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Visualizzazione dei post con l'etichetta greenhouse

La crescita dello sbilancio di energia

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La quantità di energia nel sistema climatico globale sta crescendo massicciamente e ad un ritmo sempre maggiore, contribuendo al riscaldamento. Il recente rapporto IPCC documenta questi gravi cambiamenti attraverso misure satellitari e terrestri e rilevamenti oceanici. Immagine: IPCC 2021/WGI/Fig.7.2, da Wild et al. (2015), Climate Dynamics Il clima della Terra è determinato principalmente dall'energia solare assorbita e dall'energia solare che viene rilasciata nello spazio sotto forma di radiazione termica. Se questo bilancio energetico è neutro, cioè se la quantità di energia solare assorbita è uguale a quella riemessa sotto forma di calore, il sistema climatico è in equilibrio: la temperatura media della Terra sarebbe costante in questa condizione. Tuttavia, anche i più piccoli squilibri hanno ripercussioni sul contenuto energetico del sistema e quindi sulle temperature globali. I modelli climatici mostrano che uno squilibrio tra l'energia assorbita e quella emessa di a...

Nobel a chi ha messo a tacere i negazionisti

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Il Premio Nobel per la Fisica 2021 è stato assegnato per metà a due climatologi, Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann, "per la modellizzazione fisica del clima della Terra e per averne quantificato la variabilità e previsto in modo affidabile il riscaldamento globale", ha specificato la giuria. La seconda metà del premio è stata attribuita a Giorgio Parisi "per la scoperta dell'interazione del disordine e delle fluttuazioni nei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria". Qual è il legame tra queste due metà del premio Nobel? Entrambi hanno contribuito a una migliore comprensione dei sistemi complessi, come la Terra, dove fenomeni fisici che vanno dalla scala atomica a quella planetaria interagiscono e determinano l'evoluzione di un tale sistema. In questo post una sintesi dei lavori di S. Manabe e K. Hasselman e dei loro contributi alla ricerca sul clima (vedi anche qui ). S. Manabe: quantificazione del riscaldamento globale in risposta all’aumento...

«Climate»

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Francesco Cara , esponente del  Climate Reality Project  cura una serie di incontri digitali aperti a tutti su Zoom, per conoscenza reciproca e per esplorare insieme il  mondo che si trasforma  sotto l’effetto del cambiamento climatico. Ieri il primo appuntamento. In questo post un resoconto. Il ciclo, intitolato «Il clima che cambia / Anteprima Il Raggio Verde»,   coprirà cinque settimane con un formato breve ed interattivo: ad un’introduzione da parte del curatore farà seguito una proiezione di cortometraggi e un contributo da parte di un ospite sul tema trattato. Il dibattito con il pubblico potrà avvenire attraverso messaggi scritti o intervenendo attraverso la chat della piattaforma Zoom. Ieri il primo appuntamento: il cortometraggio era  «Climate» , di Erik Ian Walker del Climate Music Project , un'opera di video-art che associa dati climatici, musica, immagini di repertorio. L'ospite era la brava e bella   Serena Giacomin , fisica met...

La Battaglia di Paperino...

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...con le candele e le mozzarelle di BUFALA. L'esimio prof di chimica fisica dell'Università di Modena Franco Battaglia è noto da tempo per le sue competenze nulle nelle scienze atmosferiche ( zero pubblicazioni scientifiche sul tema ) ma soprattutto per le sue sparate sui media italiani , rese celebri e sbugiardate ad es. dal bel libro di Stefano Caserini « A qualcuno piace caldo » (es. Ambiente, 2008, c'è addirittura un intero capitolo dedicato: il capitolo "clima di battaglia") o dalle numerose sbufalate del blog climalteranti ( per esempio ). Oggi, insieme ad un nutrito gruppuscolo di altri diversamente esperti di clima, presenterà  (in concomitanza europea) un opuscolo / catalogo  di fake news  climatiche intitolato « There is no climate emergency » . La truppa italiana di codesto gruppuscolo son quelli della "famosa" petizione ignorata dai "poteri forti" perché al soldo del gombloddo globbale delle pale eoliche e delle celle fo...

