sabato 27 febbraio 2010

(Ring of) Fire, Earth and Water


Cile sotto shock per il potentissimo terremoto di stamane (8.8 sulla Richter!!) con epicentro 35 km sotto il fondale pacifico a circa 100 km al largo di Concepcion.


L'intera placca - rompendosi per ben 500 km lungo la faglia - è in risonanza, sisma forte (magnitudo 7.0) anche dall'altra parte dell'oceano (isole Ryukyu, Giappone).

Ora l'onda di maremoto sta viaggiando nel Pacifico a circa 700 km/h (la velocità di un jet!) e dovrebbe raggiungere le Hawaii stasera e l'Indonesia domattina.

Seguiamo in diretta l'arrivo dello tsunami:



***UPDATE***

Ancora qualche video del terremoto e dello tsunami;
Più di 200 (ad oggi, 4 marzo) le scosse di assestamento, e spesso con magnitudo sui 5-6!!
Un bilancio provvisorio dei danni e delle vittime;
un interessante servizio su una simulazione sismica dal dipartimento di geofisica dell'ETHZ



giovedì 25 febbraio 2010

C(R)ASH orbitale


Ecco alcuni squisiti video di uno degli scienziati più brillanti, divulgativi e al contempo divertenti nel campo delle geoscienze: il Dr. Richard Alley.

Alley è Evan Pugh Professor of Geosciences alla Penn State University. Si è occupato di ricostruzioni paleoclimatiche (soprattutto nell'ambito delle ice cores), glaciologia, abrupt climate changes e di sea level rise. Il suo modus umoristico di insegnare, lo ha spesso portato all'attenzione dei media, ma lui stesso, a volte, si è messo in gioco rafforzando la sua fama di creativo divulgatore.


Si veda, nell'ordine:

-la recente presentazione al meeting dell'AGU dello scorso dicembre sul ruolo della CO2 nel clima su scala geologica (The Biggest Control Knob ).

-una vera e propria "danza orbitale" attraverso la quale spiega la relazione fra i cicli glaciali e l'effetto amplificatore dei GHG; notare l'ambiente very understated in cui avviene la lezione-spettacolo, essendo in una cafeteria di un workshop per insegnanti durante il Polar-Palooza 2008.

-and last but not least: ladies and gentlemen, please welcome to mr. Johnny Cash and to his geology lesson!! ;-P




E intanto, nelle scuole pubbliche del South Dakota, promuovono (eufemismo...) la pars dementia in nome del secondo principio della termodinamica....
Che ci sia anche in questo caso l'influenza nefasta del più famoso science-idiot d'America dopo G.W.B.?

Ocean Heat Content /3

Terza e ultima parte sul tema dell'OHC, precedenti due post qui e qui.

Qui di seguito trovate una disamina che avevo postato su un thread del forum di MNW l'anno scorso ed è una rielaborazione (con alcune aggiunte) mutuata da un post su Skeptical Science in risposta ad un precedente apparso su WUWT e che, a suo tempo, aveva suscitato parecchie discussioni.

La veloce premessa seguente serve, forse, a caratterizzare le condizioni di contorno alla tematica che poi, per mancanza di tempo, mi limiterò a linkare.



La variazione dell'energia immagazzinata negli oceani come aumento della temperatura del sistema (e quindi scambiata sotto forma di calore) è il risultato di un eccesso di energia infrarossa causato dall'aumento dello squilibrio nel bilancio radiativo al TOA, a sua volta indotto dalla variazione dei forcing radiativi (mainly antropogenici), che erano ancora meno della metà di quelli odierni solo 40 anni fa.

