sabato 8 gennaio 2011

2010 al Top I - Dataset satellitari

Mentre l'Europa si sta riprendendo dal gelido dicembre glaciale (ci torneremo presto...), il mondo si è appena lasciato alle spalle un nuovo anno molto molto caldo e al top. Ma è stato davvero così caldo (al di là dell'importanza o meno attribuibile ad eventuali record e al di qua del proprio orticello)?

Allora: brevemente, alcune precisazioni su dataset, noise e trend in 3 post. Prenderò ampio spunto dalle splendide analisi di tamino.

Oggi back to dataset. E partiamo da quelli satellitari.


Come già segnalato molte volte, dobbiamo separare le misurazioni superficiali da quelle satellitari. Le prime sono serie omogenee (su terraferma e oceani) della temperatura dell'aria in prossimità del suolo, i satelliti invece -  scandagliando la troposfera (e anche gli strati superiori) - rilevano dati della colonna atmosferica per la quale sono stati sintonizzati sui vari canali e quindi non "vedono" i dati di superficie e inoltre ricavano un segnale termico in modo indiretto (vedi qui) che è diverso per natura ma anche per medium rispetto al primo. Forniscono insomma contributi diversi e collaterali, non necessariamente rappresentativi di quanto accade in superficie. Anche perché superficie e troposfera "are two different animals", come afferma lo stesso John Christy dell'UAH. Checché ne dicano gli sciocchi tentativi di mamma Watts&C di convincere i polli che mele e banane sono perfettamente confrontabili, usando come metodo di paragone sfumatura cromatica, peso, forma, texture e gusto e concludendo che, siccome "stranamente" risultano essere un po' "troppo" differenti, allora uno dei due frutti (direi: quello che sta sotto) è senz'altro massaggiato e truccato...(che :-D, vedi qui).


Siccome le ricostruzioni satellitari sono molto dipendenti da quanto accade negli oceani tropicali e amplificano le fluttuazioni ENSO fornendo dati ampiamente influenzati dalla media delle SST tropicali e dalle relative aree di forte convezione (come l'Indo-Pacific Warm Pool), il 2010 (anno influenzato per la prima parte dal Nino, presente negli oceani fino ad aprile/maggio, nell'Oscillazione Meridionale fino ad un paio di mesi dopo ma nella libera troposfera tropicale presente come segnale termico fino a metà novembre, dati AMSU dal satellite AQUA 2010 vs media) risulta essere molto caldo anche nei 2 principali dataset satellitari in uso. Per es. ecco la serie UAH e il grafico relativo (qui sopra a lato). E qui quella RSS (h/t Sandro, bassa e media tropo).

Ora: visto il forte lag con cui hanno rilevato forti anomalie positive ancora ad autunno inoltrato e in piena Nina strong, ci si potrebbe chiedere se questo non sia il risultato di qualche combinazione particolare, ad es. forte convezione nelle warm pool ancora in corso (possibile e frequente quando inizia la Nina e l'acqua calda viene ammassata dai forti alisei in modo massiccio verso l'Indo-Pacific favorendo ulteriormente la convezione profonda in loco, ma così a lungo nel tempo? Uno sguardo veloce alle anomalie nell'OLR - negative e in rosso in caso di convezione accentuata - ci mostra una situazione solo parzialmente soddisfacente, in questo senso) + forti anomalie negative sui continenti extra-tropicali in autunno (i rilevamenti satellitari amplificano le fluttuazioni ENSO ma sottostimano, giocoforza, le aree con debole propagazione termica verticale come i continenti extra-tropicali soprattutto nella stagione fredda: uno sguardo veloce alle anomalie termiche superficiali ci mostra che non è stato il caso, anzi). O invece, allora, è il segnale di qualcos'altro?

