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Blade Runner 20 20

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Un cielo arancione che sembra uscito dal film «Blade Runner 2049», ma siamo nella California del 2020.


Sono spettacolari, quanto apocalittiche, le immagini che arrivano dallo Stato americano, colpito in questi giorni da diversi grandi incendi.



La spessa coltre di fumo mercoledì scorso ha coperto, oscurandola, la baia di San Francisco: le luci dei veicoli e degli uffici dei grattacieli sono state accese in pieno giorno, ad illuminare una finta notte.


A San Francisco e Oakland, il cielo è diventato arancione per gran parte della mattinata di mercoledì scorso. E le immagini hanno subito fatto il giro della rete, diventando "virali".
Il particolare colore, che è arrivato fino ad un rosso acceso sul Golden Gate bridge, è stato causato dal fumo dei roghi, che ha raggiunto un altitudine di circa 12 mila metri, dove le temperature sono molto basse. Le nuvole sopra la baia di San Francisco sono composte da cenere e ghiaccio.


Naturalmente, in generale (come per es. è stato il caso ne…

Un ultimo addio a Koni

Un'altra estate alpina molto calda e soleggiata

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In Svizzera l’estate 2020 terminerà con un’anomalia di circa 1 °C rispetto alla norma 1981 – 2020, valore che la renderà una delle 10 estati più calde dall’inizio delle misure più di 155 anni fa. Dopo un inizio di stagione con temperature nella norma, tra la fine di luglio e la prima metà di agosto si sono verificate due ondate di caldo. Precipitazioni nella norma o superiori ad essa sono state misurate solamente lungo il versante nordalpino centrale e orientale e in alcune località del Vallese. La durata del soleggiamento è stata superiore alla media nella maggior parte delle regioni.




La temperatura media nazionale della stagione estiva sarà compresa tra 14 e 14,5 °C, risultando superiore alla norma 1981 – 2010 di circa 1 °C. Nonostante l’estate di quest’anno non rientrerà tra le più calde mai misurate, essa dà continuità alla serie di estati molto calde dell’ultimo trentennio, classificandosi probabilmente fra il settimo e il nono posto (dietro 2003, 2015, 2019, 2018, 2017, 1994 e 19…

Nostalgia dei ghiacci

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Dedicato a Koni.
Dall'Artico all'Antartico passando per le Alpi, in una sorta di rapido tour alla ricerca del ghiaccio perduto.

Non percepiamo la crisi climatica come una trasformazione perché rispetto al nostro "tempo intimo" avviene al rallentatore. (fonte, trad. ocasapiens) Non certo per Koni, per il quale purtroppo su Meltlandia sembra proprio che "il cambiamento climatico lo abbia reclamato come vittima.

Neppure per chi ha evidenziato una perdita di 4/5 del volume del ghiacciaio del Gries (Alpi vallesane, CH, uno dei ghiacciai di riferimento internazionale) negli ultimi 170 anni. Nel 1850 arrivava fino ai miei piedi dove ho scattato la seconda foto. Per il momento, il bilancio di massa attuale (9 agosto 2020) è nella media negativa degli ultimi 10 anni (al settimo posto dietro i più estremi 2015, 2017, 2011, 2018, 2012 e 2010).





E non di certo nemmeno per Claude Lorius sull'altro polo del pianeta.

Ho fiducia, l'essere umano non è mai tanto magnificam…

R.I.P. Koni, grande abete bianco

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Sono ancora sconvolto. Ho ricevuto un messaggio solo ieri e oggi ancora non riesco a crederci.
Konrad Steffen, direttore dell'Istituto federale di ricerca per le foreste, la neve e il paesaggio (WSL) nonché professore di clima e criosfera all'ETH di Zurigo e all'EPFL di Losanna, ha avuto un incidente mortale sabato, mentre stava effettuando alcuni rilievi alla stazione climatologica dello Swiss Camp in Groenlandia, la sua casa nordica d'adozione.
Lo scienziato sembrerebbe aver avuto un incidente a soli cento metri dal suo campo. Presumibilmente un lastrone di neve sottoforma di ponte ha ceduto sotto di lui: il quotidiano groenlandese "Sermitisiaq" scrive che è caduto in una fessura nel ghiaccio. Un crepaccio pieno di acqua di disgelo.


