domenica 25 ottobre 2009

350 vs 385



Ieri, 24 ottobre, si è svolta una giornata internazionale d'azione e sensibilizzazione sui cambiamenti climatici. Oltre 5000 eventi in 181 Paesi, tra cui la Svizzera, hanno caratterizzato la giornata, organizzata dal movimento 350.org per chiedere una reale soluzione alla minaccia portata al pianeta dal riscaldamento globale. Dall'Australia al Nepal, si sono organizzate le iniziative più varie per sensibilizzare i governi a fronteggiare con decisione il problema, in vista della conferenza Onu sul clima in programma a dicembre a Copenaghen. Il simbolo "350" è stato il leit motiv di tutte le manifestazioni. La cifra fa riferimento alla concentrazione di Co2 nell'atmosfera che, secondo alcuni scienziati, non si dovrebbe superare per evitare un ulteriore aggravamento del riscaldamento climatico.
Soglia mai raggiunta, finora, almeno negli ultimi 650'000 anni, come si vede dal grafico sotto (progetto EPICA, a cui ha partecipato anche l'Oeschger Center, dell' Università di Berna).
Attualmente, però, la concentrazione di Co2 è già di quasi 385 ppm (come si vede sotto) e aumenta con un rateo di crescita di circa 2 ppm all'anno.


Altre immagini dell'evento di ieri:

New Brighton, Australia:

Frisco, USA:

Shangai, Cina:
Mt. Kilimanjiaro, Tanzania:

Repubblica Dominicana:

Hyderabad, India:

Vinson Massif, Antarctica:
Micronesia:

Yosemite, Ca (USA):

Wellington, Aotearoa, Nuova Zelanda:

Sidney, Australia:

Maldive subacquee:>

lunedì 19 ottobre 2009

Finito il GW? /1

È allarme nel regno del GW, la blogosfera è in fermento da tempo e in alcuni casi se ne parla come della scoperta dell'acqua calda, persino la "compassata" BBC si è sentita in dovere di parlarne. Di cosa stiamo parlando? Del nulla, ovviamente, come spesso capita in questi casi. Ma è un nulla che getta comunque scompiglio nell'opinione pubblica, oramai in preda ad un delirio di informazioni contrastanti sulla tematica, a discapito della chiarezza e della profondità di analisi.

L'idea che sembra farsi strada si impernia su una totale confusione a proposito dei trends delle temperature mondiali e il concetto, erroneo, che il riscaldamento globale (e di rimando lo stesso effetto serra) si è fermato vive e vegeta nella mente di alcune persone. Bisogna anche dar adito al fatto che chi ci specula sopra (tutto l'ambaradan del negazionismo et simila), per una volta, usi una strategia apparentemente efficace: "se non riesci a convincere la gente con la scienza effettiva, allora martellala in continuazione di informazioni. Anche discordanti, nevermind!" :-D

In questo primo di 3 post sul tema, MS introduce il tema, e nei successivi 2 post cercherà dapprima di smontare tale idea e in seguito mostrerà come, in realtà, non solo - in un contesto di normale fluttuazione naturale - il GW continui, ma anzi stia accelerando!

Il tema in questione potrebbe già essere liquidato velocemente, considerando che dal 1998 (picco relativo del GW) o dal 2005 (altro picco relativo) ad oggi sono passati solamente al massimo 11 anni (o meno): pochi per dire qualcosa di significativo su un trend climatico. Persino in condizioni di riscaldamento antropico o di altra origine forzante esterna al sistema - con un contributo alla crescita termica di circa 0.2 gradi C nel periodo suddetto - un periodo di stasi o persino di raffreddamento su una finestra temporale così breve non è nulla di eccezionale e nemmeno di nuovo, essendo già successo più volte. Infatti la variabilità naturale di corto periodo oscilla con una magnitudine identica di circa 0.2 gradi, compensando così - sul breve! - gli effetti antropogenici (o di altra forzante esterna). Naturalmente il trend di riscaldamento continua, mentre la variabilità naturale fluttua irregolarmente su e giù, così che, se si estendende la finestra temporale, il trend si manifesta in tutta la sua chiarezza e la variabilità si stempera.
Vedi, a tal proposito, quest'interessante ricostruzione grafica del dataset GISTEMP Land+Ocean: in rosso i valori annui globali, in blu, sovrimposti, i trend di breve periodo (8 anni, uno per ogni periodo di dati del grafico mediato sugli 8 anni).


giovedì 15 ottobre 2009

Blog Action Day 2009 | Climate Change



Oggi, 15 ottobre, è il Blog Action Day. Tema del 2009: i cambiamenti climatici. E Mondi sommersi, quindi, non poteva esimersi dal ricordarne l'importanza e la stretta e scottante attualità. Sulla tematica e sulle sue ampie ramificazioni, ho appena iniziato a scriverne. Molti post seguiranno.
Intanto, per chi vuole farsi un'idea precisa e sistematica, consiglio la lettura di questi due books:
Global Warming: Understanding the Forecast di David Archer, prof. al Department of The Geophysical Sciences dell'Università di Chicago;
TheClimateBook di Ray T. Pierrehumbert, Louis Block Professor in Geophysical Sciences and The College (Ph.D., MIT, 1980) all'UniChicago.


