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Vera e propria parte del problema . Come si diceva da tempo .

Beds are burning

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Si fa davvero dura, giù di sotto . fonte

Mann vs Idso

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Ecco una doppia intervista: prima a Michael Mann e poi a Craig Idso . Lascio eventuali commenti a chi se la sente. Io mi sono limitato ad aggiungere qualche link, un paio di immagini e un PS qui di seguito. PS: il post non vuole sposare la par condicio, tanto auspicata dal solito cortile terrapiattista. Siamo tutti ben scafati e navigati da sapere benissimo che essa non ha nulla a che vedere con la scienza, quando un paradigma si è cristallizzato e non da ieri (ne abbiamo parlato moltissime volte anche qui su MS, per es. qui  o  qui ). No, l'idea è quella di sentire che cosa hanno da dire due scienziati che lavorano nell'ambito del clima e poi eventualmente - sulla scorta di quel che sappiamo - trarre qualche ulteriore conclusione in più. Soprattutto, direi di prestare particolare attenzione alle argomentazioni di colui che nega e che - fino a prova del contrario - sarebbe utile portasse qualche argomentazione scientifica un po' più valida , innovativa , coerente ...

Vittime e carnefici del GW

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❖ I fotografi svizzeri Mathias Braschler e Monika Fischer hanno viaggiato in 16 paesi realizzando i ritratti delle vittime del cambiamento climatico. I loro scatti mostrano che il mutamento climatico è una grossa preoccupazione per tutti, dagli allevatori di lama in Perù ai produttori di vino in Spagna:

Quando il clima flagella l’economia

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Guest post di P. Schiesser Alcuni fatti indicano che il presidente americano Obama si sta togliendo i guanti di velluto con cui ha mosso le leve del potere nel suo primo quadriennio e che sta mostrando la grinta di chi vuole lasciare un segno: preme per una legge più severa sulle armi, ha tenuto testa ai repubblicani sul bilancio dello Stato, si permette di scegliere con Chuck Hagel un ministro della difesa inviso alla destra israeliana e alle cerchie che negli Stati Uniti la sostengono. E di grinta ne sarà richiesta molta, per affrontare le enormi sfide che lo attendono anche nei prossimi quattro anni, dall’economia americana e mondiale alla Primavera araba. Ma sarebbe auspicabile che un posto nella Storia lo cercasse anche assumendo la guida della comunità internazionale nella lotta contro i mutamenti climatici, promessa al momento della sua prima elezione, ribadita dopo la sua rielezione, ma mai mantenuta. Anzi, nuovamente smentita nei fatti dal rappresentante statunitense a...

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Fonte:  sks   (vedi anche  qui  e  qui )

Climate cliff?

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Bollicine (ai tempi del GW)

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Alcune selezionate bollicine d'autore che, fra le tante, sono emerse dalla flute del 2012 solleticando palati fini.

1/10 da 10/1

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1 su 10: come i successi che mediamente la ricerca scientifica garantisce, il resto è tenacia, passione e perseveranza in condizioni di irriducibile curiosità. 10 per 1: come il massimo ottenibile giusto prima o con delle lodi dalla ricerca di grande qualità.

Quando il carbone uccide

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Questa è l'ultima delle 4 parti dedicate al dopo Doha. Dopo quella dei bicchieri e del fumo, saremmo adesso alla metafora delle bottiglie. Perché è anche vero che prima dei bicchieri, forse, è sempre meglio guardare alle bottiglie, o più in generale alle risorse. E oggi ci occupiamo dello sporco e tossico carbone, mettendo in risalto non solo le perverse implicazioni di natura ambientale e sociale che il suo uso comporta, ma pure alcuni importanti e recenti riflessi di carattere economico e finanziario. Prendiamo come scenario d'indagine il mercato europeo e quello svizzero. Sappiamo che un po' ovunque gli investimenti nel carbone si sono rivelati, negli ultimi tempi, molto travagliati e poco fruttuosi tanto che, confrontati con situazioni finanziarie difficili, diversi grandi produttori di energia europei e svizzeri hanno deciso di abbandonare questo agente energetico. Tra opposizioni ferventi, autorizzazioni negate, cantieri abbandonati, budget superati e perdite...

