Il costo del clima che cambia


Guest post di P. Schiesser

È chiaro per tutti? Senza sforzi sostanziali e costanti per mitigare il riscaldamento a livello globale e adattarci a livello regionale, il cambiamento climatico inciderà sempre più negativamente su infrastrutture e beni di ogni nazione e sul tasso di crescita economica del nostro secolo, causando perdite per centinaia di miliardi di dollari.

Un aumento della temperatura media del pianeta non significa che fa semplicemente più caldo e soltanto chi vive ai bordi del mare deve temere l’innalzamento del livello delle acque (a causa dei ghiacci polari che fondono), significa che gli eventi climatici diventano più estremi. Anche da noi.
Le autorità federali ne sono consapevoli, e per sapere più concretamente in quale forma e con quali intensità si manifesteranno i cambiamenti climatici in Svizzera fa elaborare con regolarità degli scenari da gruppi di esperti. Così da poter aggiornare il Piano di azione per l’adattamento ai cambiamenti climatici, adottato per la prima volta nel 2014. E lo studio presentato la settimana scorsa dai climatologi del Politecnico di Zurigo, dell’Università di Berna e di Meteo Svizzera, valutato da una ventina di esperti internazionali, è di una precisione di dettaglio che gli studi precedenti non avevano, grazie ai progressi tecnologici della ricerca, tale da rendere possibili anche previsioni a lungo termine per le diverse regioni geografiche della Svizzera.
La previsione di fondo è restata la stessa: estati più calde e secche, con più giornate e notti tropicali, piogge torrenziali più frequenti e intense, inverni più miti e piovosi (meno neve). E dopo questa estate tanto lunga da risultare inquietante, sommata ai violenti cataclismi naturali visti in giro per il mondo e alle porte di casa, anche il sentire popolare sembra allinearsi a quello degli esperti. A questo scenario di fondo si aggiunge però un aspetto importante per noi: la Svizzera risentirebbe in modo più accentuato di un eccessivo aumento della temperatura atmosferica. Se l’umanità non riuscirà a contenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi entro fine secolo rispetto ai livelli pre-industriali, in Svizzera fra 40 anni l’incremento - rispetto al periodo di riferimento 1981-2010 -  sarebbe di 2-3,5 gradi in inverno e di 2,5-4,5 gradi in estate; e a fine secolo di 3-5,5 gradi in inverno e di 4-7 gradi in estate. Se invece gli obiettivi del Trattato di Parigi venissero raggiunti, l’aumento della temperatura media in Svizzera non dovrebbe superare i 2 gradi centigradi.

CH2018

Possiamo solo sperare che la comunità internazionale non fallisca gli obiettivi, ma è bene prepararsi anche al peggio. E questo vuol dire prima di tutto farsi un’immagine chiara di quali sono le conseguenze pratiche. Temperature più elevate comportano, per l’ambiente, un accresciuto pericolo di incendi di boschi (vedasi la California), una maggiore instabilità degli strati rocciosi, per chi vive in città uno stress per la salute e una minore qualità di vita (poiché il cemento accumula calore); la siccità rende più aridi i terreni, danneggiando l’agricoltura, e permette un minore sfruttamento dell’energia idrica; le piogge torrenziali, in particolare dopo un periodo di siccità, provocano alluvioni e frane. In sostanza: danni all’ambiente, alle cose e alle persone.
È quindi di fondamentale importanza ripensare il nostro vivere quotidiano. E la risposta non potrà venire solo dalle autorità politiche, anche se il loro contributo sarà fondamentale. Gli agricoltori dovranno capire quali colture si adattano meglio ai cambiamenti climatici e dove coltivarle, politici, pianificatori e urbanisti dovranno mettere maggiormente l’accento su un «rinverdimento» delle città, gli architetti su materiali e costruzioni consone a temperature più alte, i proprietari di immobili dovranno tener conto degli accresciuti rischi di allagamenti e smottamenti. Questo per far fronte all’ineluttabile. Senza dimenticare tutte le misure utili per limitare i cambiamenti climatici...

Danni causati dai mutamenti climatici in funzione del cambiamento di temperatura. Credit: David Bice. 
Si può vedere che per un aumento di 4 °C della temperatura globale, i danni climatici ammontano a circa il 4% dell'economia globale. Si tratta di una funzione esponenziale, perciò il tasso di aumento dei danni aumenta all'aumentare della magnitudo del riscaldamento. C'è chi sostiene che questa curva sia probabilmente troppo conservativa per i valori più alti della temperatura e che con tali drastici tenori di riscaldamento, sperimenteremmo livelli molto maggiori di danni economici. Potrebbe anche sembrare che danni pari al 4% dell'economia globale non siano un grosso problema, ma teniamo presente che il devastante terremoto che ha colpito il Giappone nel 2011 ha causato danni pari a circa il 3% del PIL nazionale, e l'economia del paese è stata gravemente colpita.

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