del XX secolo furono gli ultimi nei quali - complici numerosi anni consecutivi di bilancio di massa positivo - il ghiacciaio avanzava, guadagnando circa 150 m in due decenni. Ma negli ultimi 15 anni il mare ha perso più di 500 m di lunghezza (al ritmo quindi di circa 35 m all'anno!), riprendendosi quindi con ampi interessi l'avanzata transitoria degli anni 70-80.  Anche in questo recente e breve lasso di tempo, il ritiro non è stato lineare, ma ha accelerato: come riportato dal WGMS, si passa dai 162 m fra il 1996 e il 2000 e i 208 m fra il 2001 e il 2005. Parallelamente, alla stazione di Montenvers, il ghiacciaio ha perso circa 70 m negli ultimi 20 anni di ritiro. Così come ogni primavera sul ghiacciaio del Rodano la famiglia Karlen (che gestisce da 4 generazioni il famoso albergo Belvedere, sui tornanti del passo del Furka) deve continuamente scavare la famosa grotta visitata da migliaia di turisti durante la bella stagione e adattarne l'accesso sempre più lontano, allo stesso modo a Montenvers le scale che permettono di accedere al sistema di cunicoli sotto il mare di ghiaccio devono essere rimodellate e adattate alle condizioni al contorno costantemente in mutazione.

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Commenti

  1. Bellissimo il ghiacciaio nella LIA.
    Assomigliava al Tasman neozelandese che ho avuto la fortuna di vedere una quindicina di anni fa (chissà come è ridotto ora).

    p.s. tra i sogni c'è anche quello di vedere l'Aletsch prima che perda le sue caratteristiche di maestosità.

    TC

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  2. Tasman: sarà al centro del prossimo post a tema, dedicato alle Alpi australi...

    Aletsch: sei ancora pienamente in tempo :-D. Oggi mostra i riflessi del clima di 20-30 anni fa.

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