In ogni caso, sorprende sempre (si fa per dire: in realtà rompe assai ritrovare sempre le stesse litanie) il fatto che ogni qual volta la Nina si rafforza e parallelamente e conseguentemente i dati di superficie risultano essere più caldi di quelli satellitari (come succederà a breve, scommettiamo? get ready!), puntuale come un orologio svizzero a cucù arrivano - dalle solite centraline della disinformazione terrapiattista - i soliti articoli che imputano ai soliti massaggi ed errori le anomalie di superficie. Eppure esisterebbe la possibilità di informarsi ed informare (ma non so se lo faranno costoro): le ragioni fisiche della divergenza fra dati di superficie e dati satellitari sono ben note e da anni (come spiegato prima): aumenta negli anni con oceani tropicali più freschi (Nina-like) accompagnati da forti anomalie positive sulle terre (vedi l'inverno boreale 2008/09) con peso specifico più caldo nei dati superficiali e in anni con oceani tropicali più caldi (Nino-like) accompagnati da forti anomalie negative sulle terre (didattico lo scorso inverno boreale: record nelle rilevazioni satellitari a gennaio 2010 con quelle di superficie "solo" al quarto posto della serie storica) con peso specifico più caldo, in questo caso, nei dati satellitari.
Infatti, per gli stessi motivi ma opposti di quest'anno, lo scorso inverno, stranamente, nessuna centralina guardava prevalentemente ai satelliti e discuteva della differenza fra dataset: insomma, un anno fa le stazioni sottostimavano e i satelliti avevano la febbre e ora le stazioni sovrastimano e i satelliti sono guariti? Ma dai...
Come già scritto sopra: mele e banane sono diverse e rispondono in modo differente alle varie sollecitazioni imposte, sia intrinseche alla variabilità interannuale come l'ENSO e le relative variazioni dinamiche nel trasporto di energia dagli oceani verso i continenti, sia associate a feedback come l'amplificazione artica.

Riassumendo e concludendo: 2010 al secondo posto, staccato di molto poco dal 1998 (0.01 gradi C nella serie UAH). E questo nonostante il Nino "monstre" del 1997/98 fosse assai più intenso (il più forte del XX secolo, di poco superiore a quello del 1982/83) di quello del 2009/10. Nonostante la Nina del 2010 sia più intensa di quella che iniziò nella seconda metà del 1998. E nonostante oggi siamo ancora in periodo di attività solare letargica (pur se in lenta ripresa, dopo il profondo e protratto minimo del 2005-2009), mentre nel 1998 si era oramai vicini al massimo del ciclo 23.

Le ragioni, secondo me, vanno ricercate:

. nella combinazione dovuta al passaggio da Nino a Nina che ha favorito sostanzialmente la troposfera calda con il lagtime consueto ma anche più ampio del solito; e poi al fatto che a fine anno sia la fortissima amplificazione artica (che riscalda di più gli strati in prossimità della superficie rispetto alla troposfera) sia il forte raffreddamento della superficie continentale euroasiatica siano impossibili da captare in modo efficace dai satelliti.

. nel trend di fondo che non riguarda solo le misurazioni di superficie, ma anche la libera troposfera.

Non ne vedo altre.




5 commenti:

  1. Se può servire, da climalteranti qualcuno suggerisce educatamente (Dobrica et al) "un lag tra variazione attività geomagnetica e temperature in Europa è di 5-9 anni"
    Per cui dal 2009-2013 qui fa freddo, ma in Groenlandia no.

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  2. Dobrica et al.?
    Quelli che nell'introduzione scrivono:

    "Correlations between solar activity indices
    and climate parameters have been found, such as the well known correlation between the average temperature of the northern hemisphere and the length of the solar cycle [Friis-Christensen and Lassen 1991]."

    Well known eh, mica pizza e fichi!

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  3. Eh eh....come non detto. :-D

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  4. @Hydro
    esatto e l'altro raccomandato dall'ala Daltonminima è Palus, Novotna, gli epiciclisti dell'indice NAO.

    @Steph
    OT, sulla Stampa ho letto che gli esperti di meteo studiano la moria di uccelli e pesci. Il canarino della dirimpettaia sta poco bene, dici che è il polo magnetico?

    be', tra c.c.neghisti e omeopatiti se va avanti così nel 2012 moriamo tutti, ma dal ridere.

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  5. @oca
    mi pare ovvio. Sul morire dal ridere nel 2012: non so, devo aspettare il prossimo flashforward per vedere cosa vedrò...:-D

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