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Visualizzazione dei post con l'etichetta THC/MOC

Flanella nordatlantica

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Sarò d'accordo con l'analisi sul presunto slowdown dell'AMOC effettuata da Rahmstorf ? si chiedeva ocasapiens un paio di settimane fa , rammaricandosi della mia attuale propensione a flâner come un flâneur invece che indossare la flanella, quella calda e ruvida di tessuto scozzese, e imbarcarmi per le Fær Øer ad indagare. ❝ Stefan Rahmstorf recensisce una manciata di paper sul raffreddamento dell'Atlantico attorno alla Groenlandia, come previsto dai modelli di riscaldamento globale, e sulle conseguenze: indebolimento dell'AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation), rallentamento della corrente del Golfo e riscaldamento nel nord-ovest dell'Atlantico. Rahmstorf spiega quali dati (coralli ecc.) e osservazioni hanno confermato i modelli, e prevede che For the future, we have every reason to expect that both things will continue: the long-term weakening trend due to global warming, and short-term natural variability. When both work in the opposite dire...

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Guest post di Francesco Maggi Esattamente fra un mese, domenica 29 novembre, vigilia dell’apertura del vertice mondiale sul clima di Parigi, milioni di persone scenderanno nelle piazze di tutto il mondo per chiedere un accordo vincolante che permetta di contenere il riscaldamento globale entro +2 gradi. Anche in Svizzera si terranno manifestazioni a Ginevra, Berna, Zurigo, San Gallo e Lugano. A Lugano l’appuntamento è sul Piazzale Besso, alle 13:30, per la grande marcia per il clima fino al Palazzo dei Congressi dove si terrà l’evento in piazza con musica, attività per i bambini, bancarelle, foto di gruppo, video da tutto il mondo e la possibilità di sottoscrivere la petizione promossa dalla nostra mascotte, che andrà a Parigi per consegnare i messaggi. Il nostro motto: « Perché io amo… ».

Arcobaleno groenlandese

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L'arcobaleno di Meltlandia ha solo 3 colori: il bianco , il grigio scuro e l' azzurro . Ma sono colori vividi. Continuano a far  sognare , però non saprei dire che tipo di sogni.

Fluttuazioni termoaline

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Come sta la Corrente del Golfo (CdG)? Direi benone, comme d'abitude. Domanda che ricorre frequentemente nella blogosfera, ma che è mal posta. Risposta che, evidentemente, è retorica e generalista. Avevo già parlato della CdG per es. in questo post . Tuttavia è forse utile tornarci, perché qualche ulteriore puntualizzazione merita di essere fatta. Non mi stancherò mai di ripetere che guardare alla sola CdG può essere anche comprensibile per noi europei (più per britannici e norvegesi, invero), ma è una visione molto limitata e parziale delle cose. Perché, come sappiamo, la CdG altro non è che il braccio nordatlantico e superficiale del molto più vasto e globale "nastro" trasportatore di acque superficiali e profonde che, come un enorme flusso di acqua, trasporta massa, energia e momento in giro per gli oceani del mondo collegando Pacifico, Indiano e Atlantico come un'enorme cinghia di trasmissione. [ Update stratosferico a fine post!]

Ricordi del futuro

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Si può avere memoria del futuro? In un certo senso, sì. Quello che propongo oggi dallo stream della ricerca scientifica in ambito climatologico gira più o meno attorno a questo strano e paradossale concetto. fonte Ricordate il periodo nel quale le alte latitudini esperivano un riscaldamento notevolmente amplificato? Quando la circolazione di Hadley era più debole rispetto ad altri periodi? Quando l'eterogeneità del riscaldamento faceva sì che questo si manifestasse in maniera più forte sui continenti rispetto agli oceani? Quando il gradiente termico verticale in atmosfera ( lapse rate ) era più ridotto rispetto ad altri periodi e quello idrodinamico ad ampia scala spaziale più intenso? No?

Killer loop glaciologico, part deux

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Complemento al post sugli importanti lavori di attribuzione dell'innesco dell'ultima deglaciazione pubblicato qui . Un rapido sguardo alle suppl. info (SI) del lavoro di Shakun et al . completa un discorso parzialmente lasciato in sospeso. Non so se nell'altro post sono riuscito a spiegare bene il tutto (mi sono anche dilungato parecchio sulle condizioni generali al contorno) e, d'altro canto, credo che forse non ci si sia resi ancora ben conto dell'importanza di questo studio e dell' altro collaterale. Sono dei veri e propri watershed (e probabilmente mi azzardo già sin d'ora a collocarli fra i top papers del 2012) che confermano e corroborano quello che teoria e modellizzazione ci dicono sul ruolo da main driver che hanno avuto / hanno /avranno i gas serra (e la CO2 in particolare) nei cambiamenti climatici nel tempo. Anche perché, per la prima volta, permettono di gettare un vero e proprio sguardo d'insieme su scala globale su quel che suc...

