Terminal beach

. Boundary condition #1: casematte



Ieri ho avuto la fortuna di assistere ad una proiezione per pochi intimi molto speciale. A margine della 63a edizione del Festival del Film di Locarno, nell'angusta sala del Rivellino leonardesco è stato proiettato in prima mondiale - evento collaterale della mostra attualmente qui presente - il nuovo film di Peter Greenaway: "92 Atomic Bomb Explosions on the Planet Earth".
Si tratta di un'opera molto particolare, com'è tipico della fervida e creativa produzione dell'artista britannico. Questa volta Greenaway ha messo assieme - in forma simil-documentaristica e con un una cura davvero particolare per ritmo e montaggio - una sequenza impressionante di 92 fra le più disparate esplosioni di ordigni nucleari effettuate da statunitensi, sovietici, francesi, inglesi e cinesi come test fra il 1945 e il 1970 nel pieno dell'escalation deterrente della cold war.

Fra il 1945 e il 1998 (ultimo anno di test nucleari) furono effettuati più di 2000 esperimenti, un numero davvero incredibile e allucinante. Alcuni test furono fatti con ordigni di una potenza enorme, famoso è certamente l'esempio della più potente bomba termonucleare mai lanciata: la TSAR, la madre di tutte le bombe H fatta scoppiare dai sovietici il 30/10/1961 nell'isola artica della Nuova Zemlya con una potenza di 50 Mt di TNT (equivalenti ad un'energia sviluppata pari a 209 PJ in soli 39 ns, ovverossia una potenza di 5.4 YW: per dare un'idea, circa l'1.4% della potenza totale del sole o - in altri termini - una potenza istantanea equivalente a circa 108 milioni di soli splendenti sopra le zone artiche!!!).
Fino al trattato di bando parziale (PTBT, 1963) i test venivano effettuati sia sottoterra, sia sott'acqua e sia in atmosfera, in alcuni casi anche nell'alta atmosfera, fino a diverse decine e centinaia di km (il test più in quota fu l'americano Argus III del 6/9/1958 a 540 km di quota in piena termosfera!); dopo solamente quelli sotterranei, ma de facto - visto che in molti casi si facevano su atolli - possiamo considerarli in parte pure subacquei. In effetti, teatro di numerosissimi di questi test (americani e francesi) furono alcuni specifici atolli del Pacifico: Mururoa, Bikini (anche qui) ed Eniwetok (isole Marshall) su tutti.


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. Boundary condition #2: paesaggio sintetico



La prima associazione, dopo aver visto numerose esplosioni proprio sul famoso atollo di Eniwetok, è stata l'impressione fortissima che mi suscitò, quando lo lessi, lo splendido racconto frattale, condensato e "imploso" di JGB dall'inequivocabile titolo "la spiaggia terminale" (tradotto e pubblicato come "L'ultima spiaggia", vedi ad es. qui). In questo racconto, il protagonista - una sorta di moderno Crusoe volontario su Eniwetok per cercare una "chiave del presente" - vive una sorta di incubo allucinato ambientato nel paesaggio sintetico metamorfizzato dell'atollo, teatro abbandonato dei numerosi test nucleari effettuati dagli americani. Fino all'incontro con la spiaggia terminale...
Se potete (e se vi piace la letteratura di JGB), leggetelo! È uno dei racconti migliori della sua già ottima produzione.


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. Initial condition #0: laghi e spettri



La seconda associazione mi ha portato ad una domanda sorta spontanea: quali furono gli impatti di tipo climatico (quindi lasciando perdere ad es. l'accumulo di radioattività) in atmosfera e negli oceani generati da questo scempio? Voglio dire: esiste qualche seria ipotesi fatta (e magari pure comprovata) a tal proposito?

Scindiamo la query in 2 parti: (1) impatti diretti in atmosfera, (2) impatti diretti in idrosfera. Fil rouge: bilancio energetico squilibrato da immissione e dispersione di polveri in atmosfera e da energia liberata sottoforma di calore in oceano?

