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Echi

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❝ Non si può distruggere il significato di un asserto emesso ad alta voce, ma si può pronunciare contemporaneamente un altro asserto, in modo che le voci si sovrappongono. Non esistono artifici volontari per dimenticare, ma ne esistono per ricordare male: bisogna moltiplicare la semiosi. L'informazione sta uccidendo se stessa, e il massimo della libertà di stampa viene a coincidere con il minimo (...). Nei media vale più che altrove il principio della dimenticanza per sovrabbondanza o interferenza. Umberto Eco , 1987 

Raccolta firme

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Sciarpe e cappelli, cont.

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Qui la prima parte della saga in THX dolby surround in 16:9 :-D

Sentinella dei mari

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“Le sentinelle” sono una flotta di satelliti dell'Agenzia Spaziale Europea ( ESA ) progettati per offrire uno sguardo sulla terra come prima non ne avevamo. Fanno parte del progetto Copernico . Ieri sera alle 18:57 è stato effettuato, dalla base di Plesetsk in Russia, il lancio del terzo: Sentinel-3 ( qui un tool for kids) permetterà per la prima volta di misurare dettagliatamente gli oceani e offrirà nuove indicazioni anche sul resto sul pianeta. Assieme agli altri satelliti già in orbita fornirà i dati che consentiranno all’Europa di sviluppare un programma di monitoraggio innovativo.

Mille di queste balle blu che volano...

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Visto che siamo nel periodo di Sanremo, e del clou del carnevale ambrosiano, oggi fluisce un post un po'... adronico sardonico.

Onde planetarie

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Lo spunto del titolo non può che essere la notizia del giorno. E del mese. E dell'anno . E ancora ? In realtà, lo spunto concettuale viene da questa bell'infografica effettuata ARPA Emilia-Romagna sugli effetti regionali delle onde dell'inverno mancato e già quasi finito (h/t oca ).

Piove sul...gelato?

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È appena stato pubblicato un interessante studio nel quale un nutrito pool di quasi una trentina di ricercatori (coordinati da Myles Allen da Oxford e affiliati perlopiù a centri di ricerca britannici - ad es. Nati Schaller da Oxford o Pete Stott dal MetOffice HadCenter - ma pure francesi - riconosco il brillante "duo sinottico" Vautard et Yiou , e che piacere ritrovare pure Geert da De Bilt) calcolano con notevoli margini d'incertezza di quanto il riscaldamento abbia aumentato il rischio delle alluvioni nell'inverno 2013/14 in Inghilterra. È un lavoro da duri e mi ricorda qualcosa di duro che avevo già segnalato . Siamo ancora ai box di partenza con questo tipo di attribuzioni, non solo perché, come evidenzia (dal com. stampa ) e apprezza ocasapiens The research made use of the weather@home citizen-science project, part of Oxford’s climateprediction.net climate modelling experiment Ma lo siamo (ai box), anche e soprattutto perché le isole britanniche s...
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L'eccezione che conferma la regola

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Ritorniamo sulla presunta anomalia climatica che connota l'Antartide. Mentre il mondo si sta scaldando incessantemente e senza che la famigerata "pausa", fintanto che era ancora viva e combatteva, abbia potuto scalfire minimamente la tendenza generale, ci sono regioni che sembrano sfuggire a questa regola.  E l'Antartide sembra appartenere a questa categoria di outliers . O no? Intendiamoci: in un sistema così complesso come è il nostro pianeta, è ovvio che l'andamento termico globale sia il frutto di tanti andamenti regionali che "viaggiano" con ritmi differenti. Ci sono zone che si scaldano molto più rapidamente rispetto alla media globale e altre che lo fanno più lentamente. E ci sono persino aree - molto poche, invero - che non sembrano scaldarsi e presentano trend piatti o addirittura leggermente negativi, pur se poco significativi. Ne avevamo già parlato qui .  È la conseguenza della variabilità interna sovrapposta al trend forzato da fattori...

La pausa è morta in battaglia

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A quanto pare... O forse la Battaglia non è mai stata combattuta realmente perché non c'è mai stata... Vedi anche  qui. ★ Update 20/1 ★ fonte fonte

L'effetto serra dei gas serra

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Dedicato a tutti i negaioli terrapiattisti  e irresponsabili che si ostinano a negare l'effetto serra dei gas serra . La meccanica quantistica lo spiega coerentemente e sperimentalmente così, da tempo. Ed il GW è servito.

