Buon #climatestrike

Il prossimo venerdì 15 marzo in tutto il mondo ci sarà una grande mobilitazione contro i cambiamenti climatici, fatta da tanti giovani che hanno raccolto l’appello lanciato dalla sedicenne svedese Greta Thunberg. 
Anche Mondi Sommersi naturalmente appoggia le manifestazioni e anzi ne incoraggia un ulteriore sviluppo futuro. In questo post, segnalo alcuni messaggi di appoggio a tutti i manifestanti, pubblicando per primo il messaggio degli amici di Climalteranti. 
Segue l'intervento tradotto del climatologo Stefan Rahmstorf del PIK di Potsdam (dal suo blog Klimalounge). Lo sciopero degli studenti è sostenuto da ben 12'000 23'000 scienziati tedeschi, austriaci e svizzeri, per i quali le preoccupazioni dei giovani dimostranti sono giustificate. 
A seguire pubblico un appello a sostegno da parte dei docenti degli studenti che sciopereranno in Svizzera e le petizioni di una neocostituita associazione regionale che promuove una piattaforma di informazione sui cambiamenti climatici e di un'associazione nazionale che ha a cuore la tutela dei ghiacciai alpini. Infine il link ad una recente trasmissione radio dedicata proprio a questa manifestazione e segnalo anche qualche articolo uscito su quotidiani europei e online.


fonte. Vedi anche la mappa di Fridays for Future.

Il messaggio di Climalteranti:

Care ragazze e cari ragazzi, Grazie della vostra iniziativa. Siamo un gruppo di studiosi che da più di 10 anni su questo blog cerca di far capire gli aspetti scientifici e strategici dell’evoluzione del clima, e le loro implicazioni. Il clima è cambiato anche in passato, per cause naturali. Quello che contraddistingue la situazione attuale è la rapidità del cambiamento ed il fatto che sia dovuto alle attività umane, all’enorme quantità di gas climalteranti che rilasciamo nell’atmosfera, con varie conseguenze tra le quali un rapido innalzamento delle temperature globali. Gli effetti sono e saranno principalmente negativi nella maggior parte del nostro Pianeta. Non abbiamo tempo per elencarli tutti, ne citiamo sei: le estati più torride, gli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti, gli allagamenti nelle zone costiere, il rischio di gravi carenze idriche, una maggiore diffusione di malattie tropicali e l’acidificazione degli oceani. Dobbiamo quindi affrontare il problema rapidamente e con grande decisione, non è più il momento di discutere e temporeggiare. Un primo passo è la mitigazione, ovvero prevenire il problema, per prima cosa riducendo drasticamente le nostre emissioni climalteranti. Ma non basta. Anche se le azzerassimo subito, il clima continuerebbe a cambiare per decenni, se non secoli, a venire. Questo perché molte sostanze, una volta emesse nell’atmosfera, vi rimangono molto a lungo. Un secondo passo è quindi l’adattamento ai cambiamenti già in atto e che inevitabilmente continueranno in futuro, in altre parole aumentare la resilienza della nostra società ai rischi del cambiamento climatico. In tutto questo, i giovani sono coloro con meno colpe ma anche i più colpiti, visto che chi oggi è già anziano non vedrà le conseguenze peggiori dei cambiamenti climatici. Ma i giovani sono anche coloro che più potranno fare, oggi ed in futuro, per limitare i danni inevitabili e prevenire gli altri. E questo è il terzo passo, altrettanto, se non più, importante: la mobilitazione dei giovani per incitare governi, ma anche famiglie ed amici, ad agire contro il cambiamento climatico. Si può fare tantissimo sia a livello individuale che collettivo. Ridurre gli spostamenti non essenziali e privilegiare i mezzi pubblici o la bicicletta; risparmiare energia e scegliere una fornitura elettrica da fonti rinnovabili; fare attenzione nei propri gesti quotidiani come produrre meno rifiuti, differenziare i restanti e non sprecare acqua o cibo; ridurre il consumo di carni rosse – la cui produzione causa emissioni molto elevate di gas climalteranti. Sono passi semplici che, se seguiti da tutti, possono dare un forte contributo. Ma è indispensabile anche l’azione politica, la pressione verso i nostri governanti perché facciano scelte che favoriscano l’evoluzione della produzione elettrica verso energie rinnovabili, l’economia circolare, l’eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili, un’efficace prevenzione (i.e. ben pianificata e finanziata) dei rischi del cambiamento climatico. Ed è importantissima l’azione culturale, una migliore educazione sulla sostenibilità ambientale e sui cambiamenti climatici nelle scuole e università, una migliore informazione, perché si comprenda la necessità di vivere all’interno dei limiti del nostro pianeta. Vi sosteniamo e speriamo che la vostra generazione prenda in mano i pochi e sparsi progressi fatti finora, e indichi una strada per fare di più e di meglio.