Questo eccesso di energia:

1) finisce per più del 90% negli oceani dove, appunto, contribuisce ad aumentare l'OHC, con corrispondente contributo termosterico all'incremento per espansione del livello dei mari ad un rateo di circa 1.6 mm all'anno fra il 1993 e il 2003 e di circa 1 mm all'anno fra il 2003 e il 2008, pari a poco più della metà del contributo globale. L'aumento da espansione termica dipende fortemente dalla localizzazione dell'immagazzinamento di energia, dal momento che il coefficiente dell'espansione termica varia sia con le temperature che con la pressione: un aumento di 1 mm richiede da 50 a 75x10^20 J se l'energia è depositata nei primi 700 m dell'oceano, quasi il doppio per un deposito di energia al di sotto dei 700 m;

2) circa fra il 2 e il 3% contribuisce a fondere neve e ghiaccio sulle piattaforme continentali (sia le calotte e i ghiacciai montani sia le grandi distese degli inlandsis antartici e groenlandesi) e sui mari artici, e dai primi c'è un corrispondente contributo eustatico all'incremento del livello dei mari ad un rateo di circa 1.2 mm all'anno fra il 1993 e il 2003 e di circa lo stesso rateo in seguito, pari a poco meno della metà del contributo globale. Un aumento eustatico di 1 mm richiede una fusione di 360 Gt di ghiaccio equivalente ad un'energia di 1.2x10^20 J più un 12-13% di energia in più per portare le fredde acque appena fuse a temperatura ambiente. Quindi la fusione glaciale è da 40 a 70 volte (circa 90 volte) più efficiente rispetto all'espansione termica nell'aumentare il livello dei mari se l'energia è immagazzinata nei primi 700 m sotto il mare (se l'energia è depositata al di sotto dei primi 700 m). Se la Terra avesse una superficie glaciale superiore a quella che ha, una situazione ipoteticamente simile a quella descritta avrebbe favorito un incremento decisamente superiore del livello dei mari;

3) circa fra il 2 e il 3% riscalda direttamente il pianeta, aumentandone la temperatura e a sua volta aumentando il feedback radiativo di compensazione verso l'esterno del sistema;

4) circa fra il 2 e il 3% finisce per mutare le condizioni generali del ciclo idrologico fra stato liquido e gassoso, agendo sull'evaporazione e riconfigurando distribuzione, frequenza e intensità delle precipitazioni. Questo, a sua volta, altera il riscaldamento atmosferico e la distribuzione delle nuvole, in quest'ultimo caso inducendo cambiamenti radiativi (le nuvole, come si sa, possono sia riscaldare - aumentando l'effetto serra -, sia raffreddare - fungendo da albedo alla radiazione solare - in dipendenza delle loro proprietà: quota, copertura, spessore). Ad un effetto generale abbastanza equilibrato fra i due, tipico ad es. delle profonde nubi convettive delle regioni tropicali, si contrappone la differenza fra le alte nubi stratificate (effetti radiativi riscaldanti) e i bassi strati e stratocumuli (effetti radiativi raffreddanti, tranne nelle regioni artiche in inverno) e con leggera predominanza radiativa di queste ultime.


Ecco una rappresentazione grafica tratta dall'AR4 cap. 5.2.2.3 della distribuzione di energia nelle differenti componenti del sistema terrestre, paragone fra il periodo 1961-2003 (in blu) e il recente periodo 1993-2003 (in borgogna).



Buona lettura!

lunedì 22 febbraio 2010

It's the sun, stupid! /2 | still waitin' for Nicola...

Prima parte del post qui.

Nicola Scafetta ha una teoria tutta sua, sul ruolo che avrebbe il sole come main driver del GW. In varie occasioni sono state discusse le sue teorie, sia su riviste PR (per es. qui e qui), sia dal bigoilista numero 1 con tanto di rimorchio (e con tanto di risonanza in giornali da operetta), che su quella petulante di una madre di tutti i blog dedicati alla climate science [splendido post!]. Teorie in taluni casi smontate (per es. qui e qui), in altri casi semplicemente e però vivacemente discusse, anche con il diretto interessato (per es. su climalteranti). L'ultimo intervento diretto sul blog di Caserini, Scafetta l'ha fatto una settimana fa. Io gli ho gentilmente posto 3 domande 3. Lui ha scelto di rispondere non rispondendo (che è come dire che non si ha nulla da dire), riparandosi dietro il mito del GC post-1997 (e quindi dicendo una mezza bugia) e/o reclamando il diritto di non dire.
Strano, strano davvero; e sì che uno scienziato del suo calibro - che peraltro ha deciso di sua spontanea volontà di mettersi in gioco accettando di intervenire nelle discussioni emerse su questo specifico blog - di solito o sta completamente al di fuori delle discussioni oppure, se scende in campo, lo fa con spessore degno del suo profilo...che ci sia dietro la mano dei soliti noti bigoilisti?
Intanto io aspetto.....

