Blade Runner 20 20

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Un cielo arancione che sembra uscito dal film «Blade Runner 2049», ma siamo nella California del 2020.


Sono spettacolari, quanto apocalittiche, le immagini che arrivano dallo Stato americano, colpito in questi giorni da diversi grandi incendi.



La spessa coltre di fumo mercoledì scorso ha coperto, oscurandola, la baia di San Francisco: le luci dei veicoli e degli uffici dei grattacieli sono state accese in pieno giorno, ad illuminare una finta notte.


A San Francisco e Oakland, il cielo è diventato arancione per gran parte della mattinata di mercoledì scorso. E le immagini hanno subito fatto il giro della rete, diventando "virali".
Il particolare colore, che è arrivato fino ad un rosso acceso sul Golden Gate bridge, è stato causato dal fumo dei roghi, che ha raggiunto un altitudine di circa 12 mila metri, dove le temperature sono molto basse. Le nuvole sopra la baia di San Francisco sono composte da cenere e ghiaccio.


Naturalmente, in generale (come per es. è stato il caso nella scorsa ballardiana estate australiana), va detto che gli incendi ci sono sempre stati, soprattutto in queste regioni connotate da siccità estiva; e spesso l'origine è dolosa, anche se non sempre. Ma a causa del riscaldamento climatico sta aumentando sia la loro frequenza che la loro estensione, anche se non ovunque. Artico (Siberia, Groenlandia, Alaska), alcune zone tropicali come l'Amazzonia, Australia, regioni mediterranee, California...is the "new normal"? No, solo l'inizio (per esempio)...


First of all: non conta solo l'origine - che effettivamente è perlopiù dolosa, ma non solo - , bensì anche il contesto di riferimento. Estrema siccità (il deficit lì è oramai quasi decennale) + estreme temperature (non è normale avere frequentemente temperature più vicine ai 50 che ai 40 gradi) portano ad una condizione al contorno di alta pericolosità che aumenta sensibilmente il rischio di diffusione di questi fenomeni. Incendi, come quelli australiani della scorsa estate australe, causati da attività umane ma anche appiccati dai fulmini: se il bosco è umido non risente della caduta di un fulmine, ma se i boschi sono sotto stress per mesi di siccità allora chiaramente il fuoco parte. Il cambiamento climatico, quindi, influisce sulla forza e sulla propagazione di questi fenomeni.  
Il cambiamento climatico influisce sulla forza e sulla propagazione degli incendi, ma anche gli incendi hanno un impatto sul clima. L’incendio stesso libera enormi quantità di CO2 aggiuntiva in atmosfera: tutta quella stoccata nella biomassa, nei tronchi degli alberi e anche nel suolo. Si tratta di carbonio che magari stava lì da secoli o addirittura millenni. Poi c’è il problema che se la foresta non riesce più a ripartire, a reinsediarsi sfavorita dai mutamenti climatici, chiaramente viene a mancare un’altra possibilità di catturare carbonio dall’atmosfera: meno alberi uguale meno carbonio catturato dalle foglie.  Insomma: catene causali e retroazioni a go go.
E tutto questo nonostante per i piromani del clima "farà più freddo, basta osservare"...


E non è finita lì: c'è anche la questione del particolato derivante dalle combustioni. Come si sa, queste particelle originate da combustione sono tremendamente efficaci nel riscaldare ulteriormente la troposfera. Si tratta di aerosol di origine carbonica che influenzano in modo significativo il forcing radiativo globale e il clima attraverso l'assorbimento e la dispersione della luce solare.

Fonte: IPCC, AR5, WGI

Il carbonio nero (BC) e il carbonio organico (OC), originati da combustioni organiche, sono aerosol carboniosi che assorbono la luce. BC riscalda l'atmosfera assorbendo direttamente la radiazione solare, ma mentre prima si pensava che l'OC tendesse unicamente a raffreddare l'atmosfera grazie alle sue proprietà di diffusione della luce, recenti studi hanno dimostrato come alcuni OC, noti come "carbonio marrone" - la cui fonte primaria  è la combustione incompleta di biomasse e biocarburanti -, siano in grado a loro volta di assorbire la luce visibile, soprattutto quella di minor lunghezza d'onda.



Nel frattempo, da ieri particelle di fumo provenienti dagli incendi in California sono state rintracciate nell'aria al di sopra delle Alpi. Sono arrivate sui cieli europei trasportate dal jet stream - in questo periodo particolarmente teso e zonale - per oltre 8000 km e con poca diluizione, il che fra l'altro non è molto comune.

Il cielo si è leggermente oscurato sopra le isole britanniche e la Francia settentrionale al momento del transito della polvere di fumo proveniente dalla costa occidentale degli Stati Uniti.

Un cielo a tinte giallastre, infatti, era già visibile domenica mattina sulle Isole Britanniche, nei pressi di Londra, dovuto alla presenza in quota di queste particelle (vedi immagine qui sotto).