Il Comitato Scientifico di Climalteranti



Il messaggio di Stefan Rahmstorf:

Sempre più studenti in tutto il mondo stanno scioperando e dimostrando che si può finalmente fare qiualcosa per proteggere il clima. Mezzo anno fa, l'allora 15enne svedese Greta Thunberg ha iniziato a sedersi davanti al parlamento di Stoccolma ogni venerdì invece di andare a scuola. Richiede che l'Accordo sul clima di Parigi non rimanga un pezzo di carta in paziente attesa, ma che gli obiettivi siano effettivamente attuati. Una cosa scontata. Apparentemente, ha parlato a molti studenti di tutto il mondo dal cuore, poiché sempre più studenti la seguono e manifestano il venerdì - così oggi (15 febbraio scorso, ndr) in molte città, compresa Potsdam.
Ero stato invitato dagli studenti di Potsdam a dire alcune parole durante la manifestazione di oggi davanti al parlamento statale. Ho accettato volentieri questo invito. Ecco il mio testo vocale come servizio per chiunque voglia saperne di più sulle mie affermazioni.

Cari studenti e anche cari adulti!
Come ricercatore sul clima, vorrei dirvi: è bello che ognuno di voi sia qui e combatta per il suo e per il nostro futuro! Perché avete ragione da vendere.
Avevo cinque anni quando, nel 1965, la prima commissione ufficiale di esperti avvertì il presidente americano dell'imminente riscaldamento globale causato dalle nostre emissioni di CO2. A quel tempo, la quantità di CO2 nella nostra aria era già aumentata del 15% e l'effetto serra rafforzato dalla maggior concentrazione in atmosfera della CO2 era già scientificamente provato. Ciononostante, sono passati ben 27 anni prima che la comunità mondiale prendesse finalmente una decisione attraverso la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici durante il Vertice terrestre del 1992 a Rio, con l'obiettivo di prevenire pericolosi cambiamenti climatici futuri. A quel tempo, l'allora dodicenne canadese Severn Suzuki parlò ai delegati e ne portò alcuni a piangere. Ha detto cose molto simili a quelle che dice oggi Greta Thunberg. La quantità di CO2 nella nostra aria era già aumentata del 27%. Da allora sono passati altri 27 anni. La quantità di CO2 è ora del 47% più alta rispetto a prima dell'industrializzazione. Questa grandezza è la più alta che il genere umano abbia mai sperimentato e probabilmente lo è da 15 milioni di anni!
Poco più di tre anni fa, praticamente tutte le nazioni del mondo hanno firmato un accordo internazionale a Parigi per limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi e fare sforzi per limitarlo a 1,5 gradi. Un accordo storico molto importante! Solo che sarebbe dovuto arrivare vent'anni prima. Oggi abbiamo già un riscaldamento globale di 1,1 gradi dietro di noi! Non abbiamo quindi ulteriore tempo da perdere.
