Post

Post in evidenza

Uniti dietro la scienza

Immagine
Più di 12'155 23'000 scienziati provenienti da Germania, Austria e Svizzera (agg. 15/3) sostengono le preoccupazioni dei manifestanti dello sciopero del clima. Solo in Svizzera ci sono 3277 firmatari. Secondo la dichiarazione rilasciata il 12 marzo scorso dagli "scienziati per il futuro", le attuali misure per la protezione del clima, delle specie, delle foreste, del mare e del suolo sono tutt'altro che sufficienti. MS pubblica il loro comunicato stampa. A seguire, una lista di 24 fatti inoppugnabili.



Il comunicato stampa
I giovani chiedono giustamente che la nostra società si concentri immediatamente su soluzioni sostenibili. Senza un cambiamento profondo e coerente, il loro futuro è in pericolo scrivono i ricercatori nella loro dichiarazione. Le misure sostenibili e rispettose del clima devono diventare semplici ed economiche, mentre le misure dannose sono meno attraenti e costose.
Antoine de St-Exupery diceva: «Non ereditiamo la terra dei nostri genitori, la pr…

Un piano Marshall per il clima?

Immagine
Guest post di C. Rocca

Ieri milioni di ragazzi in quasi duemila città di tutti i continenti sono scesi in piazza in tutto il mondo per scioperare contro l’apatia dei governi nei confronti dei cambiamenti climatici.
Potrebbe essere stato lo sciopero in contemporanea più vasto di tutti i tempi.
E la politica inizia a rispondere: il segretario generale dell’ONU li ringrazia e invita i politici ad appuntamento a settembre per innalzare l’ambizione degli NDC al prossimo summit dell'UN.


Il Global Strike for Future, l’impegno a fare pressioni affinché la politica affronti la crisi climatica, nasce dall’esempio di Greta Thunberg, la diciassettenne svedese che ogni venerdì, da mesi, manifesta davanti al Parlamento del suo Paese. Non è la prima volta che l’opinione pubblica, in particolare quella giovanile, si mobilita contro il surriscaldamento terrestre ma è la prima volta che questa urgenza comincia a fare presa.


Quando Al Gore pubblicò il primo di una lunga serie di libri ambientalisti …

Buon #climatestrike

Immagine
Il prossimo venerdì 15 marzo in tutto il mondo ci sarà una grande mobilitazione contro i cambiamenti climatici, fatta da tanti giovani che hanno raccolto l’appello lanciato dalla sedicenne svedese Greta Thunberg. 
Anche Mondi Sommersi naturalmente appoggia le manifestazioni e anzi ne incoraggia un ulteriore sviluppo futuro. In questo post, segnalo alcuni messaggi di appoggio a tutti i manifestanti, pubblicando per primo il messaggio degli amici di Climalteranti. 
Segue l'intervento tradotto del climatologo Stefan Rahmstorf del PIK di Potsdam (dal suo blog Klimalounge). Lo sciopero degli studenti è sostenuto da ben 12'000 23'000 scienziati tedeschi, austriaci e svizzeri, per i quali le preoccupazioni dei giovani dimostranti sono giustificate. 
A seguire pubblico un appello a sostegno da parte dei docenti degli studenti che sciopereranno in Svizzera e le petizioni di una neocostituita associazione regionale che promuove una piattaforma di informazione sui cambiamenti climatici …

Il caldo 2018: quarto globalmente, primo in Svizzera

Immagine
Il 2018 è stato globalmente il quarto anno più caldo dall’inizio delle misurazioni nel 1850, mentre in Svizzera è stato il più caldo in assoluto. Lo scarto termico positivo è stato globalmente di circa 0,6 °C rispetto alla media del periodo normale 1961-1990. Questo è quanto emerge da un rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM).



Rispetto al valore di riferimento dell’epoca preindustriale (media 1850-1900), il 2018 è stato globalmente di circa 1 °C più caldo, collocandosi quindi al quarto posto dopo il 2016, 2015 e 2017 e seguito dal 2014, il quinto anno più caldo. Questo è quanto emerge da un’analisi dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), nell’ambito della quale sono stati confrontati tra di loro cinque diversi set di dati della temperatura globale. Nessuno dei 20 anni più caldi risale a più di 22 anni fa. Perciò l’OMM ritiene questa evoluzione
un segnale evidente di un cambiamento climatico duraturo anche sul lungo periodo.
Dal 1864 la temperatura media an…

Sport invernali e cambiamenti climatici

Immagine
Come cambierà il clima della regione alpina in futuro? Quali sono le conseguenze che ci aspettiamo per gli sport sulla neve e il turismo invernale? Sotto la direzione della Fondazione per la sicurezza nello sci (“Stiftung Sicherheit im Skisport"), per la prima volta un gruppo di oltre 20 scienziati appartenenti a 14 diversi enti di ricerca sul clima e gli sport invernali provenienti da Germania, Austria e Svizzera ha cercato di rispondere a queste domande, considerando lo stato attuale della ricerca su questi temi. MeteoSvizzera e l’SLF (Istituto per lo studio della neve e delle valanghe di Davos) sono i membri svizzeri di questo consorzio. Ecco le principali informazioni uscite da questo studio.




1. Il cambiamento climatico continua 

Gli esperti sono concordi sul fatto che la temperatura media annua della regione alpina e nelle zone montuose a media quota aumenterà di almeno ulteriori 2 gradi entro la fine del secolo. L’aumento della temperatura interesserà tutte le stagioni. So…

Memorie di ghiaccio

Immagine
Quando nel 1991 sulle Alpi italiane vennero casualmente alla luce i resti di Ötzi vecchi di oltre 5000 anni, si parlò giustamente della scoperta archeologica del secolo; ora la più famosa mummia al mondo, insieme a tutti gli oggetti che lo accompagnavano nel suo ultimo viaggio (vestiti, calzature, armi, strumenti vari) si trovano nel bellissimo museo di Bolzano, oggetto di studio continuo e di cure appropriate.


Un decennio prima in Vallese, nella regione di Zermatt, sul colle del Teodulo che collega Svizzera e Italia, erano venuti alla luce alcuni frammenti ossei di un uomo con una panoplia di armi e bagagli datati agli inizi del XVII secolo, che trasportava mentre forse si recava a sud delle Alpi: di qui il soprannome di «Mercenario del Teodulo» che gli archeologi gli hanno scherzosamente dato (1).



Scoperte che in questi ultimi decenni si sono moltiplicate in tutto l’arco alpino a causa dei cambiamenti climatici che hanno portato al ritiro dei ghiacciai (si calcola che entro circa c…

GW of CH

Immagine
La Svizzera sta diventando sempre più calda. Dal 1864 la temperatura è aumentata di circa 2 °C. Ma la temperatura media non è l’unica grandezza utilizzata per descrivere il clima. Ecco quali altri cambiamenti si sono verificati con certezza e per quali, al contrario, non è possibile fare affermazioni chiare.



In Svizzera il 2018 è stato l’anno nettamente più caldo dall’inizio delle misurazioni nel 1864. In dieci mesi la temperatura mensile è risultata superiore alla media; sei di questi mesi sono stati tra i cinque più caldi delle rispettiva graduatorie mensili. Anche il semestre estivo ha fatto registrare un nuovo primato. Il 2018 non costituisce un caso isolato: nove dei dieci anni più caldi si sono verificati dal 2002. Il riscaldamento globale causato in larga misura dalle attività umane è una realtà. Tuttavia, i cambiamenti climatici non si manifestano unicamente con l’aumento della temperatura. In questo testo mostriamo, sulla base dei dati misurati, in che misura sono cambiate …