domenica 30 gennaio 2011

Ipotesi TPC


Ipotesi nulla: l'AGW non esiste ⇒ l'estremizzazione di fenomeni meteorici (heatwaves, precipitazioni estreme, mutamento della circolazione atmosferica...) è una mera conseguenza della ciclica variabilità naturale che caratterizza il tempo, che non è il clima.

Corollario: ne consegue che, siccome l'aumento di CO2 e altri GHGs provoca uno sbilanciamento energetico del sistema forzandolo verso uno specifico stato (è pur sempre la scienza hard tanto invocata dai cultori delle Bandwagon & Strawman) e siccome non sono conosciute (ma anche a prescindere da) altre cause forzanti, allora bisogna ricondurre tutte le manifestazioni meteorologiche estreme al tempo e bisogna sostenere soprattutto il global cooling (GC) affiorante. D'altronde, il GW è finito nel 1998, 1995, 2002, 2007, 2010, ..., come non ricordarlo e prontamente segnalarlo?

Prove sperimentali:

sabato 29 gennaio 2011

Ipotesi 0


L'ipotesi nulla (H0) è definita come un'affermazione sulla distribuzione di probabilità di una o più variabili casuali. In sostanza, si tratta di un'ipotesi provvisoriamente accettata finché non è ritenuta valida quella contraria. Nel test statistico si cerca di verificare la veridicità di una determinata ipotesi effettuata su un fenomeno, con un certo livello di confidenza: finché non è respinta con significatività sufficiente (per es. del 5%, cioè finché non si è sicuri con un intervallo di confidenza al 95% che non sia valida), verrà sempre accettata, altrimenti sarà sostituita dalla nuova ipotesi H1.

Naturalmente il campo delle possibilità in gioco è dato da una matrice 4x4: oltre le due combinazioni consonanti di ipotesi accettata e valida o respinta e sbagliata, abbiamo i due errori dati dalle combinazioni dissonanti: se si rifiuta un'ipotesi nulla che nella realtà è vera si incorre in un errore di primo tipo (il falso positivo), in caso contrario (accettando un'ipotesi nulla sbagliata) in un errore di secondo tipo (il falso negativo).

mercoledì 26 gennaio 2011

Drawdowns


Oggi, al forum sullo stato dell'Artico in corso da domenica a Tromsø - nella sezione scientifica (qui gli abstract delle keynotes) - è il giorno di alcuni interessanti speeches: stamane Stefan Rahmstorf ha parlato del tema portante di questa edizione di Arctic Frontiers, quello dei tipping points.
A seguire, lo speech di Carlos Duarte, dedicato alla "rugosità" e non linearità con le quali soglie limite e modifiche improvvise (caratteristiche dei sistemi complessi) possono influenzare gli ecosistemi sotto pressione (qui una lista di pubblicazioni). Duarte è co-autore (insieme a Paul Wassmann) di questo bel libro.
Poco prima di mezzogiorno, Dirk Notz ha fatto una sintesi sullo stato dell'arte a proposito di quel che si sa sul cambiamento climatico (attuale e in prospettiva) nelle regioni polari e dei relativi feedbacks, focalizzando il discorso sulle grandi masse glaciali groenlandese e antartiche e sullo stato della banchisa artica (qui un suo recente paper).

lunedì 24 gennaio 2011

Fritto misto terrapiattista



. Fegato_: come quello che ci vuole per leggersi l'ennesimo vomito su un climatologo (ma MS lo subodorava già da tempo) con un H-index mica da ridere, reo di dire le cose come sono e in maniera corretta; attacco che è figlio a rimorchio di nota mamma, perpetrato sulla base di fallacie e mediante la solita tecnica della decontestipolazione.


. Rognone_: come quello che ci vorrebbe per depurare l'ennesimo show mediatico pro-nuovo Congresso del buon vecchio Dick, prontamente riportato dalla centralina.


. Polmone_: come quello in debito di ossigeno che uno potrebbe anche ritrovarsi dopo aver letto un mini pamphlet incentrato sul rischio della (loro) libertà perduta.

venerdì 21 gennaio 2011

AR5-2y

Il 2011 è un anno topico per l'IPCC: scadrà infatti a fine anno (± 6 mesi, deadline 31/7/12) il periodo di 6 anni che fa da lasso temporale nel quale il Panel vaglia la letteratura peer reviewed pubblicata (ad es. anche quella che uscirà dalle osservazioni ed analisi del progetto GAW) per giungere, fra più di 24 mesi, ad una nuova e aggiornata valutazione sullo stato delle conoscenze sul tema dei cambiamenti climatici, cercando come ha sempre fatto (sin dal FAR del 1990) di risolvere le maggiori divergenze. Valutare una tale massa di produzione scientifica significa che, alla fine di un tale processo, occorre, nella misura del possibile, un notevole sforzo di riconciliazione. E non può che essere così, quando si esaminano metodi, assunzioni, utilizzo dei dati e logica delle conclusioni.

giovedì 20 gennaio 2011

Climate monitor | GAW-CH 2011

Monitoraggio del clima dell'atmosfera nel periodo post-AR4 (2007-2009), quello serio e fatto da competenti ed esperti. Non quello comico dei dilettanti dello sbadiglio inventato dai terrapiattisti diversamente esperti di clima di tutto.

