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Un fresco caldo d'altri tempi

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Dato che quest’anno nella regione alpina non abbiamo ancora raggiunto eccessi di caldo (come è stato il caso, invece, in ben il 50% delle volte negli ultimi 20 anni) e in giugno è piovuto spesso, in molti hanno avuto l’impressione che questo inizio di estate sia stato fresco. Di canicola non se ne parla e non se ne parlerà ancora almeno fino a metà mese. Possiamo già considerare fresca la prima parte dell’estate? E che relazione c'è fra gli estremi di una volta e la normalità odierna?



La memoria delle persone è piuttosto soggettiva, ma le misure meteorologiche non lasciano scampo a interpretazioni o a gusti personali. MeteoSvizzera misura le temperature in Svizzera dal 1864 e i dati vengono poi omogeneizzati (vedi anche qui e qui) al fine di rendere possibile l’analisi del clima sul lungo periodo.

Prima parte d’estate fresca, dunque? Per rispondere a questa domanda bisogna stabilire il termine di paragone, cioè rispetto a quale periodo vogliamo confrontare il periodo in esame.
La c…

We can't breathe

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In occasione della giornata mondiale dell'ambiente di ieri (con il tema "It's Time for Nature"), un post odierno dedicato...al respiro.



L'ossigeno atmosferico (O2) è l'elemento più cruciale sulla Terra per gli organismi aerobici che dipendono da esso per liberare energia dalle macromolecole a base di carbonio. Il suo ciclo biogeochimico viene alimentato dalle sorgenti, ovvero dai processi di fotosintesi delle piante verdi e delle alghe, ma anche dai pozzi, ovvero dai processi che lo consumano, come la respirazione, la combustione e la decomposizione. L'equilibrio di questo ciclo è tutt'altro che stabile, come in molti altri casi nei quali l'era antropocenica ha contribuito a spezzarli: l'attuale O2 che si è accumulato nell'atmosfera e si è dissolto negli oceani nel corso di un miliardo di anni di storia della Terra non è illimitato.



Nel corso degli ultimi 50 anni (e in particolare negli ultimi decenni), la concentrazione globale di O2 in a…

Caduta libera, scintillante e sospesa

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Caduta libera scintillante e sospesa, canta Michael Stipe in epoca di Covid-19.

Cade scintillante e sospeso nel vuoto sul mare, il ghiaccio polare dalla Groenlandia. E sembra un processo accelerante e inarrestabile. Centinaia e centinaia di Gigatons, come cantano i Pearl Jam...
Attenti ai tipping point - direbbe Schellnhuber - dietro l'angolo del decennio appena cominciato sotto i peggiori auspici - sanitari, economici ma anche ambientali e climatici.



Covid-19 ma anche Melted-19: annus horribilis per la calotta polare di Meltlandia, lo scorso anno.
In queste ultime settimane di lockdown sono arrivati - puntuali come i cuculi ad aprile, ché marzo oramai non c'è più - gli ultimi aggiornamenti relativi bilancio di massa glaciale totale dell'anno idrologico settembre 2018-agosto 2019 lassù sulla grande isola nordica. Ne avevo anticipato i risultati nell'aggiornamento del mio ultimo post.



L'impietoso e inquietante saldo finale da record (fuori scala!) viene fuori dall&…

«Greenland melts»

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Il secondo appuntamento del ciclo «Il clima che cambia / Anteprima Il Raggio Verde» ruota attorno alla fusione della calotta glaciale in Groenlandia grazie alle testimonanze di due punti di vista differenti, entrambi per la regia di Jason Van Bruggen: quello di Derick Pottle, cacciatore inuit, in «Keeper of the flame» (Canada, Switzerland, USA), e quello del prof. Konrad Steffen, glaciologo e climatologo, in «Greenland Melts» (Canada, Switzerland, USA).
Ospite dell’incontro il professor Konrad "Koni" Steffen, direttore dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL, glaciologo con una vastissima expertise nell'Artico e soprattutto in Groenlandia, lead author del capitolo 4 (dedicato alla criosfera) dell'ultimo rapporto (AR5) del WG1 dell'IPCC e del capitolo 1 del recente Special Report dedicato a oceani e criosfera, co-fondatore dello Swiss Camp dell'ETH sulla calotta groenlandese (vedi video sotto).  Steffen è il protagonista d…

«Climate»

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Francesco Cara, esponente del Climate Reality Project cura una serie di incontri digitali aperti a tutti su Zoom, per conoscenza reciproca e per esplorare insieme il mondo che si trasforma sotto l’effetto del cambiamento climatico. Ieri il primo appuntamento. In questo post un resoconto.

Il ciclo, intitolato «Il clima che cambia / Anteprima Il Raggio Verde»,  coprirà cinque settimane con un formato breve ed interattivo: ad un’introduzione da parte del curatore farà seguito una proiezione di cortometraggi e un contributo da parte di un ospite sul tema trattato. Il dibattito con il pubblico potrà avvenire attraverso messaggi scritti o intervenendo attraverso la chat della piattaforma Zoom.

Ieri il primo appuntamento: il cortometraggio era «Climate», di Erik Ian Walker del Climate Music Project, un'opera di video-art che associa dati climatici, musica, immagini di repertorio.
L'ospite era la brava e bellaSerena Giacomin, fisica meteorologa e climatologa del Centro Epson Meteo, pr…

Noi siamo il virus

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Un estratto molto significativo dal libro del momento (scritto, in realtà, otto anni fa).