Killer loop glaciologico

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Storia di mandanti e killer. Quando i primi agiscono in perfetta combutta con i secondi. E cade l'alibi del presunto lungo ritardo con cui i secondi avrebbero risposto, nel tempo, alle sollecitazioni dei primi. Storia di deboli forzanti climatiche di lungo periodo e di associati e potenti feedback che hanno, a loro volta, forzato lo stato generale del sistema climatico. Clark et al. 2012 Iniziamo una serie di post su alcuni miti ricorrenti nel solito mondo collaterale dotato di leggi fisiche molto speciali e di una matematica particolare. Con questo e altri post che seguiranno, vediamo come questo universo cada letteralmente a pezzi quando si entra un po' nel dettaglio e si ricorre a quel che la scienza del clima ci sa dire, anche di recente. Intanto, come sempre, siamo in attesa che una teoria alternativa sufficientemente valida, riproducibile mediante simulazione e osservabile possa spiegarci perché il clima si stia scaldando e il sistema accumuli energia.

Twilights - Winter cooling? II

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# Nero come la notte dopo il crepuscolo: DWH's Crash un anno dopo... ... sembra tutto  - nonostante tutto - come se nulla fosse accaduto  (perché se sopra molto è stato fatto, sotto ...). Da tempo. Ma il tempo è galantuomo, dicono: se 22 anni ancora non sono sufficienti affinché l'ecosistema costiero al largo dell'Alaska si possa considerare ripristinato e riequilibrato dopo il crash e il conseguente oil spill da parte della Exxon/Valdez  (e il danno persiste , benché già allora dominasse il pessimismo della ragione ), figuriamoci dopo un solo anno esatto dai flussi neri come la notte dopo il crepuscolo nel Golfo  del  Tossico da parte del crash  alla  BP/DWH ... # Il crepuscolo del giorno prima: il mito della Corrente del Golfo...

Out of a cul-de-sac?

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Importante scoperta da parte di un pool di fisici dell' AWI di Bremerhaven, concernente un apparente mistero nonché vicolo cieco che finora la paleoclimatologia non era in grado di spiegare. Conoscete tutti la teoria del matematico serbo Milutin Milankovitch che, quasi un secolo fa, entrò di diritto fra le ipotesi più accreditate (ma anche sperimentate e corroborate empiricamente attraverso ricostruzioni climatiche da carote glaciali, sedimenti marini e altri archivi) circa la spiegazione di origine astronomica dell'alternanza fra periodi glaciali e interglaciali che ha caratterizzato il clima del Quaternario con ritmi di decine e centinaia di migliaia di anni.

Periodi freddi anomali

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Oggi si parla di raffreddamenti (quasi globali). Questo non è un post ironico sullo stile di uno degli ultimi brillanti post della Cassandra . No, lo stream ha fatto affluire, oggi, alcune considerazioni su specifiche caratteristiche apparentemente paradossali che accompagnano due periodi connotati da generale riscaldamento climatico, periodi lontani nel tempo ma spesso, molto spesso paragonati e contrapposti fra di loro per ragioni abbastanza evidenti (pur se non così stringenti e imprescindibili, imho). Il XX secolo è indubbiamente anche il secolo che dà inizio all'influenza da parte dell'uomo e delle sue attività sul clima. Antropocene , come è stata definita questa era da Crutzen (anche se c'è qualche "dissidente" per il quale questa influenza sarebbe cominciata molto prima...): si parla infatti, in gergo, di AGW, Anthropogenic Global Warming. Il periodo che va grossomodo dal X al XIII secolo è stato uno dei 3-4 ottimi climatici olocenici , ...

(Dove è) finito il GW? / 5

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"È il destino del climatologo quello di vedere frustrati anni e anni di lavoro e ricerche" Mentre continua una certa dissonanza cognitiva fra l'ottusità spazio-temporale di chi sentenzia artisticamente la fine del GW e la generosità della nuda e cruda realtà fattuale - ponendo il 2010 molto probabilmente nei top 3 da inizio serie strumentale e forse pure ai vertici - , nel mondo di una parte della ricerca si cerca di dare una risposta all'impellente domanda molto trendy del titolo del post (per es. ne hanno recentemente parlato anche su climalteranti riferendosi a 3 spendidi post di Pasini about it). Già avevo segnalato in questo post natura ed origine della questione, sottolineando come il tutto fosse - in una parodia di una famosa avventura - una delle attuali "missioni" che vedono direttamente coinvolti in primis "i predatori" Indiana Kevin "it's a travesty" Trenberth (IKT) e - per via epistol@re e con pieno appoggio - ...

African skies /1 | Cape Agulhas

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Primo di due post dedicati all'Africa, da ieri al centro dell'attenzione globale per i mondiali di calcio sudafricani. E partiamo proprio dal Sudafrica, magnifica Land of Grace caratterizzata da grandi contrasti socio-economici ma anche paesaggistici. Quello che vedete nelle due foto accanto è il punto più a sud dell'intero continente, il Cape Agulhas , provincia di Western Cape, 170 km a sudest di Città del Capo, caratterizzato da un brullo paesaggio sabbioso e roccioso che termina con una barriera di scogli aguzzi che affondano/emergono dal mare. Quel mare, in realtà, è uno dei tratti forse più affascinati ma pure pericolosi del mondo (teatro di numerosi affondamenti navali) perché, essendo il watershed fra oceano Atlantico e oceano Indiano, è caratterizzato da fenomeni molto particolari, il più famoso dei quali è la corrente di Agulhas . Questa corrente di acque calde e salate si snoda da nordest lungo il canale del Mozambico e lambendo le coste sudori...