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Visualizzazione dei post da 2017

Frane et al.

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La mattina del 23 agosto, una bella giornata, verso le 9.30 abbiamo visto un gran polverone alzarsi nella valle. Sembrava nebbia, o un’enorme nuvola di fumo, invece era la montagna che scivolava a valle. Chi ha vissuto da vicino è ancora esterrefatto, a quasi due mesi dall’accaduto, nei giorni del parziale rientro a casa degli sfollati. È il racconto di una signora di Soglio, il villaggio che sta di fronte a Bondo, in alto, in Val Bregaglia. Sul pizzo Cengalo la montagna è andata in frantumi, ha invaso il fiume Bondasca ed è rotolata a valle trasformandosi in frana, colata, flusso di detriti, di roccia, acqua, ghiaccio e terra, che tutto assieme ha colpito case e fabbricati, coperto la nuova strada cantonale e lambito la frazione di Spino. Otto dispersi, escursionisti sorpresi sulle pendici dei monti, e il villaggio di Bondo evacuato e divenuto un paese fantasma, isolato, come se fosse protetto da un cordone sanitario.
4 milioni di metri cubi, mi hanno spiegato che questa casa, dove …

Tout va bien...

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Tutti hanno gli occhi puntati su Ophelia, che sta proponendo una situazione meteorologica mai vista in passato, un uragano che è salito fino alla categoria H3, nel nostro Oceano Atlantico, a noi così vicino*. Dopo aver fortunatamente sfiorato le Azzorre punta dritto sull’Irlanda. Molto probabilmente è destinato a perdere vigore e arriverà sulle coste “solo” come una violenta tempesta, per non definirla tropicale visto che i tropici sono altrove. I venti associati e le mareggiate daranno comunque del filo da torcere, ma le coste irlandesi sono in grado di sostenerli, anche se solitamente hanno matrice diversa.
I media in generale hanno nuovamente giocato la carta dell’allarmismo nel definire Ophelia, ma solo pochi si sono chiesti cosa ci faccia un uragano nell’Atlantico settentrionale, che fa rotta verso l’Irlanda.


Benché non sia il primo uragano che sia sfuggito alla rotta usuale, ricordiamo Vince che tocco le coste della penisola iberica nel 2005, qualche segno di preoccupazione dov…

Il metronomo forzato

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Anche se si riuscisse a contenere l'aumento della temperatura globale entro 1,5 gradi C rispetto al periodo pre-industriale, come prevede l'obiettivo più ambizioso dell'accordo di Parigi, nel corso dei prossimi decenni gli eventi estremi del fenomeno di El Niño saranno comunque più frequenti. Lo prevede questo studio. La frequenza degli eventi di Niño estremo, secondo lo studio, aumenterebbe linearmente con l'aumento delle temperature medie globali fino ad un raddoppio della stessa frequenza con 1,5 ° C in più di riscaldamento globale, da 5 eventi al secolo oggi a 10 nel 2050.
Sostenuta da un approfondimento del termoclino oceanico che favorisce un più rapido riscaldamento nel Pacifico equatoriale orientale rispetto alla regione extra-equatoriale, questa crescente frequenza degli eventi di Niño estremo continuerebbe fino ad un secolo dopo che la temperatura media globale si sarebbe stabilizzata.
Questo risultato è piuttosto inatteso, e indica che le generazioni future…

Verso il punto di non ritorno

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Interessanti riflessioni sul clima attraverso questa intervista a Giovanni Kappenberger. Glaciologo di formazione, nato il 27 ottobre del 1948, Kappenberger è stato uno dei volti più noti della meteorologia della Svizzera italiana. Per 30 anni è stato a servizio a Meteosvizzera, da 40 si occupa (ancora oggi!) di rilevare sul posto i bilanci di massa di alcuni ghiacciai delle Alpi svizzere (prima il Clariden, dal 1992 il Basodino). Vive a San Bernardino (1600 mslm) in una baita costruita nel 1946 dal nonno Rodolfo Gansser (papà anche di Augusto, il noto geologo), da cui ha ereditato la sua grande passione per la montagna e la natura.
I ghiacciai stanno sparendo,le montagne si sbriciolano…
Certo, e occhio a questo grafico. Indica la concentrazione di parti per milione (ppm) di CO2 sulla Terra da 800mila anni a oggi. Prima d’ora non era mai successo che salisse sopra i 300 ppm. Oggi siamo a oltre 400.
Colpa dell’uomo?
Senza dubbio. I valori registrati negli ultimi 40 anni lo dimostrano. Inf…