Great walls of fire

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Oltre che dalla fusione glaciale nell'Artico e in Groenlandia , questa estate è stata connotata anche dagli incendi . Quelli in Siberia e in gran parte della zona artica e anche quelli in Amazzonia, per tacere degli enormi focolai nel bacino fluviale del Congo , in Africa. Chi - come fino a non molto tempo fa le autorità russe o Jair Bolsonaro in Brasile - li negava considerandoli "balle" occidentali, ha dovuto sottomettersi alla nuda e cruda realtà delle spietate immagini satellitari. Rilevamenti degli incendi attivi in Brasile osservati dai satelliti Terra e Aqua con strumentazione MODIS a bordo, fra il 15 e il 22 agosto 2019 Le preoccupazioni circa gli incendi in Amazzonia sono state ben riassunte in questo recente articolo di Ugo Bardi . Come afferma nell'articolo, non è soltanto una questione di CO 2 : eliminare la foresta ha diversi altri effetti biofisici molto importanti e impattanti . E i recenti roghi in Amazzonia hanno anche lasciato ...

Lo specchietto per tutte le allodole che negano

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Piacerà senz'altro ai vari AleD , fuzzy , Valentin ... ... per citare solo gli ultimi negazionisti con i quali ho avuto di recente qualche ironica interazione - con certi al limite del flame - surfando (come si diceva una volta) a tempo perso da un blog all'altro. Tutto per loro. E per altri adepti del terrapiattismo. Potrebbe diventare un loro guru, sempre che non lo sia già :-D

(S)botta e risposta

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Un esempio di pregiudizio sul ruolo climalterante della CO2 dai quotidiani della Svizzera italiana degli scorsi giorni. Sul Corriere del Ticino (CdT) dello scorso 8 aprile (vedi prima immagine sotto) e su quello dell'altro ieri (vedi seconda) due lettori sbottano sul tema infarcendo le loro lettere con le solite trite e ritrite argomentazioni farlocche non prive delle ben note  fallacie logiche  che si incontrano in questi casi. Ho evidenziato in rosso i fulcri dell'argomentazione e ho proposto qui sotto una succinta risposta per puntualizzazione sistematica. È una versione leggermente ampliata della lettera di risposta inviata al CdT.

Soffici nuvole

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La giornata mondiale della meteorologia , ieri, ha avuto quest'anno come tema le nuvole e la loro - per certi versi - ancora piuttosto difficile comprensione nell'ambito delle simulazioni climatiche . Un post dedicato alle nubi, dunque.

Rompere le balle

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Thomas Stocker - Professor of Climate and Environmental Physics all' istituto di fisica dell' Università di Berna , "che solo a leggerne il CV ti sembra di recitare la divina commedia tanto e’ lungo",   co-chairman del WGI del quinto e ultimo rapporto di valutazione dell'IPCC -  demistifica tre miti del negazionismo climatico che come balle riempite di elio continuano a volare sopra Flatlandia . E suggerisce e sollecita l'inizio della quarta rivoluzione industriale: dopo meccanizzazione (prima), elettrificazione (seconda) e digitalizzazione (terza) i tempi sono ormai maturi per la decarbonizzazione. Il tutto al TEDxBern dello scorso autunno.

L'eccezione che conferma la regola

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Ritorniamo sulla presunta anomalia climatica che connota l'Antartide. Mentre il mondo si sta scaldando incessantemente e senza che la famigerata "pausa", fintanto che era ancora viva e combatteva, abbia potuto scalfire minimamente la tendenza generale, ci sono regioni che sembrano sfuggire a questa regola.  E l'Antartide sembra appartenere a questa categoria di outliers . O no? Intendiamoci: in un sistema così complesso come è il nostro pianeta, è ovvio che l'andamento termico globale sia il frutto di tanti andamenti regionali che "viaggiano" con ritmi differenti. Ci sono zone che si scaldano molto più rapidamente rispetto alla media globale e altre che lo fanno più lentamente. E ci sono persino aree - molto poche, invero - che non sembrano scaldarsi e presentano trend piatti o addirittura leggermente negativi, pur se poco significativi. Ne avevamo già parlato qui .  È la conseguenza della variabilità interna sovrapposta al trend forzato da fattori...

L'effetto serra dei gas serra

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Dedicato a tutti i negaioli terrapiattisti  e irresponsabili che si ostinano a negare l'effetto serra dei gas serra . La meccanica quantistica lo spiega coerentemente e sperimentalmente così, da tempo. Ed il GW è servito.