Cosa significa l'accordo di Parigi? Significa che possiamo emettere solo una quantità limitata di CO2 in tutto il mondo perché l'entità del riscaldamento dipende da questa quantità totale. Noi ricercatori lo chiamiamo il bilancio delle emissioni. Per fermare il riscaldamento terrestre a 1,5 gradi con buone probabilità,  da adesso possiamo permetterci di emettere nell'aria ancora solo circa 380 miliardi di tonnellate di CO2 . Al momento emettiamo 40 miliardi di tonnellate ogni anno, quindi il budget non durerà più di dieci anni! E anche per poter rimanere "ben al di sotto dei 2 gradi" - diciamo 1,8 gradi - questa grandezza equivale a solo 800 miliardi di tonnellate, ciò che sarebbe sufficiente ancora per 20 anni. Lo ripeto: non abbiamo tempo da perdere!
Già con 2 gradi di riscaldamento l'IPCC si aspetta la morte di quasi tutte le barriere coralline del pianeta. L'estinzione del corallo è già in pieno svolgimento.
Dove sono gli sforzi promessi dal nostro governo a Parigi per limitare il riscaldamento a 1,5 gradi? Inoltre, gli obiettivi climatici del governo sono completamente inadeguati. E questi obiettivi non sono nemmeno rispettati!
Allo stesso tempo sentiamo tutti le conseguenze del riscaldamento globale. Il calore è un killer silenzioso. Anche la cosiddetta estate plurisecolare nel 2003 ha causato circa 70'000 morti per riscaldamento in tutta Europa. L'estate scorsa, la temperatura della nostra stazione meteorologica sul Telegrafenberg di Potsdam non ha solo toccato il record dall'inizio della misurazione nel 1893, ma ha superato il precedente record di 1,5 gradi. Un grande salto in alto rispetto al record precedente non è mai successo prima. A causa di questo caldo e della siccità, c'erano oltre 400 incendi boschivi nel Brandeburgo.
In California , persino un'intera città è stata bruciata, ironicamente chiamata Paradiso. Il paradiso è bruciato. Greta Thunberg ha detto : "Voglio che vi comportiate come se la casa stesse bruciando. Perché, in effetti, sta bruciando."
Non aggiungerò una lunga lista di esempi qui. Solo un'altra cosa. Nel 2007, il Consiglio consultivo scientifico tedesco sui cambiamenti ambientali globali ha avvertito che la grave siccità in uno stato già fragile e conflittuale potrebbe essere un catalizzatore per lo scoppio di un conflitto armato. Solo quattro anni dopo queste avvertenze sono diventate realtà in Siria quando proteste di massa e rivolte scoppiarono dopo la peggiore siccità della storia e le associate e massicce perdite agricole. Secondo i dati proxy ricavati dall'analisi degli anelli di accrescimento degli alberi, questa è stata la peggiore siccità nel Mediterraneo orientale da almeno 900 anni. Pure in Germania, nella nostra politica, ne avvertiamo ancora oggi le conseguenze!
Tuttavia, questo è solo un assaggio di ciò che sperimenteremo mentre il clima continuerà a riscaldarsi. Ci saranno molte persone che vi diranno che le vostre richieste non sono realistiche. A queste persone potrete rispondere che ancora più irrealistica è l'idea che potremmo andare avanti come abbiamo fatto finora. L'idea più irrealistica è che con la politica attuale potremmo raggiungere gli obiettivi di Parigi!
Non scoraggiatevi e chiedete e pretendete l'attuazione coerente degli obiettivi dell'accordo di Parigi. Come dice Greta Thunberg: "C'è ancora un po' di tempo per porre rimedio!"
Non arrendetevi: con determinazione e perseveranza potete cambiare il mondo!
Vi ringrazio!