E posto un grafico di una delle più recenti ricostruzioni dell'irradianza solare totale (TSI), quella ("This work") di Steinhilber et al. in un draft del 2009 e che ho avuto modo di vedere direttamente su poster nell'ambito di un recente seminario. Non dissimile da quella, altrettanto recente, di Leif Svalgaard.



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Sylvie Coyaud mi segnala questo suo intrigante modello: il GCM ochesco ;-)
È ancora un draft in procinto di subire la revisione paritetica, per cui: occhio! È sì un fresca chicca ma potrebbe ancora subire qualche modifica. In particolare, al sottoscritto piace sottolineare come, fra insider e a margine del recente meeting sui "geophysical patterns and constraints induced by the aural behaviour of magnetic dynamo in stellar systems similar to the sun" svoltosi a Turku lo scorso mese, si è discusso vivacemente ma amabilmente delle teorie della Coyaud emerse dal suo studio e qualche piccolo refuso parrebbe essere affiorato qua e là. Ma intanto, en_attendant_Cousteau e la sua dotta opinione, ecco l'abstract del paper di Coyaud:

"A cicli di 4000 (+/-800) giri della corrente eliosferica, per effetto del multipolo solare s'inverte la spirale di Parker detta a tutù come da dati satellitari (SOHO?) aggiustati con teorema viriale, l'elettricità fluisce all'esterno e raffredda la stratosfera la quale per converso, come il calore sprigionato da dietro il frigo, innalza di circa 0.70°C +/-0.14 la temperatura sottostante e porta all'aumento della CO2.
La sensitività di 250 ppmv/°C +/- ecc. è un po' altina ma ci sto lavorando. Comunque è tutta colpa del Sole e come modello vale l'effetto marea dei pianeti transgioviani, if I may say so myself."

***UPDATE***

Ho dimenticato di segnalare l'approach usato da Sylvie per sviluppare il suo innovativo e creativo GCM. Lo trovate spiegato qui.

***UPDATE #2***

Ancora Sylvie che mi scrive, a proposito dell'approach, chiedendo:

"Cosa si vince?"

Non è chiaro chi abbia dato la risposta, blogger non è stato in grado di recuperare l'origine. Nel dubbio diamola alla stessa Sylvie....

"Manabe, Wetherald e un calcolatore a nastro perforato."


***UPDATE #3***

Nella prima parte del video nel quale Nicola Scafetta espone la sua teoria, insiste parecchio anche su presunti bias caldi che potrebbero essere stati indotti sia da fattori socioeconomici modificanti l'uso locale dei suoli, sia da aggiustamenti applicati a molte stazioni meteorologiche e sia dalla riduzione nel numero dei reports delle stesse negli ultimi 2 decenni. Bias che, secondo queste pretese, avrebbero introdotto un falso trend verso l'alto nei dataset GHCN (del NCDC/NOAA) e GISS (della NASA). Si tratta di un altro dei miti più diffusi nella retorica del negazionsimo che - come un orologio a cucù - a scadenze più o meno regolari riemerge nella bigoilosfera e - come visto sopra - non solo.
La prima ipotesi (che Scafetta indirettamente fa propria, mostrando questa slide tratta da questo paper) risale a qualche anno fa e, nel frattempo, è già stata più volte criticata, ributtata e demolita.
Con le altre due, ci troviamo di fronte ad uno dei cavalli di battaglia più cavalcati dal bigoilista per eccellenza e da un paio dei suoi alfieri (si veda ad es. qui e qui). Già getta un' ombrosa luce il sito nel quale si pubblicizza con enfasi (come uno shampoo antiforfora di nuovissima generazione) il prodotto, ma quel che insospettisce è poi anche il fatto che lo shampoo in questione sia stato fabbricato con il solito modus operandi del Picinoa*, sinonimo di scorrettezza (a differenza del corretto metodo Acipi**).
Ma quel che più importa qui: purtroppo per Watts&C c'è qualcuno che infligge loro una bella strigliatina. E questo, essendo un math-smart, non scherza, in fatto di trattamento dei dati.
Come dicevo sul blog dell'oca: shame on them!! Non si tenta di smascherare presunte falsità falsando. A casa mia questo si chiama truffa.

