giovedì 28 marzo 2013

2050

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Il testo che segue è una recensione di un bel libro che ho letto la scorsa estate e che è stata pubblicata su una rivista svizzera. Il tema è il potere attrattivo che avrà a breve il mondo artico - pur con tutti i rischi associati - sui territori posti più a sud, un mondo che sta cambiando ad una velocità difficilmente immaginabile fino a qualche anno fa e ancora oggi per chi non ne possa fare esperienza diretta. Un mondo che si fa fatica a mettere a fuoco e che l'autore del libro - su cui ci ha lavorato per diversi anni coronando la sua indagine con un viaggio in loco durato più di un anno - cerca di rendere più nitido.
A conclusione, dopo le immagini di apertura, un video sulle nuove rotte commerciali dell'Artico.

domenica 24 marzo 2013

Incerte incertezze I - Monsoni

Apro un primo di una serie di post dedicata alle principali incertezze con cui sono giocoforza confrontate le proiezioni climatiche effettuate con l'unico strumento che abbiamo a disposizione per sopperire all'assenza di un'altra Terra dove poter replicare con variazioni significative l'esperimento geofisico carbonico: i modelli frutto di simulazione numerica.

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Oggi parliamo dei monsoni. L'ensemble della media dei modelli che oggi ne riproducono la variabilità delle precipitazioni previste nel prossimo futuro sotto uno scenario di GW rafforzato da aumento delle concentrazioni di gas serra, prevede un aumento generale della loro intensità, pur con significative differenziazioni regionali/stagionali.

sabato 23 marzo 2013

Electri-city


Ogni abitante della Svizzera che si sposta in auto compie un tragitto medio giornaliero di circa 40 km.

Il mito dell'auto elettrica cara, non affidabile, con scarsa autonomia e con lunghi tempi di ricarica è tramontato da tempo, è piuttosto roba del secolo e parzialmente ancora del decennio scorso. E non si regge sulla realtà dei fatti, visto anche i relativamente pochi km percorsi mediamente ogni giorno con l'auto, meno di quello che forse ci si immagina. Lo sviluppo scientifico e tecnologico, inoltre, fa passi da gigante.

In questi giorni a Lugano si parla di questo e anche di altro annesso alla mobilità sostenibile nell'ambito dell'11esima edizione di Vel > Expo < Ticino.

venerdì 22 marzo 2013

Acque fatali


Quando l'acqua è anche fonte di danno e di sofferenza.  

Nella giornata mondiale dell'acqua, affiora un post sintetico dedicato ad una delle recenti e più devastanti inondazioni che ha colpito quella parte sud del pianeta purtroppo quasi sempre in prima linea nel subire le conseguenze e gli impatti di eventi naturali di tipo catastrofico.

giovedì 21 marzo 2013

Dama bianca di marzo


 Se la neve di febbraio è come lo strutto di carnevale e si scioglie presto, quella di inizio primavera è come il burro sul fuoco e fonde a vista d'occhio. Almeno a quote basse e in pianura.

lunedì 11 marzo 2013

∼3 m/h

NASA's Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio

Circa 3 metri all'ora, una settantina al giorno, più di 2000 al mese, più di 25 km all'anno, quasi 800 km in 30 anni. L'equivalente di circa 7 gradi di latitudine.
Questo è lo spostamento medio subito dalla crescita della vegetazione nelle regioni artiche che in tre decenni ha guadagnato fra i 6 e i 7 gradi di latitudine verso nord a causa dell'enorme impennata termica subita in questa regione. E lo spostamento non è lineare.

domenica 10 marzo 2013

Collaborazioni, cont.

Niente fa fare: nemmeno un anno dopo il post che avevo scritto, le evidenze osservative ce la fanno a dissociarsi dalle migliori simulazioni numeriche dei modelli, come invece qualcuno da qualche parte è convinto.
Peccato, perché la cosa che tutti speriamo è che prima o poi ce la facciano: significherebbe che il GW e gli associati cambiamenti climatici e ambientali non sono così dirompenti come sembrano essere.
Invece: nel caso meno peggiore continua la collaborazione, in quello peggiore non sembra esserci limite. Al peggio.

Vediamo, in ordine sparso:

sabato 9 marzo 2013

Solitary beaches?

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Mare, mare, mare, chi rischia di annegare?

Aggiornamento dei dati.
Dati sorprendenti.
2 cm in due anni, più del triplo rispetto alla media degli ultimi due decenni.
Allargate pollice e indice di una delle vostre mani e provate ad immaginate questa distanza sull'insieme degli oceani...un cubo di quasi 20 km di lato. Mica robetta.

giovedì 7 marzo 2013

Arcobaleno groenlandese


L'arcobaleno di Meltlandia ha solo 3 colori: il bianco, il grigio scuro e l'azzurro. Ma sono colori vividi. Continuano a far sognare, però non saprei dire che tipo di sogni.

domenica 3 marzo 2013

Desolation rows


Il recente lavoro di Parrenin (LGGE), Masson-Delmotte (LSCE), Köhler (AWI), Raynaud (LGGE), Paillard (LSCE), Schwander (UniBern), Barbante (UniVenezia), Landais (LSCE), Wegner (AWI) e Jouzel (LSCE) - insomma una raffinata crème internazionale in materia - per citare ocasapiens

sabato 2 marzo 2013

Hell or heaven


In dieci anni buoni, in Asia ci potrebbero essere qualcosa come 400 milioni di persone minacciate dall'aumento del livello dei mari. Nei prossimi tre decenni un ulteriore miliardo di persone si sposterà nelle città asiatiche e siccome la maggior parte delle metropoli di questo continente giace in prossimità delle coste, aumenta considerevolmente il numero di coloro che si espongono al rischio. Città come Bangkok in Thailandia o Dacca in Bangladesh o ancora Ho-Chi-Minh in Vietnam o Tianjin in Cina corrono un grande pericolo di venir inondate, sia dalla costa che dall'interno.

venerdì 1 marzo 2013

Killer loop glaciologico, part trois

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Se nelle prime due parti (qui e qui), fra le molte cose interessanti dedotte dagli studi di Shakun et al. e di Clark et al., un punto essenziale era la riduzione del presunto forte lag temporale fra andamento termico e concentrazione di CO2 fra il LGM e l'inizio dell'Olocene, adesso con questo lavoro pubblicato su Science e online da oggi cade ulteriormente questa ipotesi per l'intera ultima fase deglaciale.
Attraverso un'investigazione più approfondita e con l'aiuto di un metodo alternativo per stimare la cronologia tra CO2 e temperatura, il team di scienziati guidato dal ricercatore francese Frédéric Parrenin ha scoperto che CO2 e temperatura antartica variano in sincrono, all'interno di un lasso temporale di circa 150 anni. È quindi del tutto possibile che la CO2 abbia effettivamente causato il riscaldamento della temperatura antartica.