Con Steffen la comunità scientifica internazionale perde uno scienziato dall’impegno profondo e soprattutto perdiamo un uomo e un amico unico e generoso.
Steffen era stato un pioniere nella ricerca sui cambiamenti climatici e da…

Un fresco caldo d'altri tempi

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Dato che quest’anno nella regione alpina non abbiamo ancora raggiunto eccessi di caldo (come è stato il caso, invece, in ben il 50% delle volte negli ultimi 20 anni) e in giugno è piovuto spesso, in molti hanno avuto l’impressione che questo inizio di estate sia stato fresco. Di canicola non se ne parla e non se ne parlerà ancora almeno fino a metà mese. Possiamo già considerare fresca la prima parte dell’estate? E che relazione c'è fra gli estremi di una volta e la normalità odierna?



La memoria delle persone è piuttosto soggettiva, ma le misure meteorologiche non lasciano scampo a interpretazioni o a gusti personali. MeteoSvizzera misura le temperature in Svizzera dal 1864 e i dati vengono poi omogeneizzati (vedi anche qui e qui) al fine di rendere possibile l’analisi del clima sul lungo periodo.

Prima parte d’estate fresca, dunque? Per rispondere a questa domanda bisogna stabilire il termine di paragone, cioè rispetto a quale periodo vogliamo confrontare il periodo in esame.
La c…

We can't breathe

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In occasione della giornata mondiale dell'ambiente di ieri (con il tema "It's Time for Nature"), un post odierno dedicato...al respiro.



L'ossigeno atmosferico (O2) è l'elemento più cruciale sulla Terra per gli organismi aerobici che dipendono da esso per liberare energia dalle macromolecole a base di carbonio. Il suo ciclo biogeochimico viene alimentato dalle sorgenti, ovvero dai processi di fotosintesi delle piante verdi e delle alghe, ma anche dai pozzi, ovvero dai processi che lo consumano, come la respirazione, la combustione e la decomposizione. L'equilibrio di questo ciclo è tutt'altro che stabile, come in molti altri casi nei quali l'era antropocenica ha contribuito a spezzarli: l'attuale O2 che si è accumulato nell'atmosfera e si è dissolto negli oceani nel corso di un miliardo di anni di storia della Terra non è illimitato.



Nel corso degli ultimi 50 anni (e in particolare negli ultimi decenni), la concentrazione globale di O2 in a…

Caduta libera, scintillante e sospesa

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Caduta libera scintillante e sospesa, canta Michael Stipe in epoca di Covid-19.

Cade scintillante e sospeso nel vuoto sul mare, il ghiaccio polare dalla Groenlandia. E sembra un processo accelerante e inarrestabile. Centinaia e centinaia di Gigatons, come cantano i Pearl Jam...
Attenti ai tipping point - direbbe Schellnhuber - dietro l'angolo del decennio appena cominciato sotto i peggiori auspici - sanitari, economici ma anche ambientali e climatici.



Covid-19 ma anche Melted-19: annus horribilis per la calotta polare di Meltlandia, lo scorso anno.
In queste ultime settimane di lockdown sono arrivati - puntuali come i cuculi ad aprile, ché marzo oramai non c'è più - gli ultimi aggiornamenti relativi bilancio di massa glaciale totale dell'anno idrologico settembre 2018-agosto 2019 lassù sulla grande isola nordica. Ne avevo anticipato i risultati nell'aggiornamento del mio ultimo post.



L'impietoso e inquietante saldo finale da record (fuori scala!) viene fuori dall&…

«Greenland melts»

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Il secondo appuntamento del ciclo «Il clima che cambia / Anteprima Il Raggio Verde» ruota attorno alla fusione della calotta glaciale in Groenlandia grazie alle testimonanze di due punti di vista differenti, entrambi per la regia di Jason Van Bruggen: quello di Derick Pottle, cacciatore inuit, in «Keeper of the flame» (Canada, Switzerland, USA), e quello del prof. Konrad Steffen, glaciologo e climatologo, in «Greenland Melts» (Canada, Switzerland, USA).
Ospite dell’incontro il professor Konrad "Koni" Steffen, direttore dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL, glaciologo con una vastissima expertise nell'Artico e soprattutto in Groenlandia, lead author del capitolo 4 (dedicato alla criosfera) dell'ultimo rapporto (AR5) del WG1 dell'IPCC e del capitolo 1 del recente Special Report dedicato a oceani e criosfera, co-fondatore dello Swiss Camp dell'ETH sulla calotta groenlandese (vedi video sotto).  Steffen è il protagonista d…