*: Publication and Conclusions first, No Analysis
**: Analysis first, then Conclusions and Publication [thanx to carrot eater from OpenMind].


***UPDATE #4*** (ultimo aggiornamento, giuro!)

Mr. math-smart aveva già scritto, a suo tempo, un illuminante post sulla faccenda della diatriba sui compositi satellitari ACRIM vs PMOD. Eccolo :qui:


***UpDATE D'aPRILE***

Purtroppo mi tocca abiurare quel che giuravo, ma non potevo certo ignorare questo post del coniglietto very smart sulle risposte dell'EPA about rischi/pericoli/danni dovuti all'incremento dei GHG, nell'ambito del Clean Air Act. Qui (nelle attributions) Scafetta fa davvero una pessima figura. Decisamente!

domenica 21 febbraio 2010

Reductio ad absurdum

Tentativi di prova scientifica (mainstream astenersi) che il GW non è influenzato ampiamente dalle attività antropiche e l'AGW è una bufala.
Vademecum provvisorio per negazionisti in 5 brevi punti. Avvertenza: è come fare una bella escursione in montagna dopo aver mangiato pesante. Il primo tratto è decisamente, inevitabilmente, smaccatamente, irriducibilmente, letalmente il più duro, ma superato quello possono iniziare le prime illusioni di autogratificazione...;-D

1) effetto serra: turn it inside out like a glove, partendo dalla termodinamica di Clausius e dalla logica conseguenza della sua teoria (Fourier, Tyndell, Arrhenius, Angstrom...) sperimentata nella chimica e fisica a livello subatomico (Planck, Maxwell, Einstein, Stefan, Boltzmann, Wien, Kirchhoff...), ergo: *hardscience*. Finché non riesci a farlo, è tempo e denaro della E$$o sprecato (anche se ti chiami Battaglia, Gerlich o l'ultima assuefazione à la page dei bigoilisti di turno [thanx to Sylvie for the nick..] che di nome fa Miskolczi...). Se lo farai, puoi anche iniziare a infischiartene delle carbon taxes......ma non farti venire in mente strane idee del tipo: Arrhenius era un russo comunista trapiantato sotto mentite spoglie in Svezia per organizzare un complotto globale ante litteram, altrimenti non arrivi neanche al punto 2....

2) riuscito nella prima prova? None, of course. Ok, passiamo allora al GW e ai suoi effetti: turn it inside out like a glove, scovando dataset finora tenuti gelosamente segreti (e non craccati, meglio ancora se allocati da un vecchio Brown), colorando la statistica con le tonalità dei pesci lessi, oppure dimostrando che tutti i segnali ambientali associati al fenomeno sono meramente casuali e/o casualmente correlati con quanto ci si aspetta dal GW...

3) superato anche il secondo ostacolo? No? Beh, si può sempre passare all'AGW: turn it inside out like a glove, spiegando - con metodo scientifico: non si confuta l'AGW con metodo ideologico/parascientifico/fideistico - cos'altro causerebbe il GW con sostanziale robustezza. Il sole? A meno che non (ti) chiami Scafetta - e che, peraltro, ancora non risponde alle domande a lui poste - credo dovresti spiegare perché il sole "sceglierebbe" di innalzare le T troposferiche e invece di ridurre quelle stratosferiche, contro qualsiasi logica della fisica radiativa. Ma se (ti) chiami Scafetta, allora saprai anche superare questa apparente Mousetrap con tanto di Twist ending. Un consiglio, però: non truffare, tentando di ripassare per il punto 1. In ogni caso dovresti vagliare altre possibilità - sempre senza tornare ai punti 1 e 2, sennò il gioco non vale - che spieghino questo pattern termico - T in aumento sotto, T in diminuzione sopra - senza il contributo dei GHG. Ma mi raccomando: non barare guardando solo a quelle sopra, per suffragare la tesi del GC e sparare sull'IPCC neanche fosse la Croce Rossa...