Appello dei docenti a sostegno dello sciopero studentesco per il clima

Siamo docenti operanti nelle scuole svizzere del Canton Ticino, molte delle quali saranno coinvolte dallo “sciopero studentesco mondiale per il clima” previsto per venerdì 15 marzo 2019, quando ai quattro angoli del pianeta centinaia di migliaia, forse milioni, di giovani si asterranno dalle lezioni per esprimere il proprio disappunto di fronte a un futuro reso incerto dalla drammatica crisi ambientale che si sta annunciando. Gli studenti scenderanno in piazza per denunciare sia l’inattività dei governi del mondo di fronte alla catastrofe imminente, sia la miopia di un sistema economico incapace di farsi carico di finalità diverse da quelle del profitto privato a breve termine. In un recente appello firmato da centinaia di ricercatori universitari di Belgio, Francia e Svizzera (pubblicato nel nostro paese dal quotidiano Le Temps) si sostiene che “per chi possiede un minimo di conoscenze è diventato un imperativo morale e politico quello di accompagnare e incoraggiare questa mobilitazione della gioventù”. Non possiamo che condividere quest’affermazione: la ricerca scientifica ha ormai prodotto un’incontestabile messe di dati riguardanti i pericoli che incombono su tutti noi a causa del modo scriteriato con cui la società odierna sfrutta le risorse naturali e i giovani che si stanno mobilitando in questi mesi sembrano, nella loro determinazione, coloro che più di altri hanno colto il carattere emergenziale della questione. La partecipazione attiva da parte dei nostri studenti a questo movimento è ai nostri occhi una scelta di alto valore civico, che ci sentiamo in dovere di sostenere esplicitamente. Per queste ragioni, invitiamo tutti i nostri colleghi e le nostre colleghe a:
• non ostacolare la partecipazione dei propri studenti alle iniziative promosse per il 15 marzo, ma anzi, compatibilmente con i propri doveri scolastici, a parteciparvi in prima persona;
• evitare, nella giornata del 15 marzo, di proseguire secondo i programmi canonici, ma piuttosto a dedicare, nelle forme ritenute più consone, le proprie lezioni a temi legati alla questione ambientale.


La petizione della piattaforma Climatizzati.ch

Ecco il testo della petizione "Ticino fai la tua parte per salvare il clima!"

L’emergenza climatica, attestata ormai dall’intera comunità scientifica, costituisce una delle principali sfide cui devono rispondere oggi politica ed economia. Purtroppo, le risposte tardano ad arrivare e nella maggior parte dei casi sono largamente insufficienti a risolvere il problema alla radice: se entro il 2030 non si riusciranno a ridurre drasticamente le emissioni di gas serra nell’atmosfera, le conseguenze per il nostro pianeta saranno terribili. Se non si può negare che la risposta a questa crisi deve essere globale e deve coinvolgere l’intera comunità internazionale, ciò non significa che si possa restare in un angolo ad aspettare che la soluzione piombi dal cielo. La mobilitazione studentesca e sociale di queste settimane è la dimostrazione dell’urgenza di un cambiamento radicale nelle politiche economiche, ambientali, energetiche e tecnologiche, anche nel nostro “piccolo” ma non trascurabile Ticino. Per le ragioni di cui sopra, i firmatari della petizione chiedono al Gran Consiglio della Repubblica e Cantone Ticino di agire al più presto per:

• Rendere gratuito l’utilizzo dei trasporti pubblici per i giovani in formazione.
• Ridurre la produzione di emissioni inquinanti da parte delle imprese ticinesi o operanti in Ticino, attraverso una regolamentazione ambientale più stringente e un intervento sulla fiscalità.
• Ridurre l’impatto ambientale degli enti pubblici, attraverso una modernizzazione delle strutture e una minore produzione di rifiuti.
• Trasferire il traffico merci su rotaia, in modo da diminuire il trasporto su gomma sull’asse Nord-Sud attraverso il Ticino.


Il messaggio dell'iniziativa in favore dei ghiacciai lanciata dall'Associazione svizzera per la protezione del clima

Il motivo 
Nel 2015 la Svizzera ha firmato l'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Questo richiede di limitare a meno di 2 °C l'aumento della temperatura del pianeta. Un riscaldamento di circa 2 gradi minaccia gli ecosistemi planetari e i ghiacciai svizzeri come il segno più visibile. Oggi la politica climatica svizzera è lontana dal raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi. Cosa fare?

La soluzione 
Marcel Hänggi, giornalista ambientale, ha una soluzione molto semplice per risolvere la crisi climatica: basta emissioni di CO2 di origine umana. Quindi non usare più i combustibili fossili. Nel suo libro "Null Öl. Gas Nullo. Null Kohle"raccomanda alla Svizzera di uscire dai combustibili fossili entro il 2050.