Laghi di calore e spettri che si aggirano fra le pieghe del cambiamento climatico e del GW.

Vediamo un po':
(1) esiste uno studio abbastanza recente di un team di esperti che hanno esaminato gli effetti del fumo immesso in una ipotetica guerra nucleare in due paesi subtropicali, ognuno dei quali utilizza bombe 50 volte più potenti di Hiroshima. In sostanza si afferma che - al di là del temuto "inverno nucleare" - gli effetti non sarebbero troppo dissimili da quelli prodotti da una forte eruzione vulcanica.

(2) qui siamo invece nel puro campo speculativo. Ma devo anche dire che questa parte della query mi pare anche assai più significativa, perché quasi 3 esperimenti totali su 4 (inglobando anche quelli effettuati "sotto" i piccoli atolli) sono stati test sottomarini.
Un calcolo molto spannometrico effettuato fra i membri del CS di MNW un paio di anni fa (e supponendo che l'energia liberata dalle esplosioni venga *tutta* trasformata in calore e ceduta interamente all'acqua) portò a questa prima provvisoria nonché apparentemente impressionante conclusione:
la somma di tutte le bombe fatte esplodere underwater da americani e francesi (potenza di circa 165-170 Mt, stima conservativa, equivalente ad un'energia sviluppata di circa 700 PJ) ha prodotto un riscaldamento di 1 grado C su un profilo di 1 m di acqua, distribuito nell'arco del periodo pre-PTBT su circa l'1% di superficie totale del Pacifico!

Cifra impressionante, ma il colpo di scena deve ancora arrivare.

Se subodoravate un qualche possibile legame con il GW (a qualcuno, magari, leggendo il post si è accesa una lampada a bigOil...:-D), vi riporto coi piedi a terra. E vi mostro quanto - visto in quest'ottica un po'...alternativa - possa far paura il GW :-O

Secondo molte fonti (IPCC 2007, ma anche in alcuni post con link dirette alle fonti, per es. qui o qui), nel periodo 1961-2003 (lasciamo perdere gli ultimi "discussi" anni, inutili ai fini del tema in questione), la temperatura oceanica globale è aumentata di 0.1 gradi C dalla superficie fino a 700 m di profondità, e un aumento di T è stato comunque riscontrato fino a 3-4 km di profondità.
Quanta energia ci vuole per riscaldare i primi 700 m di oceano di appena 0.1 gradi C?
Presto detto: superficie totale * spessore * massa * ∆T. Ergo circa 2.5*10^22 cal, cioè 105 ZJ! Vale a dire un valore superiore di diversi ordini di grandezza rispetto a quello ottenuto prima!
Insomma: ci sarebbero volute almeno 500'000 bombe Tsar (o qualche milione di bombe atomiche convenzionali) per spiegare il riscaldamento avvenuto negli oceani :-O

Credo che miglior twist ending non si possa immaginare...

Commenti

  1. Che sciccheria. Ma il film quanto dura? Cioè è quello finale delle Tulse Luper Suitcases o un pezzo? - www.tulselupernetwork.com/basis.html

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  2. Dura 20 minuti, una bomba (con dettagli tecnici) ogni 13 secondi...
    Non è quello della mostra, è nuovo di zecca, lo ha finito di montare proprio a Locarno neanche un mesetto fa...

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  3. Non mi sembra che sia presente fra i numerosi link; se qualcuno ha 14 minuti e 24 secondi di tempo da spendere:

    http://www.facebook.com/video/video.php?v=98758561101

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  4. Ah ecco -
    Lo spettacolo per il festival della scienza a Genova, occupava una tutta una villa ottocentesca, in una stanza le bombe erano solo due (proiettate su schermo nero trasparente) con gli attori che ripetevano la frase di Oppenheimer come una litania
    Era emozionante, con cantanti e musica dal vivo (Einaudi), ogni stanza un omaggio alla storia del teatro del '900.

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  5. @Hydraulics
    grazie della segnalazione! Purtroppo il filtro antispam aveva bloccato il tuo commento, l'ho riabilitato.
    Ciao!

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