Fluttuazioni nel trend artico

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Ottava estensione più bassa da inizio serie satellitare per la bachisa artica al minimo annuale, questo settembre. "Solo" ottava (si fa per dire: siamo sempre abbondantemente sotto la mediana e sotto anche il range interdecile) grazie soprattutto alle favorevoli condizioni estive dell'Artico; ennesima annata nelle top10 grazie al trend di fondo (9 dei 10 minimi estivi più bassi sono tutti appartenenti all'ultimo decennio). 
Rank dal record in su: 1)  2012: 3,39 mio kmq 2)  2016: 4,14 mio kmq 3)  2007: 4,15 mio kmq 4)  2011: 4,34 mio kmq 5)  2015: 4,43 mio kmq 6)  2008: 4,59 mio kmq 7)  2010: 4,62 mio kmq 8)  2017: 4,64 mio kmq 9)  2014: 5,03 mio kmq 10)2013: 5,06 mio kmq

Volume totale dei ghiacci marini artici, peraltro, ai minimi storici. E quindi spessore sempre più sottile (stimati circa 1 m e 20 cm in meno in tre decenni e mezzo in luglio!), ghiaccio sempre più giovane e fragile. E soggetto, così, alle fluttuazioni interannuali dominate dalla variabilità interna. U…

Novità dal ciclo del carbonio

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Alcuni estratti dall'ICDC10, la decima Conferenza Internazionale dedicata all'anidride carbonica tenutasi un mese fa a Interlaken e organizzata dall'OCCR dell'Università di Berna, in collaborazione con altre istituzioni scientifiche svizzere di punta nell'ambito della ricerca in climatologia. Un meeting che fornisce ai partecipanti una visione integrata e interdisciplinare del ciclo globale del carbonio e della sua perturbazione da parte degli esseri umani.
I temi della Conferenza comprendevano il ciclo odierno del carbonio, le sue tendenze, la variabilità e le osservazioni, la prospettiva paleo e i limiti planetari, i processi biogeochemici e i loro feedback e collegamenti con ecosistemi, clima e processi socioeconomici, gli scenari per il futuro e i passi intrapresi verso la stabilità del sistema terrestre a lungo termine, nonché quella ricerca sul ciclo del carbonio effettuata a sostegno dell'accordo di Parigi. Ci sono contributi da scienziati naturali e soc…

Il GW...fungino

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Il GW è destinato a modificare la composizione della comunità dei funghi, specialmente in ubicazioni fredde e al limite del bosco. È quanto emerge da uno studio sperimentale condotto durante sei anni dall’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL). Un team di suoi ricercatori ha riscaldato il terreno di 4° C – il valore di aumento della temperatura previsto fino al 2070 nella regione alpina – sotto a boschi di larici e pini mughi sul ripido fianco di montagna denominato "Stillberg"*, presso Davos (nel canton Grigioni).
A tal fine, su un totale di 20 porzioni di terreno sperimentali, ha posato cavi di riscaldamento sulla superficie del terreno facendo in questo modo aumentare la temperatura dello strato organico superiore del terreno. Le analisi del DNA dei campioni di terreno e dei carposomi (i corpi fruttiferi dei funghi) hanno dimostrato che la composizione varietale dei funghi è cambiata in seguito al rialzo termico. Una specie di fungo, l’

Linee di evidenza

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Gli esperti non hanno bisogno di ammettere di aver visto giusto

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Si possono inventare fake news a partire dalla distorsione di notizie scientifiche fra- (se va bene) o mal-interpretate? Certo che si può.
Facciamo il paio alle solite fandonie raccontate dai soliti rifornitori di fake news e il punto su come stanno le cose.
E le cose stanno così: lo studio pubblicato di Millar et al.  -  e tanto strombazzato e frainteso - afferma che un riscaldamento di 1,5 gradi C in più a fine secolo sia un limite geofisico non impossibile da raggiungere, previo però una serie di condizioni di mitigazione stringenti. Questo è il succo.


Tenendo anche conto del fatto che il blend dei dataset globali mostra un aumento termico da fine 19esimo secolo di già ~ 1,2 °C  e non di "soli" 0,9 °C.


Ottimi, fra gli altri, l'approfondimento dello stesso Millar su Carbon Brief e i factcheckdi Zeke Hausfather sempre su Carbon Briefdi Stefan Rahmstorf su RealClimate e quello su Climate Feedback.

La macchina del fango, come facilmente prevedibile, oscillava fra l'i…