4) bypassato anche il terzo? Ok, allora adesso spieghiamo un po' perché più CO2 (e altri GHG) non causerebbe il GW atteso *e* osservato. Sensitività climatica al raddoppio della CO2? 1/3 in più ha prodotto 0.8 gradi in più (a credito di aerosol, altri GHGs e land use), Manabe e Wetherald - senza tener conto per es. dei solfati - 43 anni fa prevedevano un incremento di 2 gradi per ogni raddoppio di CO2, come dire: 0.4 gradi in più da allora, il che non è poi così malaccio come score...

5) giunto fin qui, puoi creare un modello climatico che fa quello che vuoi tu, senza nessun riguardo per le leggi della fisica. Non preoccuparti dei fondi, lo sponsor del tuo supercomputer lo fornirà senz'altro la benefattrice di turno (per es. la E$$o, I suppose...). Cerca di evitare a tutti i costi quei pedanti/corrotti/complottisti dei referee, no PR, mi raccomando! C'è sempre E&E pronta a pubblicare in pompa magna i tuoi risultati. Pubblicizzali poi (o anche prima) su tutti i giornali da avanspettacolo, oltre che su tutti i bigoilisti di turno (con Watts in prima linea a sbavare), non ci sarà neanche bisogno di andare da Vespa o da Ferrara.

Post scriptum/bottomline: niente ironia finale; se si vuole veramente dimostrare (alla comunità scientifica, of course) che l'AGW è una montatura occorre percorrere questo tipo di periplo. Non si scappa. Pena la reductio ad absurdum.


mercoledì 17 febbraio 2010

iPost


Un post speciale. Ad un mese dalla presentazione, dal palco dello Yerba Buena di Frisco, dell'iPad da parte di Steve Jobs, dedico questo post a tutti gli appassionati dell'iPhone e delle sue app, ma anche del clima in tutte le sue manifestazioni generali e....ovviamente dei Mondi Sommersi ;-)

lunedì 15 febbraio 2010

Enjoy the cherry blossoms...


Excerpts da una metropoli e dalla sua regione limitrofa in piena euforia per i Winter Spring Olympics 2010. Enjoy the cherry blossoms and crocuses, and thanx to maribo from British Columbia...


Enjoy i trucks pieni di neve portata porta a porta, manco fosse un Pizza Hut...


Tutta colpa del Nino, che solitamente tende a scaldare e a ridurre le precipitazioni in quelle zone? O c'è dell'altro? Magari nello stesso fenomeno? (e *questo* episodio è un tipico CP-Nino). Insomma: affaire à suivre...

Ecco qui.


giovedì 11 febbraio 2010

Gestalt


Un tempo l'avrebbero chiamata Psicologia_della_Gestalt.
Ecco, succinti e sintetici, alcuni exposé del serial meno/più appassionante degli ultimi tempi. Altro che la scientifica senza Grissom di CSI......altro che le elucubrazioni mentali about l'intreccio intrecciato di Lost......altro che il vicodin del dr. House.....

Qui si parla del cosiddetto Gate del clima......alias damned the CRU for all.....alias Alice in Wonderland...

Tutte di fila, in un unico grande fuoco d'artificio e non ne parliamo più, voilà.



***UPDATE***

Piccolo esercizio di comparazione (nello stile del "trova le differenze"...:-D
Phil Jones - direttore autosospeso della CRU - risponde alle accuse in una doppia intervista: prima alla BBC (riportata in stile avanspettacolo anche da un noto quotidiano britannico); poi a Nature...
Come dice Sylvie nel suo ocasapiens, non che serva poi a molto la seconda intervista, visti i fraintendimenti voluti o per ignoranza della prima...

***UPDATE 2***

Splendido post di tamino, sempre più brillante nelle sue metafore. Oggi ci parla del growthgate. Quasi quasi ci faccio un post.

***UPDATE 3***

Ugo Bardi dal suo blog segnala questa istruttiva e al contempo inquietante intervista ad uno degli scienziati più sbeffeggiati, insultati ed offesi, naturalmente a torto dal momento che è uno dei massimi esperti a riguardo del paleoclima e le cui ricostruzioni sono state pienamente riconfermate in studi successivi. Stiamo ovviamenente parlando di Mike Mann e del suo bastone da hockey.