Webcam di Shepperton nei pressi di Londra il 13 settembre alle 08:20 (© Littleton sailing club)

Sulla mappa del geopotenziale a 300 hPa rappresentato qui sotto, si osserva come il jet stream sia quasi orizzontale da ovest a est (flusso zonale); esso trasporta particelle di fumo direttamente dalla California all'Europa. È abbastanza comune che particelle di polvere vengano trasportate dalle correnti d'aria in quota su lunghe distanze, come ad esempio la sabbia del Sahara può essere trasportata in Svizzera in un flusso meridionale.
Si osserva pure sulla mappa del geopotenziale a 300 hPa che il getto inizia a scavare una depressione a sud della Groenlandia, cosa che attenuerà in seguito l'afflusso di queste particelle nell'alta atmosfera sopra l'Europa. Quando il flusso d'aria superiore ondula, le particelle d'aria all'interno tendono ad uscire dal jet.

Geopotenziale e velocità del vento a 300 hPa. © ECMWF

La mappa sottostante mostra le retro-traiettorie delle particelle d'aria con l’arrivo a Londra il 13/9/2020 alle ore 00 UTC. Queste traiettorie sono state calcolate a pressione costante per altitudini diverse a 10’000, 5500 e 3000 metri, corrispondenti alle pressioni di circa 300, 500 e 700 hPa. In 4 giorni, le particelle d'aria hanno percorso più di 7000 km. Da notare che queste traiettorie corrono lungo il 50° parallelo per quasi tutto il percorso.

Retro-traiettorie basate sul modello GFS, con punto di arrivo fissato a Londra. © NOAA

La nuvola di particelle si trovava domenica ad un'altezza di 5000 metri, mentre ieri è scesa a circa 3500 metri: alla "Sfinge", sulla Jungfraujoch, è stata misurata una concentrazione di PM2.5 (particelle il cui diametro è inferiore a 2,5 micrometri, più piccole delle polveri fini PM10 presenti in inverno a causa, ad esempio, di riscaldamenti e motori diesel) di 8 microgrammi per metro cubo, mentre il valore limite fissato dalle autorità è di 10 microgrammi, in ogni caso sono valori passeggeri.
Nell’immagine sottostante, elaborata dallo strumento Lidar alla Kleine Scheidegg (a 2000 mslm, sotto la Jungfrau), si può osservare una zona azzurra dalle 20.00 del sabato a un'altitudine di oltre 8000 metri (scala verticale). Con il passare delle ore questo segnale si intensifica man mano che l’altitudine cala. Probabilmente ciò è legato al rilevamento delle particelle di fumo che arrivano sulla Svizzera da una corrente proveniente da nord-est. Rispetto a quelle rilevate sul Nord Europa, quelle che hanno interessato il nostro Paese sono molto più diluite. Tuttavia, sono state comunque rilevate e si diffonderanno nei prossimi giorni, perdendo quota.

Immagine Lidar della Kleine Scheidegg, evoluzione dal 12/9/2020 al 13/9/2020 ore 12:00. © MeteoSvizzera.

Secondo le previsioni, questa nuvola dovrebbe abbassarsi ancora a 1500 metri oggi e in pianura domani. Prevedibile che se ne possano osservare gli effetti - pur se blandi - anche a occhio nudo: potrebbe intensificare il colore arancione al levarsi e al calar del sole.

Chissà se riuscirà a rischiarire le idee ai pazzi che si accalcano in farmacia in questi giorni per accaparrarsi e strapparsi di mano l'ultima roba naturale e quindi miracolosa anti-Covid della serie. Scene a cui ho assistito con i miei occhi ieri, dopo 20 minuti di attesa fuori dalla farmacia e varcata la porta "ho visto cose che voi umani non potreste immaginare...".

Commenti

  1. Oggi ho visto le mappe di una serie di sensori non professionali Nova SDS011 che sta qui
    https://maps.sensor.community/#5/50.067/9.745
    Dannazione non ho fatto uno screenshot nei giorni scorsi ma se guardo solo oggi sembrerebbe che le polveri siano passate nel nord della Germania e della Polonia ma può essere che lo vedo come continuazione ideale dell'arrivo in UK. Magari quei valori son dovuti ad altro.
    Cielo arancione così l'ho visto a Palermo ma era la sabbia del Sahara in quel caso.

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    1. Potrebbe benissimo essere altro. Le concentrazioni di PM2,5 provenienti dalla California sono deboli e in ogni caso si stanno disperdendo. Anche se guardando quella mappa odierna, sul sud della Germania si vede una certa banda colorata...

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  2. Complimenti, come sempre, per il bel report..
    Ganza la medicina..ma non corro in farmacia..curioso il fatto che contenga la parola China e curi il covid 😁

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    1. Thanks. Il prodotto miracoloso: non ci avevo pensato. In effetti... :-D

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  3. Tanti anni fa ricordo che un grosso incendio, innescato dai fulmini, interessò il parco di Yellowstone. A sorpresa l'amministrazione federale ordinò "lasciate che bruci". L'intento era di non interferire con la natura che avrebbe provveduto a rinnovare un bosco troppo vecchio.
    Pensando a Trump, il neoliberismo e l'attività dei sapiens mi viene da dire "l'America brucia? Lasciate che bruci".

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