La lunga vita della forza

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No, non siamo nel regno di Star Wars. Semplicemente: una sintesi iconografica (attraverso i ben noti grafici a barre)  della lunga vita (scientifica) delle perturbazioni radiative che hanno agito e che agiscono sul bilancio energetico del pianeta forzandolo in una specifica direzione. Quella dell'accumulo di energia termica e del conseguente incremento termico globale e regionale. Cominciamo con una semplice tabella introduttiva che - confezionata ad hoc - uso sempre quando parlo nei miei corsi di attribution :

Nuvole e ghiaccio

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Courtesy: NASA Ricordate il rebound del ghiaccio artico dello scorso anno? Ne avevamo parlato qui  e qui : un recupero dell'estensione glaciale minima di quasi il 50% fra il 2012 e il 2013. Naturalmente avevamo anche avvisato di non trarre affrettate conclusioni circa cambi di trend et similia. Il 2013 corrisponde pur sempre ad uno degli anni con l'estensione più ridotta (la sesta più bassa del record satellitare) e un anno conta poco, a maggior ragione se segue il minimo assoluto da inizio serie e probabilmente da secoli . In questi giorni è uscito un lavoro interessante che mette in luce alcuni importanti aspetti che starebbero alla base di questa recente parziale ripresa dei ghiacci artici in particolare nella parte occidentale del bacino e queste cause sono riconducibili alla variabilità interannuale delle condizioni meteorologiche al di sopra dell'Artico. Variabilità che - come già detto -, in un nuovo stato di equilibrio dinamico instabile come quello in cui...

La grande immondezza

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Oscar alla perseveranza.

CLIMATE CHANGE 2013 II ~ Bilancio energetico

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Secondo appuntamento con la sintesi del WG1 dell'AR5 . Oggi un post dedicato alle (relative) novità sul bilancio energetico del sistema terrestre. Altro lead author di questo capitolo del rapporto dedicato alle osservazioni atmosferiche (cap. 2) è, in questo caso, Martin Wild , che ringrazio per avermi fornito alcune sue slides  Partiamo dal ben noto schema dedicato al bilancio energetico del sistema.

Dipping deeper

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È recentemente emersa una piccola diatriba circa la fondatezza di un sito che si occupa di validare proiezioni "climatiche" a breve termine (forse sarebbe più opportuno chiamarle proiezioni meteorologiche su scala decennale) comparando quelle - ovviamente climatologiche ma ridotte sulla breve scala a loro più opportuna - dello scenario medio A1B dell'AR4 dell'IPCC e usando una tecnica informatica di data mining . Nulla da eccepire, è una delle tante possibilità che vi sono al di fuori dello specifico ambito della ricerca scientifica in tema di verifica dei risultati e magari di metodi e approcci utilizzati. Su questi ultimi punti, però, sorprende un po' (e ne inficia assai la bontà di giudizio) il fatto che questo sito:

Milestones polari

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Troppo bello, lucido, profetico e tremendamente attuale questo lavoretto miliare (nel senso che ha anticipato di miglia e miglia altri lavori e prefigurato la realtà odierna e del futuro prossimo) uscito su JGR il 20 ottobre 1980 e frutto del lavori di due "dissidenti" al GFDL. Sarebbe bello poterlo riscoprire. Magari pure utopico che i soliti ignoti del ghiaccio non governato dal caldo o della temperatura che non c'entra mai nulla (quando aumenta) o della concentrazione di CO2 che _deve_ necessariamente agire allo stesso modo su entrambi i poli, decidessero una volta (almeno una!) di leggersi un intero lavoro e non solo il nome dell'edizione o quello del solito dispaccio per solita interposta persona.

BEST into deep

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Rohde et al. , frecce mie L' ultima fatica di BEST stimola la curiosità di taluni a proposito della variabilità diurna delle temperature continentali di superficie. L'analisi presenta un trend al ribasso di questa variabilità, espressa attraverso il diurnal temperature range (DTR), ovvero la differenza fra Tmax e Tmin, cioè l'escursione termica giornaliera. Presenta però anche un "sospetto" change-point verso la fine degli anni 80. Come spiegare questo andamento? Qualcosa, a tal proposito, avevamo già detto tempo fa .

5 patacche

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Shame on you , direbbero i terrapiattisti doc, dopo aver consegnato loro delle enormi patacche per il loro ruolo significativo nell'aver smascherato vari miti che alberga(va)no nel solito divertentissimo paese dove le leggi della fisica sono diverse e la logica è un optional. Di chi e di che cosa stiamo parlando?

Milestones

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Primo di una serie di post dedicata alle pietre miliari della scienza del clima. Oggi due esempi relativamente poco conosciuti. Di tanto in tanto fa bene tornare ad abbeverarsi alla fonte. Torniamo, quindi, alla fonte che fa scaturire acqua pura fra un primo paio di pietre miliari. Di tanto in tanto, ne proporrò qualcuna, lasciando solo qualche traccia in forma di citazione, di modo che l'acqua possa sgorgare più pura possibile. Non hanno bisogno di orpelli aggiuntivi, queste citazioni: altronde non sono pietre miliari per niente. In questo primo post due pietre non così conosciute, eppure fondamentali.