***UPDATE 4***

Chez Sylvie, un post (parte 1, ma anche la 2...) "gestaltico" sullo stato della cottura. Fumo tanto, in attesa dell'arrosto.....:-P

giovedì 4 febbraio 2010

Finito il GW? /2

Un post che non dovrei neanche scrivere, ma tant'è. Se ne sentono di tutti i colori in giro. Complici (anche e tanto!) i media, per i quali la differenza fra tempo e clima non esiste.







L'inverno corrente, ad 1/3 dalla fine, risulta essere molto freddo in Europa centro-settentrionale, tipico da NAO- (come da outlook, vedi post del 7/12). Ma anche in Asia settentrionale (sul nordovest della Siberia) e orientale (Cina settentrionale), così come negli USA meridionali (per es. in Florida).
















Una situazione che, in passato, si è spesso verificata in occasione di importanti e specifici driver della variabilità interannuale, quali El Nino e la fase orientale della QBO stratosferica equatoriale associata a bassa attività solare. La carta seguente, per es. (tratta da un lavoro di Brönnimann et al. 2007), mostra il segnale medio del Nino sugli inverni europei degli ultimi secoli (in blu più freddo della media, in rosso più caldo).













Certo, nella Mitteleuropa siamo su valori, finora, decisamente notevoli (ma per nulla eccezionali, come mostrano i seguenti grafici delle temperature medie di dicembre e di gennaio di una delle serie più lunghe, quella di Potsdam, vicino a Berlino).



















Notiamo però che, globalmente, non si può certo dire che questo sia un inverno che segna la fine del GW.


Primo perché, di nuovo, si confonderebbe, dicendolo, clima con tempo.


Secondo perché si rischierebbe di fare un notevole torto a canadesi, groenlandesi, norvegesi delle Svalbard e in generale a chi risiede in tutta la zona artica, così come a chi vive nell'ampia fascia fra Nordafrica, Mediterraneo sudorientale e Asia centro-meridionale (così come, diffusamente, in gran parte delle regioni tropicali).

Terzo perché, in considerazione di quanto detto prima e del fatto che a livello globale non sta facendo per nulla freddo, decisamente non è un inverno che mette minimamente in crisi il GW.

Infine una curiosità: è tutt'altro che raro avere in inverno una fluttuazione si segno opposto fra Europa e media globale. Tipici furono, ad es., buona parte degli anni 40 (al top termico relativo su scala globale, ma inverni molto freddi in Europa) e, all'opposto, gran parte degli anni 70 (ultimo decennio dei 3 di stasi termica su scala globale, ma inverni molto miti in Europa), mentre per es. sia gli anni 60 (freddi) che gli anni 90 (caldi) si presentarono in sintonia.




***UPDATE***



Usciti i rilevamenti satellitari di gennaio 2010. Ovviamente non rappresentano i valori superficiali o le T2m, bensì della troposfera (ci ritornerò nella parte 3 del post).































Si tratta del gennaio più caldo della serie (dal 1979), sia per UAH (+0.72 gradi C) che per RSS (+0.64 gradi C). Naturalmente si tratta in primis degli effetti laggati che il Nino induce nella troposfera, ma è abbastanza singolare e curioso il fatto che ci si sia avvicinati al periodo record del 1997/98 (con peak nel febbraio 1998) che fu tale a causa di quel Nino monstre (il più intenso del XX secolo, avvicinato solo dall'evento del 1982/83 che però avvenne in un periodo nel quale la troposfera era già influenzata dall'eruzione vulcanica di El Chichon della primavera 1982). Il moderato Nino attuale è invece assai lontano da quello di 12 anni fa ed inoltre si è pur sempre in un periodo di minimo davvero notevole e protratto dell'attività solare, eppure....




Se non è, questo, un ulteriore segnale del fatto che il GW è tutt'altro che morto e sepolto...



***UPDATE #2***


Anomalie termiche di gennaio 2010 della bassa troposfera, canale satellitare UAH LT:




***UPDATE #3***

Anomalie termiche superficiali di gennaio 2010, dataset NOAA: