sabato 31 dicembre 2016

Un brindisi lungo...un secondo (in più)

In questa notte di San Silvestro si potrà festeggiare un secondo in più: l’ultimo minuto della prima ora del 2017 durerà infatti 61 secondi allo scopo di sincronizzare il tempo astronomico con quello misurato con enorme precisione dagli orologi atomici.
La Terra attualmente ruota su se stessa un po’ più lentamente. Per questo motivo nella notte che segna il passaggio dall’anno vecchio all’anno nuovo è stato aggiunto un cosiddetto «secondo intercalare» che, da noi, sarà inserito il primo gennaio alle 00:59:59.
Il tempo di riferimento, che dà il tempo per tutti i fusi orari, detto più precisamente «tempo universale coordinato» (Universal time coordinated, UTC), viene calcolato dall’Ufficio internazionale dei pesi e delle misure di Parigi a partire dai dati di circa 350 orologi atomici di 60 laboratori di riferimento sparsi in tutto il mondo. Anche cinque orologi atomici dell’Istituto federale svizzero di metrologia (METAS) di Berna forniscono un contributo all’UTC.

giovedì 27 ottobre 2016

Chomsky sull'America e il GW


È considerato il maggior linguista vivente e il più influente intellettuale al mondo. Malgrado i suoi 88 anni, Noam Chomsky rimane al fronte intervenendo con regolarità su questioni accademiche nel campo della linguistica e soprattutto sulle vicende politiche che vedono impegnate la superpotenza americana, che il professore del MIT considera senza indulgenza alcuna come all’origine di molti dei mali e di molte delle guerre che attanagliano intere regioni del pianeta. 

In questa intervista realizzata dal giornalista Roberto Antonini per la trasmissione radio della RSI "Laser" l’intellettuale di Boston si sofferma sull’attualità politica, affrontando questioni legate al controverso bilancio della presidenza Obama e alla tornata elettorale 2016 che presenta aspetti di grande rilevanza e candidati dal profilo inedito. Cosa e chi rappresenta Donald Trump? Perché molto americani lo hanno scelto? E cosa porterà al mondo, in caso di vittoria, Hillary Clinton, nota per la sua impostazione aggressiva in politica estera? Un’occasione dunque per sentire una delle voci più influenti della nostra epoca. E per me che lo leggevo già una trentina di anni fa, un vero piacere riascoltarlo.

mercoledì 26 ottobre 2016

"Ci ho due", ne bastava uno

ClimateInteractive.org

Per la prima volta a livello globale, nel 2015 l'anidride carbonica nell'atmosfera ha raggiunto la concentrazione media di 400 parti per milione (ppm). Stando alle previsioni dell'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), le concentrazioni di CO2 resteranno al di sopra di 400 ppm per l'intero 2016 e non scenderanno sotto questo livello per molte generazioni. Al raggiungimento di questi valori record di questo anno ha contribuito il fenomeno climatico El Niño, a causa della siccità e degli incendi associati nelle foreste del sudest asiatico che il fenomeno ha indotto.

mercoledì 19 ottobre 2016

Luca Mercalli a tutto campo


Climatologo, presidente della Società Meteorologica Italiana, saggista, giornalista scientifico, conduttore televisivo e docente. Luca Mercalli, tra i più attivi responsabili nella diffusione delle informazioni su cambiamenti climatici e transizione energetica, è stato ospite alcuni giorni fa della trasmissione radiofonica della RSI  “Ogni maledetto sabato” per parlare delle sue ricerche in climatologia alpina, glaciologia e paleoclimatologia, della rivista Nimbus che ha fondato oltre 20 anni fa e dei suoi reportage e documentari sui mutamenti climatici.

QUI si può riascoltare la trasmissione.

venerdì 16 settembre 2016

O sole mio...


Uno studio condotto da una giovane dottoranda dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con altri enti, mostra una diminuzione della radiazione solare nei decenni ’60‐’80, seguita da una forte crescita negli ultimi trent’anni. L’andamento riflette quello delle emissioni inquinanti: grazie ai provvedimenti adottati negli ultimi anni per ridurle, migliora sensibilmente la trasparenza della nostra atmosfera alla radiazione solare, facendo sì che anche aree caratterizzate tradizionalmente da un’elevata torbidità atmosferica siano oggi molto più “luminose”.

lunedì 12 settembre 2016

Il clima scatena la guerra

La linea dell'aridità, individuata dall'architetto israeliano Eyal Weizman

L’immagine mostra la linea dove cadono 200 mm di precipitazioni medie annue, le macchie rosse sono le zone più colpite dai bombardamenti occidentali. Questo è il limite per una produzione di grano su larga scala (senza irrigazione). Appare evidente che le zone all’interno di questo confine non hanno una produzione agricola sufficiente e che in quelle zone, in presenza di popolazioni numerose, si soffre la fame.

venerdì 1 luglio 2016

Mal d'Antartide

Tramonto in Antartide (Chiara Montanari)



Primo importante inizio della riduzione del buco dell'ozono al di sopra dell'Antartide: "un traguardo storico", come è stato definito dagli studiosi, come risulta dai dati della ricerca coordinata dal MIT e pubblicati su Science. I ricercatori hanno passato in esame tutte le misure rilevate dal 2000, anno in cui era stato raggiunto il picco, a oggi, combinando quelle dirette con quelle calcolate da modelli. Questo lavoro ha permesso di rilevare segnali di una progressiva riduzione, in particolare nel mese di settembre. Gli esperti hanno inoltre preso in considerazione il ruolo giocato da fattori naturali sullo strato d’ozono, come le eruzioni vulcaniche, ai quali si deve la grande variabilità osservata negli ultimi anni.

giovedì 16 giugno 2016

I connotati del Niño



♥ Picchi estremi di temperatura, come scarti termici positivi in modo anomalo e prolungati per più mesi, sia al suolo che in troposfera

mercoledì 8 giugno 2016

Flanella nordatlantica


Sarò d'accordo con l'analisi sul presunto slowdown dell'AMOC effettuata da Rahmstorf? si chiedeva ocasapiens un paio di settimane fa, rammaricandosi della mia attuale propensione a flâner come un flâneur invece che indossare la flanella, quella calda e ruvida di tessuto scozzese, e imbarcarmi per le Fær Øer ad indagare.
Stefan Rahmstorf recensisce una manciata di paper sul raffreddamento dell'Atlantico attorno alla Groenlandia, come previsto dai modelli di riscaldamento globale, e sulle conseguenze: indebolimento dell'AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation), rallentamento della corrente del Golfo e riscaldamento nel nord-ovest dell'Atlantico. Rahmstorf spiega quali dati (coralli ecc.) e osservazioni hanno confermato i modelli, e prevede che
For the future, we have every reason to expect that both things will continue: the long-term weakening trend due to global warming, and short-term natural variability. When both work in the opposite direction, the AMOC will strengthen again for a while. When both work in the same direction, record cold in the subpolar Atlantic may result, like last year.

giovedì 2 giugno 2016

Il ritorno della bambinella?

Il superNino del secolo si sta oramai esaurendo, entrato da mesi come è nella sua fase di vecchiaia primaverile dopo la piena (e devastante, per gli effetti climatici generati, in primis in vaste regioni tropicali) maturità tardo-autunnale/invernale (vedi qui o qui).


giovedì 10 marzo 2016

Vincitori e vinti

Guest post di M. G. Buletti


«I cambiamenti climatici producono già oggi effetti tangibili e lasciano intuire il futuro al quale va incontro il nostro pianeta», questa la premessa della portavoce di WWF Svizzera Susanna Petrone, a proposito degli effetti del rialzo termico del pianeta registrato negli scorsi anni. «Il 2015 è stato quello più caldo dall’inizio delle misurazioni, e il 2014 segue a ruota in seconda posizione». Con questo rialzo termico, caratterizzato da alte temperature e inverni miti, alcuni animali («alquanto fastidiosi») prolifereranno e saranno destinati a estendere le loro zone di diffusione. E mentre queste specie si moltiplicheranno a dismisura, animali come il simpatico orso polare o la tartaruga marina avranno sempre maggiori difficoltà a sopravvivere.

venerdì 4 marzo 2016

Alpine warming

Valle di Saas, Alto Vallese

Guest post di Marco Martucci


La canicola della scorsa estate ci pare ormai molto lontana. Come per tante altre cose, il ricordo fa presto a sbiadire. Eppure tutto è registrato. Il mese di luglio 2015 è stato il più caldo degli ultimi 150 anni e le temperature delle estati 2015 e 2003 sono state le più elevate dal 1863, da quando cioè s’iniziarono in Svizzera misurazioni meteorologiche sistematiche.

lunedì 22 febbraio 2016

Echi

Non si può distruggere il significato di un asserto emesso ad alta voce, ma si può pronunciare contemporaneamente un altro asserto, in modo che le voci si sovrappongono. Non esistono artifici volontari per dimenticare, ma ne esistono per ricordare male: bisogna moltiplicare la semiosi. L'informazione sta uccidendo se stessa, e il massimo della libertà di stampa viene a coincidere con il minimo (...). Nei media vale più che altrove il principio della dimenticanza per sovrabbondanza o interferenza.
Umberto Eco, 1987 

mercoledì 17 febbraio 2016

Sciarpe e cappelli, cont.

Qui la prima parte della saga in THX dolby surround in 16:9 :-D


Sentinella dei mari



“Le sentinelle” sono una flotta di satelliti dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) progettati per offrire uno sguardo sulla terra come prima non ne avevamo. Fanno parte del progetto Copernico.

Ieri sera alle 18:57 è stato effettuato, dalla base di Plesetsk in Russia, il lancio del terzo: Sentinel-3 (qui un tool for kids) permetterà per la prima volta di misurare dettagliatamente gli oceani e offrirà nuove indicazioni anche sul resto sul pianeta. Assieme agli altri satelliti già in orbita fornirà i dati che consentiranno all’Europa di sviluppare un programma di monitoraggio innovativo.

sabato 13 febbraio 2016

Mille di queste balle blu che volano...

Visto che siamo nel periodo di Sanremo, e del clou del carnevale ambrosiano, oggi fluisce un post un po'...adronico sardonico.

venerdì 12 febbraio 2016

Onde planetarie


Lo spunto del titolo non può che essere la notizia del giorno. E del mese. E dell'anno. E ancora?
In realtà, lo spunto concettuale viene da questa bell'infografica effettuata ARPA Emilia-Romagna sugli effetti regionali delle onde dell'inverno mancato e già quasi finito (h/t oca).

giovedì 4 febbraio 2016

Piove sul...gelato?


È appena stato pubblicato un interessante studio nel quale un nutrito pool di quasi una trentina di ricercatori (coordinati da Myles Allen da Oxford e affiliati perlopiù a centri di ricerca britannici - ad es. Nati Schaller da Oxford o Pete Stott dal MetOffice HadCenter - ma pure francesi - riconosco il brillante "duo sinottico" Vautard et Yiou, e che piacere ritrovare pure Geert da De Bilt) calcolano con notevoli margini d'incertezza di quanto il riscaldamento abbia aumentato il rischio delle alluvioni nell'inverno 2013/14 in Inghilterra.
È un lavoro da duri e mi ricorda qualcosa di duro che avevo già segnalato.
Siamo ancora ai box di partenza con questo tipo di attribuzioni, non solo perché, come evidenzia (dal com. stampa) e apprezza ocasapiens

The research made use of the weather@home citizen-science project, part of Oxford’s climateprediction.net climate modelling experiment

Ma lo siamo (ai box), anche e soprattutto perché le isole britanniche sono proprio nel bel mezzo della tempesta stocastica del tempo che fluttua (vedi grafici sotto: in verde le incertezze dello scenario di emissioni, in blu quelle dovute alle differenze fra i vari modelli, in arancione quelle che fanno al nostro caso cioè causate dalla variabilità interna):

martedì 19 gennaio 2016

L'eccezione che conferma la regola


Ritorniamo sulla presunta anomalia climatica che connota l'Antartide. Mentre il mondo si sta scaldando incessantemente e senza che la famigerata "pausa", fintanto che era ancora viva e combatteva, abbia potuto scalfire minimamente la tendenza generale, ci sono regioni che sembrano sfuggire a questa regola.  E l'Antartide sembra appartenere a questa categoria di outliers. O no?
Intendiamoci: in un sistema così complesso come è il nostro pianeta, è ovvio che l'andamento termico globale sia il frutto di tanti andamenti regionali che "viaggiano" con ritmi differenti. Ci sono zone che si scaldano molto più rapidamente rispetto alla media globale e altre che lo fanno più lentamente. E ci sono persino aree - molto poche, invero - che non sembrano scaldarsi e presentano trend piatti o addirittura leggermente negativi, pur se poco significativi. Ne avevamo già parlato qui.  È la conseguenza della variabilità interna sovrapposta al trend forzato da fattori di spinta esterni.
E in fondo, anche in questo caso, possiamo parlare di eccezioni che non fanno altro che confermare la regola.

sabato 16 gennaio 2016

La pausa è morta in battaglia

A quanto pare...
O forse la Battaglia non è mai stata combattuta realmente perché non c'è mai stata...
Vedi anche qui.

★ Update 20/1 ★
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martedì 12 gennaio 2016