giovedì 16 dicembre 2010

Sounds and visions of climate change



Sounds

C'è chi vuole sperimentare il suono del cambiamento climatico. Poeticamente affascinante, l'idea, quasi come "Le voci del tempo" di JGB.
Si tratta di ascoltare come si dipana (qual è la velocità di propagazione di) un suono subacqueo. Oceani più caldi (anche sotto la superficie) aumentano la velocità di propagazione delle onde sonore. L'esperimento fu effettuato la prima volta 50 anni fa (da Maurice "Doc" Ewing: connesse Perth a Bermuda in una trasmissione subacquea) parallelamente allo sviluppo della Ocean Acoustic Tomography e della comprensione del "tempo degli oceani". Ripetuto 30 anni dopo in altre porzioni oceaniche, oggi si vuole riprovare l'originale (Perth-Bermuda Express), viste le condizioni termiche nel frattempo mutate. L'autore dell'esperimento sonico odierno si attende una riduzione dei tempi di percorrenza delle onde sonore di circa 10 secondi.
Gli oceani si sono nel frattempo riscaldati e il contributo termosterico (insieme a quello eustatico) li ha espansi di circa 15 cm in un secolo, con un incremento accelerante (rateo di crescita nel frattempo raddoppiato: oggi crescono di poco più di 3 mm/y) e proiezioni di aumento fino a 2 m entro fine XXI secolo. Nuove caverne libere da ghiaccio (per fusione subglaciale) sotto le ice sheets groenlandesi e antartiche galleggianti fungeranno da laboratorio sperimentale per future nuove prove soniche mirate a studiare le dinamiche oceaniche in condizioni di fusione glaciale accelerante.
Ne riferisce qui un mostro sacro dell'oceanografia (Crawford Prize 2010).



Visions

Mari e oceani più acidi (anche se pare non venga ancora compromessa l'efficacia e la motilità seminale dei pesci), condizioni marine peggiori, ecosistemi sconvolti. Gli effetti biologici e biochimici dell'assorbimento di carbonio nei mari, insieme all'accumulo progressivo di moltissime sostanze di sintesi e degli stress termici in condizioni generalmente più calde, mostrano la faccia inquietante del cambiamento climatico in atto e del degrado di origine antropica negli oceani (qui lo state of the ocean 2010).
Parallelamente una nuova possibilità di estrazione del segnale termico emerge da un altro studio. Dopo ghiacciai e temperature oceaniche, ecco il GW dei laghi continentali. Visibile da rilevamenti satellitari. E potente, più ancora di quello atmosferico (pur se il dataset non è ancora omogeneizzato).




Sounds & Visions

In Europa la temperatura annua cresce - dal 1980 - con un rateo decennale circa doppio rispetto alla media mondiale. Lo studio ha ricavato un segnale antropico interessante: nell'ultimo decennio, il GW antropico ha decisamente aumentato la probabilità di avere stagioni con temperature al di sopra di specifiche soglie di riferimento: di un fattore 2 o poco più per le mezze stagioni (anticipando e ritardando i normali cicli biologici associati ai vari biomi, nds), di un fattore di almeno 4 per le estati. Come se il canto disperato dei grilli non ci avesse finora avvertiti...
Più difficile ricavare un segnale significativo per l'inverno, anche se pure in questo caso si parla di un fattore 2. Comunque credo che gli autori non abbiano ancora tenuto conto di un possibile potente feedback idrodinamico e sinottico, facente capo alla delicata catena causale che connette la riduzione del pack artico estivo, l'amplificazione termica della troposfera artica autunnale e gli impatti sulla circolazione invernale fra zone polari e medie latitudini europee. Ne parlerò in un prossimo post dedicato all'Artico (ho discusso della cosa con Julienne Stroeve al recente simposio sullo stato della criosfera a Zurigo).

Andamento e medie smussate ventennali (filtro gaussiano a banda passante bassa) in Svizzera:

Inverno                                                                                                    Primavera

Estate                                                                                                       Autunno


4 commenti:

  1. A proposito di Antartico, hai letto quest'articolo di Joe Romm?

    http://climateprogress.org/2010/12/15/deep-ocean-heat-is-rapidly-melting-antarctic-ice-global-warmin/

    P.S: leggerò con interesse il post sull'Artico che hai in programma.

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  2. No, l'ho appena letto adesso. very very impressive! Mi sa che dedicherò un po' di prossimi post alle zone polari.
    Dall'AGU stavo leggendo qualche altro abstract molto interessante, li puoi leggere da qui, c'è tantissima roba.
    http://www.agu.org/meetings/fm10/waisfm10.html

    Sia l'anno scorso che 2 anni fa lessi contributi molto interessanti sull'amplificazione artica, per es.

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  3. Cavolo, davvero un bel po' di materiale, io riesco a stento a star dietro ai siti più noti. Oggi stavo dando un'occhiata a quest'articolo su Real Climate:

    http://www.realclimate.org/index.php/archives/2010/12/cold-winter-in-a-world-of-warming/

    Forse potresti farci riferimento in qualche post futuro: m'interessa il tuo parere.

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  4. Eh, a chi lo dici! C'è il rischio degli effetti del noise di fondo...

    Sì, farò riferimento anche a quell'articolo. Presto posto. :-)

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