Vaccate epifaniche

L'intervista sul Corriere del Ticino di ieri allo scienziato & divulgatore Vacca è davvero spassosa e il "pensiero concettuale" racchiuso e condensato nelle risposte da parte dell'ex futurologo meriterebbe la proverbiale calza con dentro tutto il carbone che può contenere.

Mostro la parte più "interessante" e "speculativa":


Già. Vuoi vedere che il primo a "mal interpretarli", magari,...



La «visione iperdrammatica» a cui si riferisce il giornalista che lo ha intervistato è un po' l'air du temps di cui si parlava per es. in questo post.
La risposta dello scienziato & divulgatore contiene alcune perle che da sole varrebbero il prezzo dell'edizione di ieri.

1) Forse lo scienziato & divulgatore "ignora" la problematica del riscaldamento globale. Di sicuro, non è capace di focalizzare la sua attenzione su quel che la fisica dell'atmosfera ci dice in ordine agli effetti derivanti dallo sbilancio energetico del sistema a causa del rafforzamento dell'effetto serra indotto dall'accumulo di gas serra. Invece di "immaginare", farebbe bene ad approfondire.

2) La corrispondenza stabilita dagli elementi negativi su cui lo scienziato & divulgatore pone la sua distratta e fantasiosa attenzione, riguarda un rapporto di causa-effetto tutt'altro che solo "supposto", bensì conosciuto da quasi due secoli, sostenuto e sostanziato da termodinamica ed elettromagnetismo, verificato sperimentalmente in laboratorio da più di 150 anni e in ambiente realistico da più di 50 e osservabile in atmosfera da 40 anni mediante satelliti che ricevono nella banda corrispondente alla lunghezza d'onda dell'infrarosso.

3) Forse lo scienziato & divulgatore non si rende conto che queste «piccole variazioni della temperatura media dell'atmosfera cui stiamo assistendo» sono "talmente piccole" da rappresentare, in un secolo, una grandezza pari ad 1/3 di quella che ci ha separato dall'ultimo massimo glaciale di 200 secoli fa, quando a scomparire del tutto - allora e semmai - sarebbe stata la sua di immaginazione.

4) Le «enormi variazioni che abbiamo avuto» sono la prova che il clima è particolarmente sensibile alle forzature esterne, al netto dei meccanismi di retroazione positiva. Possibile che uno scienziato & divulgatore come lui - che con sistemi e cibernetica ci andava a nozze - se ne sia già dimenticato?

5) Già studiati molto accuratamente sono sia i fenomeni orbitali sia quelli che fanno capo all'effetto serra (per esempio o per esempio o per esempio). Una ragione perché i primi lo siano stati accuratamente e i secondi solo distrattamente e immaginariamente ce la potrebbe fornire lo scienziato & divulgatore?

6) Nel mondo reale e non in quello immaginato dallo scienziato & divulgatore Vacca, non ci danniamo (ancora) abbastanza attorno a cose che possiamo (ancora) governare prima che sia troppo tardi in ragione di quanto è stato studiato attentamente, capito e deciso.


7) Se lo scienziato & divulgatore guardasse davvero in faccia il fenomeno e i dati invece di "visionarli" di profilo e proiettare quello che lui non fa sulla comunità scientifica che ci lavora giorno e notte perché è della stessa comunità il lavoro - per tacere di competenze ed expertise -, si accorgerebbe anche lui del rischio che già oggi è presente e che solo uno abituato a "mal interpretare" come il nostro scienziato & divulgatore non vede. Forse perché è un visionario?

Commenti

  1. "Roberto Vacca: Roma, 31 maggio 1927 ...

    purtroppo, fatto salvo per alcune luminose eccezioni che confermano la regola, la vecchiaia determina quasi sempre un deciso peggioramento delle capacità cognitive. Io, tristemente, osservo il decadimento avanzare giorno dopo giorno nei miei genitori, che pure sono meno anziani di questo ultranovantenne, (oltre che, ovviamente, in me medesimo). Un altro esempio come sai ci arriva da Rubbia.

    L.

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