Spiacente per il nome, ma in effetti di vero e proprio monitoraggio ed osservazione dello stato dell'atmosfera, influenzata dalle attività antropiche, si trattava: progetto del WMO ("Global Atmosphere Watch"), 20 anni di vita, 15 anni di vita propria per il contributo svizzero (GAW-CH, coordinato da MeteoSwiss), osservazioni e analisi di qualità della composizione chimica dell'atmosfera e di sue specifiche proprietà e variabili fisiche e chimiche, enfasi su QA e controllo, fornitura di servizi e prodotti integrati agli utenti (scienziati, ricercatori, decisori, interessati,...) che desiderano ottenere informazioni e dati. Persino ai cavalieri della santa audizione, basta che chiedano tanto sono "freely available to any researcher" :-D
Non esattamente lo stesso tipo di servizio effettuato dalla centralina omonima. Differenze sottili ma sostanziali...

sabato 15 gennaio 2011

Debaser


C'è chi si diverte ad abbassare artificialmente medie smussate in modo strano per perorare cause ben note (ma tanto "in natura la media non esiste"...).
C'è chi considera questi abbassatori di professione i nuovi guru dell'immanente nuova era glaciale (che tanto abbiamo "sciarpe e cappelli"...).
C'è chi ignora studi che sembrano invece rispondere a domande lasciate sospese ma da costoro ripristinate e revitalizzate ogniqualvolta fa comodo, come un mantra karmico (che fa la concorrenza al "caldo che non governa i ghiacci artici"...).

giovedì 13 gennaio 2011

OZ Floods - deserto d'acqua IV


D'accordo che forse è una Nina record. D'accordo che l'Australia da anni soffre di erosione. D'accordo il land use. D'accordo su tutto quel che si vuole.


Ma io due cose le segnalo comunque, si sa mai: l'incremento delle SST attorno alla grande isola (di calore?:-D e nel vicino oceano Indiano. E l'aumento dei GHG, ergo aumento delle SST ma anche delle T atmosferiche, ergo aumento della capacità dell'aria di trattenere vapore, ergo della capacità di rinvigorire i processi idrologici  in gioco negli scambi fra oceano e atmosfera. Come previsto già molto tempo fa. E come puntualmente si sta verificando (vedi anche qui).

sabato 8 gennaio 2011

2010 al Top I - Dataset satellitari

Mentre l'Europa si sta riprendendo dal gelido dicembre glaciale (ci torneremo presto...), il mondo si è appena lasciato alle spalle un nuovo anno molto molto caldo e al top. Ma è stato davvero così caldo (al di là dell'importanza o meno attribuibile ad eventuali record e al di qua del proprio orticello)?

Allora: brevemente, alcune precisazioni su dataset, noise e trend in 3 post. Prenderò ampio spunto dalle splendide analisi di tamino.

Oggi back to dataset. E partiamo da quelli satellitari.

venerdì 7 gennaio 2011

Schwartz wie Kohl aus QLD


Un po' di carbone (Kohl) nella calza, oggi. Nero (Schwartz) come quello che non si potrà usare come coke a causa del Queensland alluvionato e nero come anche il nome dell'autore principale di questo paper che Claudio Costa mi ha segnalato come meritevole di entrare nei Top Hits 2010.

Non me ne voglia Costa, ma nella calza oggi ai miei bambini ho fatto trovare qualcosa di meno nero e inutile: due belle armoniche, così evito di sentirmi il noise fracassante delle vuvuzelas e li inizio a cercare risposte nel vento...:-D

Detto esplicitamente: il paper sarà anche bello, ma non vedo proprio perché debba entrare di diritto nei top del 2010, ce ne sarebbero molti altri, semmai. Il titolo sexy ("Why hasn't Earth warmed as much as expected?")  è sicuramente un atout, perché suona hollywoodianamente come uno spot di Bastardi sulla NIA. Ma tant'è: specchietto per allodole mediatiche sempre alla ricerca dell'Evento e tributo dovuto per i figli di mamma Watts...

3 punti veloci (h/t J.Annan e A.Jokimäki) e poi chiudiamo col carbone.

martedì 4 gennaio 2011

Come il sangue della Terra


Plasma: il tessuto connettivo che ci avvolge come una verniciata su un mappamondo e che interagisce con tutte le varie componenti di quel pallido punto blu: il sistema terrestre.


Eritrociti: per trasportare e diffondere ossigeno vitale (pdf esteso qui). Finché ce n'è, c'è speranza (anche Sunrises e Sungreen qui).


Leucociti: per difendersi dai combattivi virus della B.S. o dell'ASS veicolati dalla solita disinformazione terrapiattista. Virus altamente contagiosi, come l'ignoranza.


Piastrine: per coagulare e rimarginare. Partendo dalla base. E magari da questo bellissimo esempio (pdf qui) che apre - simbolicamente - il 2011 della ricerca scientifica.