Ghiaccio, cielo e...whisky

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...potere d' ispirazione  di un bicchiere di whisky...:-D

Profughi climatici

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Guest post di Marco Morosini Finisce un ennesimo anno estremo per i cambiamenti climatici e forse cruciale per gli accordi globali mirati al contenimento del problema . Ma finisce anche un anno estremo per i fenomeni migratori. Quanti disperati cercheranno di raggiungere l’Unione europea per mare anche nel 2016? Quanti purtroppo moriranno? Quest’anno quasi un milione  di migranti hanno affrontato le acque del Mediterraneo meridionale a bordo di imbarcazioni precarie. Migliaia di loro sono morti annegati . Intanto, sotto quelle stesse acque, la scoperta di nuovi tesori d’idrocarburi alimenta la sete di un’accelerazione della crescita della produzione, dei consumi e del PIL dell’Europa, il continente più ricco del pianeta.

La lunga vita della forza

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No, non siamo nel regno di Star Wars. Semplicemente: una sintesi iconografica (attraverso i ben noti grafici a barre)  della lunga vita (scientifica) delle perturbazioni radiative che hanno agito e che agiscono sul bilancio energetico del pianeta forzandolo in una specifica direzione. Quella dell'accumulo di energia termica e del conseguente incremento termico globale e regionale. Cominciamo con una semplice tabella introduttiva che - confezionata ad hoc - uso sempre quando parlo nei miei corsi di attribution :

Dopo l'accordo, la sinfonia. Prima che sia troppo tardi

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Professore presso l' Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima dell'ETH di Zurigo, Reto Knutti è uno dei migliori esperti del settore - tra i principali autori della prima parte ( WG1 ) del più recente rapporto dell'IPCC , pubblicato nel 2014. Ecco cosa ne pensa dello storico accordo sul clima di Parigi.

Parigi, c'è l'intesa!

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Il ministro degli esteri francese e presidente del COP21 Laurent Fabius ha presentato sabato in tarda mattinata l’accordo globale per la lotta contro i cambiamenti climatici alle 195 delegazioni che partecipano alla conferenza sul clima che si sta tenendo a Parigi.

Prima e dopo Parigi

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Una serie di recenti contributi audio e video andati in onda dalla Radiotelevisione Svizzera sul tema più importante e stringente di questo inizio secolo e dei decenni a venire.

L'ultima chiamata

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« Stiamo mancando l’obiettivo dei 2° C e gettando alle ortiche la possibilità di limitare il riscaldamento terrestre e le sue conseguenze (...)  Dobbiamo abbandonare le fonti energetiche fossili e dare inizio alla quarta rivoluzione industriale. Mancare questo obiettivo potrebbe comportare un aumento dei conflitti locali a causa della migrazione » . A colloquio con il fisico del clima Thomas Stocker sulla Conferenza di Parigi e sulle conseguenze dell’aumento delle temperature a livello globale.  Thomas Stocker è professore presso l’Istituto di fisica dell’Università di Berna, dove dirige la divisione di fisica climatica e ambientale . Nato a Zurigo nel 1959, studia fisica ambientale al Politecnico federale di Zurigo dove consegue nel 1987 il dottorato. Dal 1998 fa parte del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico dell’ONU (IPCC). Dal 2008 al 2015 è copresidente del primo gruppo di lavoro (WG1) dell'IPCC.

Carlo Rovelli e il problema più grave

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❝ Non direi che noi stiamo facendo male alla Terra. La Terra sta benissimo anche se noi scaldiamo il pianeta o ci ammazziamo e spariamo dalla sua faccia. Stiamo facendo male a noi stessi non tenendo conto delle conseguenze delle nostre azioni. Io penso che i problemi ecologici come il riscaldamento climatico e la distruzione delle specie sono più gravi di quello che si dica . Invece di occuparci di andare a bombardare il Medio Oriente, sarebbe meglio ci occupassimo di fermare questo riscaldamento del pianeta che rischia veramente di far sparire la civiltà o addirittura la razza umana . Alla Terra non gliene importa molto di noi, a noi sì però! Noi preferiremmo restare e continuare. Mi auguro che, a partire già dall'imminente summit di Parigi, i politici si occupino presto di questi che sono i problemi veri di tutti noi.

Il letargo dei ghiacciai

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Il ghiacciaio del Rodano I ghiacciai svizzeri hanno perso 1300 milioni di metri cubi di ghiaccio, pari al 2,5% del volume totale, a causa del caldo dell’estate scorsa. Il record del 2003 (perdita fra il 4% e il 5%) non è però stato raggiunto, grazie al tempo più clemente (per i ghiacciai) della seconda decade di agosto e di settembre. L' Accademia svizzera di scienze naturali  (SCNAT)  ha indicato che la maggior parte dei ghiacciai esaminati ha perso tra uno e due metri di spessore durante l’anno idrologico 2014/15.