***UPDATE***
Altri 4 interessanti books recenti sul tema, più un paio di links:
The Climate Crises. An Introductory Guide to Climate Change di David Archer e Stefan Rahmstorf, Head dell' Earth System Analysis del PIK, con tanto di capitolo scaricabile in pdf;
Dire Predictions: Understanding Global Warming, di Mike Mann e Lee Kump, il primo director e il secondo prof. of Geosciences, Earth System Science Center della PennState;
Climate Change: Picturing the Science, di Gavin Schmidt della NASA e del fotografo Joshua Wolfe;
Febbre Planetaria, la splendida iniziativa editoriale delle Orme editori che ha deciso di tradurre e pubblicare lo splendido lavoro storico e sistematico di Spencer Weart (ex Head Director del Center for History of Physics dell'AIP, Maryland) sul tema del GW; da poco esiste anche una traduzione parziale dell'opera in rete. Sul ricchissimo sito di Weart, c'è anche un suo commento very very interesting as talking points for scientists, pubblicato nel 2006 su APS; e inoltre un capitolo molto interessante ed istruttivo, scritto da Paul N. Edwards (SI Uni Michigan) as special guest, sulla storia e la famiglia dei GCMs.
Una raccolta dei principali articoli scientifici realizzata dal Prof. James R. Fleming; se ne parla anche in un bel post su climalteranti.


***UPDATE 2***
Un paio di libri in italiano e 2 siti basilari:
I 2 bei libri di Stefano Caserini dell'edizioni Ambiente A qualcuno piace caldo e Guida alle leggende sul clima che cambia;
Che tempo che farà di Luca Mercalli, ed. Rizzoli;
Manuale di Meteorologia di Mario Giuliacci, ed Alpha Test (una bibbia in italiano su meteo ma anche clima);
L'interessante e divulgativo I cambiamenti climatici su meteo e clima simulato, di Antonello Pasini, ed. Bruno Mondadori.
Sito dell'ipcc;


sabato 10 ottobre 2009

Ocean Heat Content /2

Sul forum di meteonetwork., è in corso una discussione sul significato fisico dell’OHC. Riporto qualche stralcio, sottolineando come, a rigor di precisione, associare il termine al significato di calore immagazzinato o stoccato negli oceani non ha molto senso.

“Essendo il calore una funzione di processo o di trasformazione (esattamente come il lavoro), non può essere immagazzinato o stoccato.”

“Con pignoleria si dovrebbe dire energia scambiata sotto forma di calore e quindi immagazzinata come aumento della temperatura del sistema”.

“Il bilancio di calore negli oceani è regolato dai flussi in entrata ed in uscita ed è nullo, sempre, a condizione di considerare l'insieme globale degli oceani. Come ho già detto, la modalità con la quale gli oceani si scaldano è sempre mediata da esso. Il bilancio è dato dalla differenza radiazione netta acquisita per irraggiamento meno perdita di calore latente meno perdita di calore sensibile.Se invece il bilancio è calcolato per una specifica regione oceanica non è nullo, e la differenza costituisce il calore trasferito per avvezione (per es. dalle correnti oceaniche), e questo ovviamente può impattare su scala continentale”

“L'energia solare ricevuta dagli oceani (a livello del mare) varia irregolarmente con la lunghezza d'onda, a causa dell'assorbimento da parte dei gas atmosferici. All'interno del mare, l'assorbimento fa in modo che l'intensità della radiazione solare ricevuta si riduca molto rapidamente. Questa figura rappresenta la distribuzione spettrale dell'intensità della radiazione solare ricevuta a diverse profondità in funzione della lunghezza d'onda:




L'incidenza verticale della luce fa in modo che ancora il 73% di essa riesca a raggiungere 1 cm di profondità, ma poco meno della metà (45% circa) raggiunge 1 m, circa il 22% raggiunge i 10 m di profondità e solamente lo 0.5% arriva a 100 m.”