L'iniziativa 
Per consentire alla Svizzera di impegnarsi in un clima sostenibile, Marcel Hänggi e altri specialisti hanno preparato un progetto per un'iniziativa popolare federale. "The Glacier Initiative" (titolo provvisorio) mira ad ancorare gli obiettivi dell'Accordo di Parigi nella Costituzione federale. La nuova associazione svizzera per la protezione del clima deciderà in merito al lancio dell'iniziativa.

L'associazione
La raccolta delle 100'000 firme necessarie per l'iniziativa richiede un ampio sostegno. L'attuale costituzione dell'Associazione svizzera per la protezione del clima deriva da questa iniziativa. Sarà il cuore di un nuovo movimento per il clima che lancerà l'iniziativa appropriata nel 2019. Per costruire e rafforzare l'associazione, stiamo cercando persone che vogliano impegnarsi per la protezione del clima in Svizzera.

Infine:

- La trasmissione radio RSI dedicata ai giovani per clima che hanno occupato le piazze, anche in Svizzera. QUI la si può riascoltare.

- Gli articoli usciti sul numero 1296 (1/7 marzo 2019) della rivista Internazionale e un bel post su OggiScienza.

Commenti

  1. @rahmstorf
    1. "Già con 2 gradi di riscaldamento l'IPCC si aspetta la morte di quasi tutte le barriere coralline del pianeta."

    2. "L'estinzione del corallo è già in pieno svolgimento."

    1. Solo perché l'IPCC basa le sue convinzioni sui modellini farlocchi.

    2. Ma neanche per idea!... questa è un'invenzione di sana pianta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non sono Rahmstorf, puoi rispondere a lui direttamente

      stefan.rahmstorf(scribillo)pik-potsdam.de

      o sul suo blog.

      Peraltro, non credo che abbia tutti i torti:

      https://bit.ly/2vJRoDp

      Elimina
    2. Scusami Steph, ancora io, ho dimenticato una cosa importante, che dovresti spiegarmi:
      Sul prestigioso documento da te linkato, quello del NOAA sui coralli, dicono questo...

      "Occurring at an average rate of once every 25–30 years in the 1980s..."

      ??? Mi potresti spiegare come possano accadere eventi a intervalli di 25-30 anni in un decennio, "the 1980s"?

      Giuro che non ci arrivo, aiuto!! :-)

      Elimina
    3. Tempi di ritorno, questi (a te) sconosciuti.

      E non c'è bisogno che scomodi "le cheerleaders" di vattelapesca.

      https://bit.ly/2EZWdMK

      C'è, invece, bisogno che scrivi direttamente a Rahmstorf, se vuoi una sua replica alle tue critiche, come ti ho già detto. Non aspettarti che lui ti risponda qui.

      Elimina
    4. "Tempi di ritorno, questi (a te) sconosciuti."

      No, casomai sconosciuti a te!.. infatti non a caso non l'hai spiegato, perché e inspiegabile... e una fase, una boutade... messa lì per fare importanza allo "studio".
      Non esistono dati sulla grande barriera corallina che permettano di quantificare tempi di ritorno di 25-30 anni.
      Semplicemente non esistono, è un'invenzione vostra.
      È anti-scienza, plain and simple.
      Vedi questo, per esempio:

      www.pnas.org/cgi/doi/10.1073/pnas.1208909109

      Elimina
    5. Certo, certo, un'invenzione "nostra" (?), i proxy non esistono, la luna è di formaggio, la Terra piatta, il gomblotto globbale e tutto il resto non conta. Al solito, non cambi mai. Il parco giochi è lì accanto, prego.
      ....

      Magari, invece di giocare alla sabbia e buttare il tuo tempo a cavillare sul sesso degli angeli, potresti anche leggere e informarti meglio.
      https://bit.ly/2FeBfvU
      https://bit.ly/2HArw4H
      Ma mi raccomando: senza il bias dei paraocchi e delle fette di salame. Che quello, è meglio mangiarlo abbinato ad un buon refosco, converrai.

      Elimina

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