La devastazione ambientale causata dalla pressione della nostra specie sta creando nuove occasioni di contagio con i patogeni. Ci sono tre elementi da considerare:

⚬ le attività umane sono causa della disintegrazione di vari ecosistemi ad un tasso che ha le caratteristiche del cataclisma;

⚬ stiamo sbriciolando tutti gli ecosistemi. Nelle foreste tropicale, per es., vivono milioni di specie: tra questi milioni di specie ci sono virus, batteri, funghi, protisti e altri organismi, molti dei quali parassiti;

⚬ la distruzione degli ecosistemi sembra avere tra le sue conseguenze la sempre più frequente comparsa di patogeni in ambiti più vasti di quelli originari. Là dove si abbattono gli alberi e si uccide la fauna, i germi del posto si trovano a volare in giro come polvere che si alza dalle macerie. Un parassita disturbato nella sua quotidianità ha due possibilità: trovare una nuova casa, un nuovo tipo d…

Regali avvelenati e rane bollite

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Un regalo, queste giornate primaverili insolitamente silenziose e pulite. Un saggio di quel che potrebbe essere un mondo diverso. Aria nettamente più salubre, un silenzio urbano quasi inquietante, strade senza traffico, biodiversità che negli spazi urbani e suburbani torna a fiorire con speci animali che presidiano di nuovo spazi vitali lasciati da tempo, cielo notturno forse anche più limpido del solito...(Update 31/3:ma sotto altri aspetti, tutt'altro che salutare per l'ambiente)...


...un regalo avvelenato, però. Effetti del #Covid-19. Ne avremmo decisamente fatto a meno. O meglio: il regalo ci fa un po' tutti riflettere sulla pazzia di una società perennemente in frenetica corsa neolib a star dietro alla crescita infinita in un mondo finito. E poi BUM...lo tsunami di un virus che ci paralizza e blocca letteralmente (e ballardianamente...) il moto del mondo.
Ma il veleno si manifesta con centinaia di migliaia di malati e decine di migliaia di vittime. Ed eroi - alcuni de…

The Climate Limbo

Silent (and clean) spring

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Effetto #COVID-19: le immagini dei satelliti dell’Agenzia spaziale europea (ESA) mostrano una netta riduzione dell’inquinamento sulla pianura Padana, da gennaio a marzo.


Il titolo (senza ()) in omaggio, ovviamente, al seminale testo della coraggiosa ed intrepida biologa Rachel Carson che quasi 60 anni fa sfidò l'industria petrol-chimica, sollevando importanti domande sull'impatto dell'umanità sulla natura e infiammando e innescando il movimento ambientalista (ispirato, peraltro, un secolo prima dal grande Henry David Thoreau).

In realtà il riferimento indiretto è alla decrescita forzata del sistema produttivo ed economico indotta dall'emergenza pandemica. E alla netta diminuzione dell'inquinamento acustico urbano e peri-urbano indotto dalla semi-scomparsa del traffico stradale. Ne sta beneficiando la qualità dell'aria.


L'aria del Nord Italia, infatti, a marzo è diventata nettamente più pulita in concomitanza con le misure di contenimento del #Coronavirus. L…

Virus e global warming

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Guest post di Raffaele Scolari


Nel momento in cui un evento globale, mediante appositi processi di lavorazione, diventa notizia, ossia merce da piazzare sul mercato, soggiace eo ipso al regime di concorrenza. Così accade che la notizia riguardante un disastro, una guerra, una pandemia “concorre” con altri disastri, guerre e pandemie, sia nel senso che ha luogo contestualmente agli stessi, sia nel senso che con essi rivaleggia per il primato di visibilità sui media – con l’effetto di spingere nel cono d’ombra eventi e notizie che poco prima avevano tenuto banco. È esattamente quanto sta avvenendo attualmente: se per molti mesi il tema del riscaldamento climatico aveva spadroneggiato sulla scena della stampa, ecco che nel giro di poche settimane esso è stato sopravanzato dagli allarmi sulla epidemia pandemia di Coronavirus. Vi è stato chi, con più o meno dichiarato intento polemico, ha fatto notare che oggettivamente le minacce derivanti dal dilagare dei contagi sono pressoché nulla ris…

L'insostenibile pericolosità della "febbre farlocca"

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Un post in due parti per celebrare (si fa per dire...) l'ennesimo "farlocchismo" dei modellini di simulazione climatica. 
Prima una validazione della skill delle simulazioni effettuate dai CMIP3 nei primi anni 2000, utilizzati nell'AR4 dell'IPCC uscito nel 2007. Poche parole qui, le figure bastano e avanzano.
Poi, a seguire, una parte più argomentata a proposito delle più recenti simulazioni sull’evoluzione del riscaldamento climatico effettuate da una buona parte dei CMIP6 che indicano scenari sempre più drammatici, fra cui quello di un aumento della temperatura media globale superficiale fino a oltre 5 °C (all'equilibrio) al tempo del raddoppio della concentrazione atmosferica di CO2. Tutti malati di "farlocchite", non c'è dubbio...




Se la realtà non desidera assomigliare alle simulazioni, dovrebbe smetterla di comportarsi come tale

Performance ottimale dei modelli di simulazione climatica del PCMDI nella versione che si è iniziato ad usare quasi …