Dopo Doha III - Fumo

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Guest post di F. Sergent  «Aiutatemi a fare uscire una fumata bianca», implora Abdullah ben Hamad al-Attiyah, il dignitario del Qatar cui è toccata la presidenza della diciottesima conferenza Onu sui cambiamenti climatici. È singolare, fino ad apparire come segno di autentico smarrimento, il fatto che il presidente musulmano ricorra a una metafora così cattolica. Siamo a Doha, dopo una settimana di negoziati e un’interminabile notte di affannose consultazioni fra delegati morti di sonno finalmente ecco la fumata. Ma non è affatto bianca, tende piuttosto al grigio, assomiglia maledettamente a quel fumo nero che i combustibili fossili continuano a immettere nella nostra povera atmosfera. L’accordo che conclude un’intensissima settimana di negoziati nella capitale del Qatar è davvero poca cosa. Non tanto rispetto alle aspettative, che erano realisticamente modeste, quanto in relazione alla gravità del problema che le centonovantaquattro delegazioni riunite a Doha erano chiamate a ...

Auguri!

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La fine del mondo

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Non si sa bene a che ora e come funzionerà con il problema del fuso orario, anche se alcuni ci hanno promesso che la nostra sfera si fermerà, per poi forse (?) invertire la direzione. Come ha twittato  Paolo Attivissimo : aiuterebbe, in questo caso, a inclinarsi verso ovest per compensare la brusca decelerazione del moto rotatorio della terra? :-D In ogni caso: il prossimo e più vicino appuntamento con la fine del mondo è per domani in streaming su vimeo e youtube: tutti online, mi raccomando :-D

Dopo Doha II - Bicchieri mezzi pieni?

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Lasciamo stavolta la parola alla presentazione in video di alcuni interessanti progetti su scala variabile, alcuni dei quali già in funzione. Forse non c'è bisogno di rimandare alle famose candele greche un futuro che è già qui ora ed è tutt'altro che un cerino. E forse non è neanche più così stringente trovare accordi internazionali come gli impietosi spettacoli che la macchina farraginosa di una politica oramai non più nemmeno al passo con i tempi continua a mettere in mostra (vedi per es. qui o qui ).

Dopo Doha I - Bicchieri mezzi vuoti

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La COP18 , la Conferenza della Parti della Convenzione sul Clima che si è tenuta a Doha dal 27 novembre all’8 dicembre, ha avuto un esito in chiaroscuro ma con sfumature maggiormente tendenti al grigio fumo di Londra. I toni dimessi sono riconducibili perlopiù alla viva percezione che la conferenza abbia prodotto più parole che fatti. Certo, ha evitato il peggio salvando Kyoto e prolungandolo per un secondo periodo per circa il 15% dei paesi produttori di gas serra: UE, Norvegia, Svizzera, Australia e pochi altri e non rinnovarlo sarebbe stato un affronto per i paesi poveri, sempre in attesa di USA, Cina, India... Ma continua a non rispondere concretamente al grave problema dell'ipoteca sul cambiamento climatico, perché gli obiettivi di riduzione delle emissioni – che non sono stati ritoccati – restano insufficienti e non permettono di frenare il GW.

Doping climatico

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❝ We are living with climate change. It is happening now. Debating the extent to which Frankenstorm Sandy was put on steroids by climate change is a distraction. Nearly all weather events now have a contribution from climate change and it is up to us to manage and reduce that risk with mitigative action.

Hello Amorica

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Mentre gli americani stanno per rieleggere #Obama sul filo di lana, alla testa della nazione, c'è fermento nel mondo scientifico (e non solo) che si occupa di climate change made in USA ( qui le ultime notizie ) per l'ultimo rapporto della Munich Re dedicato alle catastrofi naturali, la cui categoria meteorologica (incentrata sugli estremi climatici: tempeste, cicloni tropicali, inondazioni, ondate di calore, siccità) in nessun posto come in Nordamerica pare abbia così tanto colpito negli ultimi decenni , nonostante la catastrofe naturale meteorologica finora più costosa sia avvenuta in altro continente essendo stata la mega-alluvione thailandese dell'autunno 2011 (danni per quasi 50 miliardi di US$!). # Sandy non ha fatto altro che alimentarlo, questo fermento.

Blues break #3 - Dirty ol' river...

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#Frankenstorm strikes again

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Tutto quello che volete sapere in diretta su Sandy, oltre ai proverbiali canali : cliccate per es. il thread dedicato sul forum di Meteonetwork o di Unimeteo . O ancora meglio qualche forum americano. Ma anche qui , qui e qui .

Four seasons in one week

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Dal tepore di una persistente e possente estate indiana durata fino a pochi giorni fa al biancore di una precoce e feroce invernata di queste ultime ore. Passando per una fugace uggiosità autunnale o primaverile. Il lato più estremo della variabilità del tempo del clima mitteleuropeo e alpino. Accelerazione e compressione.