Medicane?

Mentre noi segniamo un record di alta pressione, in rete e su vari siti meteorologici ufficiali, e non, si parla di Zorbas, a spasso sul mar Ionio.

Animazione da satellite di venerdì scorso, canale visibile ad alta risoluzione, elaborazione MeteoSvizzera / Ninjo

 Ma non si discute solo del suo potenziale, ma anche su come definirlo esattamente, ciclone, uragano, medicane, depressione mediterranea o altro.

Cartina sinottica con nomi delle depressioni, fonte Deutscher Wetterdienst DWD

Anche noi siamo in difficoltà nel definire esattamente il sistema, visto che alle nostre latitudini osservare profonde depressioni con caratteristiche tropicali, e così ben strutturate, non è da tutti i giorni. Prendiamo quindi come corretta la proposta di DWD, istituto tedesco di meteorologia, nel chiamarlo Zorbas e definirlo un medicane. Medicane deriva da MEDIterranean hurriCANE ovvero uragano mediterraneo, i medicanes sono intensi sistemi di bassa pressione con struttura paragonabile ai cicloni tropicali. Anche se il nome porta a essere paragonato ad un uragano non dobbiamo però confonderci, il medicane è un suo parente stretto di minore potenza e grandezza, forse sarebbe più corretto definirlo ciclone mediterraneo a scanso di equivoci. La struttura a “cuore caldo” deve essere presente per essere definito tale, tipicamente i sistemi di bassa pressione che ci interessano presentano infatti una struttura a “cuore freddo”. Questa caratteristica resta difficile da verificare, bisogna quindi fare affidamento ai modelli per definire la struttura a cuore caldo, e sembra che in questo caso sia confermata.

Immagine satellite vapore acqueo (in viola le zone più umide), sovrapposta a vento e geopotenziale a 300 hPa da modello ECMWF, elaborazione MeteoSvizzera / Ninjo.

Un sistema così ben strutturato non transita spesso sul Mediterraneo, l’anno scorso era Numa ad aver fatto parlare di sé, quest’anno però Zorbas rischia di passare alla storia per la sua intensità, nei prossimi giorni il verdetto non si farà attendere.

Previsione per venerdì scorso dei venti a 10m, da modello ECMWF, elaborazione MeteoSvizzera / Ninjo.

I venti di un medicane interessano una vasta zona oltre il suo centro e in particolare all’arrivo sulla terraferma, rinforzatosi dopo il transito sul mar Ionio ancora decisamente caldo, potrà provocare venti violenti sulle coste Greche.
La profonda depressione è in contrapposizione al ponte di alta pressione che si stende dall’Atlantico all’Ungheria e che ha segnato in questi giorni un massimo di pressione mai visto verso la fine di settembre.
A Lugano abbiamo segnato il record di alta pressione con 1003,2 hPa misurati all'altezza della stazione di misura, che corrispondono a quasi 1040 hPa, ridotti al livello del mare in atmosfera standard. Un valore così alto non è mai stato misurato in settembre, ed era da febbraio 2008 che non raggiungevamo una tale pressione atmosferica sull’arco dell’anno.

Per il resto tutto va bene, tutto sotto controllo.

(Direttamente dal blog di Meteosvizzera).

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